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I nostri pediatri nel Mar Egeo tornano a casa

marzo 26, 2016 6:27 pm

I risultati dell’accordo siglato tra l’Unione Europea e la Turchia non si sono fatti attendere, nessun profugo è riuscito a partire dalle coste turche verso la Grecia da cinque giorni.

Niente più bambini con la paura negli occhi e le mani tese nascosti tra le fredde onde dell’Egeo. Alle famiglie con i loro piccoli è di fatto bloccato l’accesso a qualsiasi mezzo che possa consentire la traversata di quel lembo di mare che divide la Grecia dalla Turchia. Eppure, i capitani coraggiosi, a bordo delle motovedette della capitaneria di porto, hanno continuato ad offrire le loro braccia tutte le notti, proprio come hanno fatto dallo scorso mese di gennaio, per raccogliere quei bambini e traghettarli verso il nuovo mondo. Gli operatori della trasmissione televisiva  le Iene hanno ben documentato i recuperi in mare con la loro presenza sulla motovedetta. Le stesse scene sono state documentate dalla troupe del TG5. Agli uomini del mare si sono affiancati i nostri pediatri della Fondazione Pediatria e Famiglia. Entrambe le figure professionali hanno lavorato ogni notte senza alcuna riserva, ognuna per le proprie competenze, per strappare all’Egeo le vittime reclamate dal mare.

Tre pediatri ed una psichiatra
Sono loro i primi operatori sanitari ad affiancare, come volontari, l’equipaggio della motovedetta dislocata sull’isola di Samos per effettuare le operazioni di pronto soccorso pediatrico e assistenza medico-psicologica. Francesco Azzaro, Giuseppe Gullotta, Orazio Ricco, pediatri provenienti dalla generosa Sicilia e Rosalba Trabalzini toscana adottata da Roma, non hanno esitato neanche un attimo, quando dalla Fondazione Pediatria e Famiglia è arrivata la richiesta, non solo della disponibilità a lavorare tutte le notti sulla motovedetta, ma anche a recuperare tutto il necessario per operare nell’urgenza: antibiotici, cortisonici, bende, disinfettanti e defibrillatore. Tutto il materiale farmaceutico e di prima necessità e stato acquistato dai medici personalmente, la Fondazione non ha i mezzi economici per sostenere la missione, in tutto sono state recuperate due valigie ed un borsone piene di tutto quanto possa essere utile nel primo pronto soccorso.

La notizia del rientro in Italia arriva inaspettata
Il controllo da parte della Turchia, attivato in modo massicio sulle proprie coste, ha di fatto reso l’operazione Frontex, attivata dall’Europa, un dispiego di risorse eccessivo. Per queto motivo il personale opertivo nella missione è dislocato in altre aree. Anche i medici della Fondazione Pediatria e Famiglia sono in viaggio per tornare alle loro attività professionali ma, considerato il gran quantitativo di materiale di pronto soccorso acquistato ed avendo saputo delle gravissime carenze di questi prodotti nell’unico ospedale sull’isola, hanno deciso di donare il tutto al – General Hospital Samos – San Pandeleimon.

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I medici della Fondazione Pediatria e Famiglia
A dare vita alla Fondazione sono stati i medici pediatri della Confederazione Italiana Pediatri – CIPe, i medici della Società di Medicina dell’Adolescenza – SIMA, ed i medici ed operatori vari dell’associazione Guida per Genitori – GpG. Sono loro, tutti insieme, a fare squadra per essere di aiuto dove ci sono minori con le loro famiglie in difficoltà. Ne siamo certi, sono tutti medici che prima delle loro competenze e di onorare il giuramento di Ippocrate ci mettono il cuore e sono sempre disponibili ad andare dove ci sono bambini in difficoltà. Grazie.

Roberta Raviolo

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