Il gallo spaccone
28 giugno 2000 in Dal mondo
Un gallo presuntuoso pagherà la sua stoltezza con il disprezzo di tutti gli altri animali dell’aia
Un gallo, dotato di una bella coda e di una rigogliosa cresta, insolentiva tutti gli abitanti del pollaio. Visto che nessuno gli rispondeva, cominciò a vantarsi anche con gli altri animali della sua bellezza e della sua forza. Un giorno arrivò un pollo, che al sentirsi insolentire da quello spaccone di gallo, gli si avventò addosso come una furia. La lotta fu breve e il gallo ne uscì spennacchiato e dolorante; tuttavia, si lisciò le penne esclamando: “Quel ragazzo ha mostrato del coraggio. Io, si capisce, ho avuto riguardo per la sua giovane età, non ho voluto infierire…” Alcuni animaletti, e soprattutto un vecchio gallo che avevano assistito alla scena, andarono a raccontare nei dintorni come il gallo spaccone fosse stato battuto da un semplice pollo. Indignato, il gallo andò a provocare il vecchio, sicuro di abbatterlo in pochi istanti, ma anche questa volta il peggio toccò a lui, perché lottava senza astuzia e senza cervello. Gli spettatori di quella lotta spronavano lo spaccone: “Mostra ora la forza di cui ti sei sempre vantato! Dicevi che era sufficiente una tua beccata per vincere qualsiasi nemico!” Ma di beccate, il povero gallo spaccone, non era in grado di darne più. Quando gli amici lo rialzarono, egli disse imperterrito: “Bravo vecchio! Dopo tutto non mi hai fatto un gran danno, e io gli ho dato la gioiosa sensazione di sembrare ancora forte: perché, amici, ho portato rispetto alla sua venerabile età, altrimenti vi assicuro che lo avrei ridotto in brandelli!” E lisciandosi le poche penne rimaste, alzò la cresta con un chicchirichì. La favola dimostra che lo spaccone è così stupido da non riconoscere neanche difronte all’evidenza la sua inferiorità.
































