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La nascita di un genio

marzo 18, 2004 12:00 pm

Le prime parole, i primi passi, le prime scoperte: dal tuffo al cuore alla corsa al Pronto soccorso Con un genialità creativa che non ha precedenti – se non, forse, in quella di Michelangelo – vostro figlio pronuncerà la prima parola ossia ‘Mamma!’ (in una delle sue tante versioni: ‘Amam’, ‘Mama’, Mamam’…). Il cuore ha…

Le prime parole, i primi passi, le prime scoperte: dal tuffo al cuore alla corsa al Pronto soccorso

Con un genialità creativa che non ha precedenti – se non, forse, in quella di Michelangelo – vostro figlio pronuncerà la prima parola ossia ‘Mamma!’ (in una delle sue tante versioni: ‘Amam’, ‘Mama’, Mamam’…). Il cuore ha un tuffo, vi planate sul telefono, chiamando tutti i numeri dell’elenco, segnalate l’evento alle agenzie di stampa e il giorno dopo cercate disperatamente la notizia sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. E’ un momento magico, godetevelo nella sua unicità. Anche perché da quel giorno non sentirete altro, in tutte le sue varianti: ‘Mammaaaaaaaaaa’, in singhiozzi, ‘Maaaaamma’, nell’urlo per una rovinosa caduta con pericolosa sbucciatura del ginocchio o in seguito a litigata con fratelli o amici, ‘Mamma?’, nella terribile stagione dei perché. Dopo un anno di ‘mamma’ gridato, pianto, urlato un milione di volte al giorno cercherete di spiegargli che avete un nome. Quale? Non lo sapete più nemmeno voi. In fondo anche il padre del piccino vi chiama ‘Mamma’!

Oltre a parlare, comunque, ha anche imparato a gattonare e quindi ad alzarsi in piedi, come Lazzaro dal sepolcro. La casa si riempirà di paraspigoli, copriprese di corrente, girelli, bretelle, caschetti in numero esponenziale alla vostra apprensione. Camminando, riuscirà anche a tuffarsi dal seggiolone, cascare dal passeggino, aprirsi la testa usando per apriscatole il tavolo del salotto. E’ arrivato finalmente il momento anche per voi di socializzare. Un figlio che impara a camminare vi farà conoscere posti nuovi, nuove mamme e soprattutto nuovi medici, il tutto nello spazio che diventerà la vostra seconda casa: la sala d’aspetto del Pronto Soccorso.

Alla prima corsa per sospetto trauma cranico, seguirà quella per ferita lacero contusa al sopracciglio sinistro, poi la notte con l’otite, la puntura di vespa. E passerete il tempo chiacchierando amenamente con quella che ha la bambina con il braccino slogato o con la fortunata mamma di aspirante calciatore col dito spiaccicato. Sarà quest’ultima, più esperta se non altro per questioni d’età, a spalancarvi le porte di tutte quelle cose incredibili che possono affliggere i figli. Non prendete paura. Tra un paio d’anni anche voi, presentandovi con vostro figlio al Pronto Soccorso, chiederete all’infermiere ‘Chi è oggi il medico di turno?’. Se non vi piace, ricaricate il figlio in macchina, tornate a casa e fate da sole. Dietro ogni mamma c’è sempre e inconsapevolmente una laureata in medicina a pieni voti! Volente o nolente.

 

Lilith

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