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Fuggire… a Natale

dicembre 18, 2002 12:00 pm

Madri, suocere e parenti non vi avranno: tecniche inattaccabili per salvarsi da cenoni e pranzoni. Una mozzarella e uno stracchino, insalata e due patate lesse vi permetteranno di affrontare in leggerezza le prossime festività natalizie. Basta mettere in atto alcuni accorgimenti studiati e sperimentati per voi dalla sottoscritta. Dal 19 dicembre non lavatevi i capelli…

Madri, suocere e parenti non vi avranno: tecniche inattaccabili per salvarsi da cenoni e pranzoni.

Una mozzarella e uno stracchino, insalata e due patate lesse vi permetteranno di affrontare in leggerezza le prossime festività natalizie. Basta mettere in atto alcuni accorgimenti studiati e sperimentati per voi dalla sottoscritta. Dal 19 dicembre non lavatevi i capelli e passate a un trucco leggero. Il 23 dicembre cominciate, discretamente, a tossicchiare. Fatelo al telefono con vostra madre, che sta preparando il pranzo del 25 dicembre. Mi raccomando, non esagerate. Deve essere una tosse garbata, di quelle che passano inosservate e non allarmano. Tra un colpetto e l’altro, però, mettetevi avanti col programma. ‘Mamma, cough cough, però domani ti porterei i regali e anche l’arrosto, che si conserva. E, cough cough, il panettone. Così, passo, ci vediamo e il 25 non abbiamo troppa roba, cough…cough… da portare’. La mamma si preoccuperà per il vostro stato di salute: tranquillizzatela, nulla di particolare, uno spiffero normale.

Telefonate poi a vostra suocera. Dovete avere una voce particolarmente angosciata, non tanto per la tossetta recidiva che interrompe ogni vostra frase, quanto perchè siete sicure di aver sbagliato il regalo per il suocero. Se è una cravatta chiedetele, sputacchiando nella cornetta, se il fondo verde pisello con gigli rossi s’abbina con la splendida giacca cachemeare inglese che lei ha comprato il mese scorso. Anche perchè (riducetevi a una tubercolotica in punto di morte) vostro marito, suo figlio, ha trovato il dono particolarmente azzeccato. La megera, pardon, vostra suocera, cancellerà (al solito) la vostra domanda e simulerà interesse per la vostra situazione clinica. Tranquillizzatela: mai state meglio, tanto che avete già prenotato abbacchio e capitone. E comprato la mascherina per cucinarli senza tossirvi sopra microbi.
Non solo (convulso da asmatico da ricovero): avete già incartato, uno per uno, i doni per cognati, nipoti e parenti acquisiti vari, tutta roba genuina, fatta in casa al momento, vista l’inflazione… ‘Posso portarla già domani e metterla in frigo?’. A questo punto coprite di esternazioni naturali la cornetta. Soffocatevi, lasciatele credere che siete in punto di morte. La domanda sarà una sola ‘Hai anche febbre?’. Fate le stoiche: ‘E’ Natale. Non la misuro, non posso rovinare il cenone’.

Il 24 ritirate abbacchio e capitone, cucinateli, ritagliate una mini porzione per voi e mettete il tutto in teglie coperte. Passate, struccate, da vostra madre (che vi vedrà pallida), scaricando tutto ciò che serve a festeggiare il 25. Tossite un po’ di più (per tenere in vita l’opportunità di un’altra giornata in solitudine, senza figli e marito).
Alle otto di sera, un termometro nella tazza di the bollente, mettete in mano a vostro marito e ai figli teglie e regali. Poi chiudete la porta alle loro spalle e cenate. Se al mattino ne avrete voglia, potrete sempre dire che state meglio. Vi aspetta vostra madre a Natale. Al posto vostro resterei a casa. Per evitare ricadute.

 

Lilith

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