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“Fate dormire i bambini”

marzo 7, 2003 12:00 pm

Una ricerca rivela che il mancato riposo altera le capacità cognitive e psicologiche dei più piccoli “A letto dopo Carosello”. L’imperativo sembra a volte autoritario, ma certamente tutelava le ore di riposo dei più piccini. Oggi alla fatidica domanda dei bambini “posso vedere un altro po’ di tv?” si risponde sempre più spesso di sì.…

Una ricerca rivela che il mancato riposo altera le capacità cognitive e psicologiche dei più piccoli

“A letto dopo Carosello”. L’imperativo sembra a volte autoritario, ma certamente tutelava le ore di riposo dei più piccini. Oggi alla fatidica domanda dei bambini “posso vedere un altro po’ di tv?” si risponde sempre più spesso di sì. Ed è un male, una abitudine negativa che, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università israeliana di Tel Aviv, mina le funzioni neurocomportamentali dei nostri figli. Basta, infatti, un’ora di sonno persa per notte, denunciano gli esperti, per alterare le capacità cognitive e psicologiche dei bambini. “Il mancato riposo – afferma Avi Sadeh, coordinatore dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Child Development – si traduce immediatamente in una minore attenzione durante il giorno e difficoltà di concentrazione soprattutto di sera”.

Come si è svolta la ricerca
Per valutare l’impatto sul cervello di piccole differenze nelle ore di sonno dormite per notte, i ricercatori hanno controllato 77 bambini tra gli 8 e i 10 anni di età. Per 5 giorni sono stati registrati l’ora in cui venivano messi a letto e quella a cui si alzavano (al fine di calcolare la quantità di sonno), nonché il numero di volte che si svegliavano di notte (qualità del sonno). Test volti a misurare le capacità cognitive e neuropsicologiche sono stati somministrate prima e dopo l’esperimento. “I primi due giorni – spiega Sadeh – i bimbi hanno seguito le proprie abitudini, negli ultimi tre hanno dormito o un’ora in più o una in meno rispetto allo standard”. Dall’elaborazione dei dati è emerso che a 60 minuti di sonno in più era associata una maggiore probabilità di svegliarsi una o più volte durante la notte. “Il totale di ore dormite – sottolinea Sadeh – è risultato inferiore al fabbisogno del piccolo. Paradossalmente chi è stato messo a letto un’ora prima ha riposato quanto chi è andato un’ora dopo”.

Meno sonno, meno concentrazione
La carenza di sonno ha causato una maggiore difficoltà di concentrazione durante il giorno. ”I tempi di reazione nel riconoscere un oggetto o un animale proiettati su uno schermo – scrive Sadeh – si sono significativamente allungati, così come la velocitè nel contare seguendo i numeri con le dita delle mani”. Secondo gli esperti, la tendenza di far andare a dormire i bambini sempre più tardi, registrata in questi ultimi decenni, può indebolire seriamente la le funzioni neuropsicologiche dei più piccini. Di qui l’appello ai genitori di seguire con attenzione la vivacità dimostrata dei propri figli di giorno per lentamente regolare il sonno secondo il fabbisogno del piccolo.

 

Matteo De Matteis

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