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In viaggio con i figli

giugno 25, 2003 12:00 pm

Come sopravvivere alla “gioia” di una famiglia riunita: in auto, in mezzo al traffico e sotto al sole Sono le cinque del mattino di un lunedì torrido: “Viaggiare informati” l’ha segnalata come ora migliore per affrontare le strade e quindi voi, come esattamente altri sei milioni di italiani, vi infilate in auto. I pupi dormono…

Come sopravvivere alla “gioia” di una famiglia riunita: in auto, in mezzo al traffico e sotto al sole

Sono le cinque del mattino di un lunedì torrido: “Viaggiare informati” l’ha segnalata come ora migliore per affrontare le strade e quindi voi, come esattamente altri sei milioni di italiani, vi infilate in auto. I pupi dormono e si perdono sia la coda al raccordo che quella al casello. Al risveglio troveranno un padre leggermente nervoso, ma voi calmerete tutti sostenendo che ormai il più è fatto e che state per entrare in autostrada. Finestrini spalancati e aria a volontà.
Cominciano le prime appassionanti domande: “Mamma, quando arriviamo? Sono stufo…ho caldo…”. Non rispondete, mettetevi a cantare, invitando tutto l’abitacolo a seguirvi. Se siete dirette in montagna va benissimo “Quel mazzolin di fiori”, se la vostra meta è il mare “Onda su onda”.

Alla quarta canzone i due pupi inizieranno quel simpatico giochino meglio noto come “Mamma, mette i piedi sul mio posto” con tanto di calci nello schienale vostro e del vostro consorte. Tranquille! Basta inventare un gioco nuovo, tipo “Chi mi dice il nome di un fiore che inizia per C” e non arrabbiarsi se quasi da subito i due s’azzanneranno al motto di “L’ho detto prima io”. Il primo autogrill è passato, manca poco allo svincolo di uscita. Ecco appunto: il primo autogrill è passato ricordando ai vostri pargoli che “scappa la pipì”. Di solito ciò accade mentre si viaggia a passo d’uomo su corsia singola, salvo restare imbottigliati nei successivi 18 chilometri di coda sotto il sole cocente.
L’unica cosa da fare è munirsi, prima della partenza, di quei sacchettini sterili che servono per raccogliere le urine. Se solo osate raggiungere un’area di sosta correte il rischio di non rientrare più in autostrada.

Nelle successive due ore in colonna la situazione migliorerà sensibilmente. I bimbi infatti si divertiranno un mondo ad ascoltare le giaculatorie del padre: spiegate loro che ha detto porco allo zio che ha litigato col nonno, che battana (“Battana, bambini, papà ha detto battana”) è la barca che intende noleggiare all’arrivo e che non ha dato dello stronzo a quello che l’ha sorpassato a destra sulla corsia d’emergenza, ma del gonzo, perché prima o poi la polizia lo fermerà…

E’ anche l’ora del “Mamma ho sete, mamma ho fame”. Tirate fuori l’acqua dalla borsa freezer, i panini, le merendine. L’auto di famiglia, unico vero e grande amore del vostro consorte, in pochi minuti sarà ridotta a discarica, ma intanto avrete preso tempo. E, se andate verso i monti, anche colto l’occasione di fermarvi al primo tornante al motto di “Mamma mi viene da vomitare”.
Amiche, tenete duro, avete fatto 120 chilometri in 5 ore, alla reception dell’hotel villeggianti e titolare vi guarderanno straniti, ma il peggio non è alle spalle…è alla prossima puntata.

 

Lilith

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