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Siam depresse e abbiam ragione

ottobre 10, 2002 12:00 pm

Per nove mesi siamo l’ombellico del mondo, poi di colpo cambia tutto: radiografia ironica del post partum Il corso post partum che non c’è, sarebbe un corso fondamentale a supporto di ogni gravida (condizione celestiale) diventata mamma (situazione rosea o celeste, a seconda del sesso del nascituro). “E’ andata bene, ma perché devo per forza…

Per nove mesi siamo l’ombellico del mondo, poi di colpo cambia tutto: radiografia ironica del post partum

Il corso post partum che non c’è, sarebbe un corso fondamentale a supporto di ogni gravida (condizione celestiale) diventata mamma (situazione rosea o celeste, a seconda del sesso del nascituro). “E’ andata bene, ma perché devo per forza essere felice? E’ cambiato tutto!”. Se lo chiedono in molte, ma nessuno risponde.

Mettetevi nei panni di un essere umano che per nove mesi è stato l’ombelico del mondo. “Stai tranquilla. Non t’affaticare. Come sei bella, sarà femmina. Che bella pancia alta, sarà maschio…”. Nove mesi per autoconvincersi che “come me non c’è nessuno” per ritrovarsi, dopo il parto, in camicia da notte, vestaglietta e pantofoline rosa, seduta dolorante su una ciambella ad assistere alla processione di parenti e amici che squartano il neonato come fosse Frankenstein. Gli occhi, i capelli, la bocca, il naso, le orecchie, le mani e, dulcis in fundo, piedi sono di tutto il parentado (persino della madrina non consanguinea), tranne suoi. Da mamma la creatura ha ereditato solo le urla, tanto si sa che come urla lei! Pessima battuta, che fa ridere tutti.

A casa la tortura continua. Le han spiegato come si partorisce, ma chi le ha detto come comportarsi con una creatura che la cosa più affettuosa che sa dare è un rigurgito sulla maglia appena lavata? Le due neononne, unico punto di riferimento onnipresente della sventurata. Se la creatura piange, le nonne offrono tutte le possibili differenti versioni sul perché e nel contempo organizzano le gite turistiche delle amiche che, munite di immancabile tutina regalo taglia doppio zero o bavaglino, s’appollaiano come avvoltoi sulla culla, in attesa che il pupo apra gli occhi. E la creatura, addormentata a fatica, si sveglia per non deludere il pubblico.
Questo periodo della vita della neomamma è mirabilmente spiegato nel Vangelo con la sacralità dell’Epifania. Quando gli ultimi rompiscatole, i Magi, posero fine alle visite e ai doni (solitamente inutili: che te ne fai della mirra?), la Madonna e Giuseppe organizzarono nella stalla una festa.

Segue il ritorno alla vita, una settimana in cui si chiede alla neomamma di ritrasformarsi in quella persona affascinante che ha portato il portatore sano di spermatozoi a dare il meglio di sé. Ditemi voi se una che suda come una bestia anche d’inverno, che puzza di formaggio cagliato, che è stata rapata e cucita in parti innominabili, che dorme a intermittenza, può sentirsi Claudia Schiffer! Ditemi qual è la donna che trova erotizzante un reggiseno a finestrella, da abbassare staccando come un cerotto la coppetta col disinfettante!

Si sa, in Italia, le mamme sono divine, ma non ancora Dio. Lui, dalla sua, ha l’eternità e l’universo, una neomamma poche ore di sonno tra una poppata e un pannolone. Non chiedetele di più. O almeno non chiedetele di non essere depressa. Caso mai spiegatele prima cosa l’attenderà poi. Forse scapperà con neonato e marito. Anche la Madonna ci ha provato, incappando nell’ira di Erode. Meglio dunque un corso post partum, in mancanza di una chiacchierata franca tra amiche. Meglio scoprire che la solitudine di una è “l’anormale normale solitudine” di tante.

 

Lilith

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