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La lezione della televisione

maggio 29, 2003 12:00 pm

I vostri figli vi rispondono a pesci in faccia? Non vi stupite è quel che succede tutti i pomeriggi in TV “Metti in ordine in camera, per favore”. “Mamma non rompere, non sono la tua serva”. Risposte di questo tipo sono sempre più frequenti e lasciano il genitore allibito più di un pugile a tappeto…

I vostri figli vi rispondono a pesci in faccia? Non vi stupite è quel che succede tutti i pomeriggi in TV

“Metti in ordine in camera, per favore”. “Mamma non rompere, non sono la tua serva”. Risposte di questo tipo sono sempre più frequenti e lasciano il genitore allibito più di un pugile a tappeto al primo secondo del primo round. La mamma, trasformata in Toro Scatenato, parte immediatamente alla carica, cercando di sbattere all’angolo con le parole la fanciullina. Che impreca. “Ma chi ti ha insegnato a parlare così?” chiede stordita la mamma. Risposta semplicissima: la televisione.

Il lavoro e la casa ci impediscono spesso di seguire nel primo e nel tardo pomeriggio “meravigliose” trasmissioni che mettono a confronto genitori e figli o coetanei. Sono dei veri e propri match di wrestling parlato. Tutto finto, come per il wrestling, ma chi segue non lo sa, in particolare i nostri figli che si divertono un mondo a vedere madri che danno della poco di buono alla figlia, figlie che accusano la madre di aver preferito andare dal parrucchiere piuttosto che mettere in ordine la casa in previsione della festa di compleanno, padri accusati di aver lavorato tutta la vita, figli definiti deficienti in diretta tivù.

La conduttrice di solito gongola, sottolineando la violenza che di volta in volta scaturisce dalle parole dei contendenti, in modo da provocare reazioni sempre più feroci. La partita finisce quando la brava presentatrice decide (per una questione di tempi televisivi) che tutti devono fare la pace. Tra le urla del parterre, madre e figlio vengono sbattuti l’uno nelle braccia dell’altro e costretti a baciarsi senza manifestare lo schifo e il disgusto che provano per il consanguineo. La presentatrice sorride e la rissa finisce qui. Idem per quelle tra coetanei.

Purtroppo la Federgenitori e l’Unione mamme contro la fiction, nonché l’Associazione padri moralizzatori, non si sono accorti (come noi del resto) che queste trasmissioni istigano alla violenza più di un film porno sadomaso e quindi nessuno ha provveduto a munirle di bollino rosso (meglio sarebbe di un segnale di divieto di sosta a tutto schermo) e così i nostri figli guardano e imparano.
Imparano che in qualunque discussione vince chi urla di più, che le offese e la mancanza di rispetto per l’altro sono la panacea di ogni conflitto, che tanto ogni ingiuria non si sedimenta nell’animo, ma scivola via con un sorriso di celluloide. Imparano e mettono in pratica, tra loro e con noi.

Che fare? Niente. Siete così folli da credere che un qualunque genitore possa più del tubo catodico? Al limite, se non vi rassegnate, potete far vedere al vostro pupo “Il cattivo tenente” di Abel Ferrara. Violenza per violenza, meglio quella catartica di un’opera d’arte che non quella aberrante del mercato. Sempre che l’Associazione genitori per la censura dei video non abbia vietato anche ai maggiori il film…

 

Lilith

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