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Tutte le novità sull’infezione da virus Zika

marzo 29, 2016 9:21 am

Sembra confermata la responsabilità dello Zika nella microcefalia e la possibilità della trasmissione sessuale. La buona notizia è che a fine anno il vaccino sarà una realtà.

Continua a far parlare di sé lo Zika, virus responsabile di banali infezioni nelle persone sane, ma capace forse di causare microcefalia al neonato se contratto dalla mamma durante la gravidanza. Diffusosi prima in Sudamerica, è arrivato anche in Europa trasportato involontariamente da persone punte dalla zanzara Aedes in quei luoghi e responsabile della grave forma neurologica nei feti.

Sintomi di tipo influenzale
Nelle persone sane, soprattutto adulte, questa infezione virale non causa particolari problemi: in un quarto dei casi, secondo gli esperti non dà nemmeno segno della propria presenza. Altre volte provoca sintomi simili a quelli di una lieve influenza, con un leggero rialzo termico, debolezza, dolori osteo-muscolari, arrossamento degli occhi e fastidio alla luce. Disturbi che è sufficiente affrontare con un po’ di riposo a letto, assunzione di tanti liquidi e, se la febbre è elevata, una dose di antipiretico, paracetamolo nel caso dei bambini. Gli anziani, i bambini molto piccoli, le persone con malattie croniche potrebbero avere qualche complicanza, ma con un rischio non superiore a quello che si corre con una comune forma influenzale.

Confermato il rischio microcefalia
Maggiori preoccupazioni sembrano esserci per le donne in gravidanza o per quelle che stanno progettando di avere un bambino: da studi recenti, condotti sia su una precedente epidemia in Polinesia francese nel 2014, il contagio con il virus sembrerebbe effettivamente causare microcefalia. Si tratta di una malformazione a carico del sistema nervoso, che determina una dimensione delle teca cranica leggermente inferiore rispetto alla media dei coetanei e, soprattutto, deficit di tipo cognitivo. La ricerca, condotta presso l’Istituto Pasteur di Parigi, ha in effetti messo in relazione l’infezione da Zika con la malformazione, ma sembra che questo si verifichi solo in una esigua percentuale di casi: su cento donne affette da Zika in gravidanza, solo una metterebbe al mondo un bambino con microcefalia. Ulteriori conferme, ovviamente, sono ancora attese da altre indagini in corso.

L’importanza di proteggersi dalle punture
È comunque opportuno parlare con il proprio ginecologo dell’eventualità di affrontare una gravidanza tenendo contro della presenza dello Zika, anche se al momento casi autoctoni non sono stati segnalati in Europa. Chi, invece, vive nelle zone a rischio dovrebbe proteggersi dalle punture di zanzara, utilizzando repellenti specifici, alcuni in commercio sono del tutto innocui per mamma e feto, e dovrebbe monitorare attentamente la gravidanza con il proprio ginecologo. Un’altra conferma sembra essere quella della possibilità di trasmissione per via sessuale, fino a qualche settimana fa solo ipotizzata ma che sembrerebbe avere conferme. Anche in questo caso è opportuno parlare con il ginecologo, adottando metodi di barriera come il preservativo se si è in dolce attesa e il proprio partner è vissuto nei paesi dove l’epidemia di Zika è maggiore. Insomma, le notizie relative a questo nuovo virus non sono del tutto confortanti, ma sembra che si stia lavorando al vaccino che potrebbe addirittura essere pronto alla fine del 2016, anche se secondo gli esperti di malattie infettive potrebbe essere necessario più tempo prima che possa essere effettivamente utilizzato.

Melissa Gullotta

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