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La salute delle donne è una priorità del Ministro Lorenzin

giugno 1, 2016 4:28 pm

Il Ministero della salute ha a cuore tutte le donne , per questo vara un manifesto in dieci punti per porsi gli obiettivi prioritari del benessere globale a tutte le età.

Le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore rispetto agli uomini di circa due anni. Il tempo che il gentil sesso trascorre in buona salute, però, è minore. Questo succede perché ci sono nuove malattie un tempo prerogativa del maschio e che adesso si stanno diffondendo di più anche nella donna: i disturbi di cuore, per esempio, l’ipertensione arteriosa e certe forme tumorali. La donna è più attenta al proprio benessere ma, tesa com’è nel suo ruolo di care giver di tutta la famiglia, di fatto non riesce a dedicare a se stessa l’attenzione necessaria per prendersi cura della sua salute e per curarsi. Prima, infatti, si occupa dei figli piccoli, poi dei genitori anziani e magari dei suoceri e infine è lei che assiste il compagno.

Gli obiettivi del Manifesto
Secondo quanto ha sottolineato il Ministro della salute, on. Beatrice Lorenzin, il mondo della sanità oggi è ancora caratterizzato da una scarsa attenzione alla medicina di genere e c’è ancora troppa disparità nei diritti e nelle opportunità che vengono dispensate ai due sessi. Per questa ragione, il Ministero ha elaborato il – Manifesto per la salute femminile – sono indicate le dieci priorità da perseguire nei prossimi cinque anni per promuovere l’attenzione alla salute femminile.

1. Medicina di genere: è la medicina che si occupa nello specifico della salute femminile, con le sue differenze rispetto all’uomo. Il Manifesto si propone di promuovere la ricerca medico-scientifica per le esigenze particolari delle donne, occupandosi, per esempio delle malattie femminili croniche e non trasmissibili;

2. Comunicazione: è importante, attraverso una corretta strategia di comunicazione, rendere le donne più consapevoli sui rischi per la loro salute e per quella dei famigliari e sul fatto che esistono modi per prevenirli e combatterli;

3. Salute sessuale e riproduttiva: la fertilità delle donne oggi è più a rischio, anche per la diffusione di malattie a trasmissione sessuale di ritorno. Occorre informare per prevenirle, fornire sostegno alla maternità e sostenere la salute neonatale;

4. Dieta salutare: la salute passa anche attraverso una dieta corretta. Per questo le donne devono imparare a nutrirsi meglio, soprattutto in gravidanza;

5. Prevenzione tumori femminili: è essenziale migliorare la disponibilità e l’accesso ai programmi di screening e ai mezzi di prevenzione più efficaci;

6. Salute mentale: un importante obiettivo è contrastare le condizioni che favoriscono la comparsa di disturbi mentali, soprattutto in alcuni periodi come l’adolescenza o il dopo parto. Inoltre è doveroso prevenire i disturbi del comportamento alimentare, le dipendenze e gli stili di vita scorretti;

7. Violenza sulle donne: il Manifesto mira a implementare la lotta alla violenza sulle donne, attraverso l’individuazione delle situazioni a rischio, l’assistenza medica, il supporto psicologico e la riabilitazione soprattutto nelle fasce più vulnerabili, come le straniere;

8. Lavoro: si riafferma l’importanza di tutelare la salute della donna lavoratrice;

9. Chirurgia plastica: la cosmesi, la medicina e la chirurgia estetiche non devono mirare solo all’aspetto esteriore ma alla cura sana della bellezza;

10. Terza età: vanno adottate misure per favorire l’invecchiamento sano e attivo di ogni donna.

Il progetto di Guidagenitori
Sulla stessa linea delle direttive del Ministero si colloca un importante progetto portato avanti da Guidagenitori.it per il benessere femminile collaborerà, infatti, alla Settimana dedicata alla salute della donna organizzata dalle Farmacie Comunali di Roma, dedicata in modo particolare alla prevenzione della depressione post-partum. La dottoressa Rosalba Trabalzini, psichiatra e psicologa clinica oltre che responsabile scientifico di Guidagenitori.it, è da sempre in prima linea nella prevenzione e terapia della depressione post-partum, preparerà otto psicologi, operatori alle dipendenze delle farmacie, al riconoscimento del disturbo. Saranno gli operatori all’interno delle farmacie, che verranno individuate nelle prossime settimane, a sottoporre tutte le donne in gravidanza e neo-mamme che si presenteranno in quei giorni al test di Edinburgh uno strumento indispensabile per capire se ci possono essere dei problemi di depressione post partum. Questo disturbo, è il caso di ricordarlo, colpisce circa il 15% delle neo mamme e, se non individuata per tempo, può avere strascichi anche anni dopo, con ripercussioni sul benessere di mamma e bimbo.

Lina Rossi

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