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Legambiente presenta: Ecosistema bambino 2010

novembre 28, 2011 12:08 pm

Presenta a Grosseto l’edizione 2010 di Ecosistema Bambino. L’obiettivo è il raggiungimento di una mobilità sostenibile, per città sempre più sicure e pulite a misura di bambini e ragazzi. Dal 1997, Legambiente esegue annualmente un monitoraggio sulle città e le amministrazioni comunali più attente all’infanzia per quanto riguarda lo sviluppo del territorio, la presenza di…

Legambiente presenta: Ecosistema bambino 2010

Presenta a Grosseto l’edizione 2010 di Ecosistema Bambino. L’obiettivo è il raggiungimento di una mobilità sostenibile, per città sempre più sicure e pulite a misura di bambini e ragazzi.

Dal 1997, Legambiente esegue annualmente un monitoraggio sulle città e le amministrazioni comunali più attente all’infanzia per quanto riguarda lo sviluppo del territorio, la presenza di strutture idonee, le iniziative di aggregazione culturale nonché le opportunità di partecipazione alla vita comunitaria dei cittadini più giovani. Questa indagine ogni anno viene pubblicata con il bel titolo di Ecosistema Bambino.

Obiettivo Mobilità
“Ecosistema Bambino” del 2010 è stato presentato dal comune di Grosseto e pubblicato da Legambiente, nella convinzione che la crescita dei giovani cittadini non possa prescindere dalla possibilità di vivere appieno la città. I dati raccolti hanno riguardato la mobilità sostenibile a misura di bambino. Una mobilità facilitata e sicura aiuta il percorso dell’autonomia personale e dello sviluppo individuale dei ragazzi, rendendoli più legati al territorio e alla comunità. Come fare quindi a dare qualità della vita a bambini e ragazzi in città che faticano a gestire in maniera sostenibile un indicatore di qualità ambientale e di inclusione sociale, come la mobilità? Le buone pratiche di Ecosistema Bambino vogliono rappresentare un punto di partenza, una base per discutere e rilanciare le politiche urbane nel loro complesso con un’attenzione particolare ai più piccoli.

I numeri delle iniziative
“Ecosistema Bambino 2010” ha voluto anche rispondere alle indicazione degli amministratori locali dei 57 comuni che hanno partecipato all’indagineed è risultato che:

  • 149 sono i progetti inviati.
  • In 25 città sono stati attivati i Pedibus.
  • In 19 città sono stati attivati i Bicibus.
  • In 18 città sono stati realizzati progetti di educazione stradale.
  • 22 sono le città che hanno ospitato Bimbimbici (dal sito www.bimbimbici.it)
  • 14 le buone pratiche messe in vetrina da Ecosistema Bambino. Purtroppo si sono evidenziate anche assenze importanti, concentrate soprattutto nel sud e in parte del centro Italia.

Progetti e iniziative
149 progetti non sono pochi. La maggior parte parlano di Pedibus, Bicibus ed educazione stradale. Il Pedibus è un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da adulti “autisti” e “controllori”. Il Bicibus è un modo sostenibile per andare a scuola, è un “autobus a due ruote” formato da un gruppo di scolari in bicicletta che vanno e tornano da scuola accompagnati da genitori volontari, lungo percorsi prestabiliti e messi in sicurezza. Come per le linee dei veri autobus, i percorsi dei Pedibus e dei Bicibus hanno un capolinea e delle fermate intermedie, individuate con cartelli che riportano gli orari di partenza e passaggio nell’andata e nel ritorno da scuola. Progetti di educazione stradale ce n’è per tutti i gusti, dal punto di vista del pedone e del ciclista ma anche da quello di chi guida l’automobile. Oltre ai bambini, destinatari finali dei progetti sono coinvolti genitori e nonni, vigili urbani ed educatori. Un occhio di riguardo è rivolto alla sicurezza, dagli attraversamenti pedonali all’uso del casco in bici o in motorino. Da mettere in vetrina i percorsi ciclabili per conoscere le città che coniugano, appunto, la mobilità con la scoperta del territorio.

Le buone pratiche città per città
AREZZO
Il progetto aretino, La città in movimento intende educare i bambini e i ragazzi ad una mobilità consapevole, a piedi e in bici, per un ambiente più sano e più sicuro. Un percorso di progettazione condiviso anche con i genitori che ha indagato i comportamenti stradali, il rispetto delle regole, e che ha dato vita ad un “comitato di mobilità sicura”.

BOLOGNA
Il capoluogo emiliano lavora Per una mobilità di grande respiro, con un progetto che affronta le problematiche legate al trasporto pubblico e all’inquinamento, al risparmio energetico, alla sicurezza, e che sopratutto individua e incentiva una serie di alternative per spostarsi in città evitando l’uso dell’automobile privata. Solo per fare un esempio: in 50 incroci la priorità semaforica è riservata agli autobus.

BOLZANO
Qui il progetto A scuola ci vado da solo è in corso da ben 12 anni, un lungo periodo che ha permesso di monitorare e migliorare il raggiungimento degli obiettivi. Fin dalle scuole dell’infanzia i bambini fanno attività di educazione stradale e imparare a conoscere diritti e doveri di tutti i fruitori della strada: pedoni, ciclisti, automobilisti. Fanno esperienze “sul campo” a piedi, in autobus e in bicicletta e hanno la possibilità di conseguire una bicipatente e di acquisire in una vera officina piccole nozioni per la riparazione del proprio mezzo a due ruote. Per ottenere risultati sempre più apprezzabili è arrivata anche una coraggiosa ordinanza del Sindaco che istituisce le strade scolastiche nei pressi di 10 scuole elementari. 15 minuti prima e dopo l’inizio delle lezioni il traffico dei veicoli a motore viene sospeso, con l’unica eccezione dei residenti in sola uscita. La scelta ha creato un iniziale malumore ma la perseveranza dell’amministrazione ha reso tale istituzione un sentire comune. Oggi altri genitori, di altre scuole, richiedono lo stesso intervento.

CREMONA
Il progetto Io cammino alla grande è rivolto alle scuole primarie ed ha l’obiettivo di coinvolgere i bambini in attività differenziate per età, esperienza e interessi al fine di favorire l’autonomia in generale e in particolare la mobilità all’interno dei quartieri costruendo piccole esperienze urbane.

LECCO
Il Pedibus di Lecco ha 17 linee operative. Sette anni di esperienza rendono una bella idea un vero progetto. Il comune ha calcolato che sono state risparmiate 20 tonnellate di anidride carbonica. Al Pedibus sono collegate attività di sensibilizzazione e appuntamenti culturali.

LIVORNO
Particolare il progetto livornese Sicuri in strada e in rete. La rete (il web) e la strada hanno in comune le tante insidie che troppo spesso i nostri ragazzi non sono preparati ad affrontare. Il progetto prevede incontri di informazione e formazione, somministrazione e monitoraggio di questionari e percorsi di osservazione sui comportamenti stradali.

PESARO
All’interno del progetto A scuola ci andiamo da soli il comune di Pesaro ha adottato l’idea di una patente del pedone che i ragazzi possono conseguire affrontando da soli o in gruppo una serie di prove. Vivere le prove, annotate su un quaderno, dà diritto al conseguimento della patente del pedone.

PORDENONE
Muovi21 a Pordenone è un contenitore di progetti finalizzati a favorire la mobilità pedonale dei bambini individuando, proprio con i bambini, percorsi sicuri (casa-scuola). Ma anche l’individuazione di zone che i ragazzi ritengono pericolose proponendo soluzioni che le rendano percorribili e sicure.

REGGIO EMILIA
Qui c’è il Manifesto per una mobilità sicura, sostenibile e autonoma nei percorsi casa-scuola, vero e proprio intervento strutturale basato sulla realizzazione di 9 progetti e 6 linee di azione: Educazione, Comunicazione, Promozione, Sicurezza, Servizi, Pianificazione. Consente di mettere insieme, rendendoli coerenti e razionali, i percorsi casa-scuola, la messa in sicurezza dei percorsi, le campagne di sensibilizzazione per bambini e adulti, e la figura del mobility manager all’interno delle scuole che si fa portavoce delle problematiche inerenti la mobilità delle scuole e delle famiglie nei confronti dell’amministrazione comunale e favorisce forme di trasporto sicure e sostenibili come il Bicibus e il car pooling.

SIENA
Il progetto Zona Senese,Zona ciclabile permette di coniugare l’uso della bicicletta con la conoscenza del territorio. 17 itinerari da fare a piedi o in bicicletta in 17 comuni della Zona Senese per scoprire insieme, adulti e ragazzi, l’ambiente e il patrimonio culturale del proprio territorio.

TORINO
Il progetto del capoluogo piemontese Pedalare verso la sostenibilità coinvolge gli adolescenti offrendo loro un rinnovato punto di vista sull’utilizzo della bicicletta, mettendo in discussione le abitudini individuali e avviando un percorso di riflessione e conoscenza del territorio urbano e dei suoi modelli di mobilità. Cosa si intenda per qualità dell’aria e impatto ambientale delle auto, se siano valide o meno alternative come la bicicletta, i mezzi pubblici o il car sharing. Anche toccare il tema dei mutamenti climatici e della qualità dell’aria ha lasciato spazio a riflessioni su temi apparentemente poco interessanti per i giovani.

TRENTO
Qui si va A piedi sicuri, progetto avviato nel 2004 che coinvolge bambini e adulti, con la partecipazione solo nell’ultimo anno 3490 bambini e 19 scuole primarie. L’obiettivo del percorso quinquennale è il rafforzamento del legame bambino-città e amministrazione comunale. Ad oggi il progetto ha dato ottimi risultati. Meno famiglie (il 22%) scelgono di accompagnare i figli a scuola in auto mentre aumentano (36%) i bambini che vanno a scuola da soli o con gli amici.

VERCELLI
Mobilitati a Vercelli è un insieme di misure a favore della mobilità sostenibile per migliorare la qualità dell’aria. Pedibus, Bike Sharing, piste ciclabili e rastrelliere per collegare la città senza inquinarla. Abbonamenti agevolati per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

VERONA
Raccogliamo miglia verdi è il progetto lanciato dall’organizzazione internazionale “Alleanza per il clima” nel 2003, con l’idea di sostenere il Protocollo di Kyoto, promuovendolo tra i giovani e applicandolo concretamente nella propria città e nella vita quotidiana. A Verona è partito nel 2005. Il dato interessante è che nel corso degli anni di attuazione del progetto sono diminuite le scuole aderenti (25 nel 2010) ma sono aumentate le percentuali (59%) degli alunni che scelgono, con le loro famiglie, di andare a scuola a piedi. Allo studio proposte per rilanciare il progetto coinvolgendo circoscrizioni e scuole.
www.legambiente.it

Marina Zenobio

 

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