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Che fare se il bimbo alla materna morde? Cerchiamo di capire il perché

novembre 5, 2014 2:54 pm

Nei bambini di pochi mesi usare la bocca per esplorare il mondo è normale. Un po’ diverso se un bambino già a due o tre anni ha l’abitudine di mordere per reagire. Se nostro figlio lo fa, cerchiamo di capire il motivo.

È successo ancora: l’educatrice della materna ci ha convocate perché nostro figlio l’ha fatto di nuovo. Al termine di una lite con un compagno, gli ha appioppato un bel morso su un braccio. Per fortuna il bambino indossava camicia e felpa e quindi è rimasto poco più di un segno. Ma la mamma dell’amichetto ci sorride meno quando andiamo a prendere i bambini e, comunque, l’episodio è decisamente poco piacevole. E non consola sapere che non di rado i bambini reagiscono in questo modo. È importante capire perché succede e, soprattutto, insegnare al bambino a non comportarsi in questo modo.

Quando è piccolo è normale che morda
Esiste una fase della vita in cui è normale, anzi indispensabile, utilizzare la bocca come mezzo di conoscenza e comunicazione. Succede fino all’anno di età, periodo in cui il cavo orale per il bambino è il tramite con il quale rapportarsi al mondo, oltre che nutrirsi. Il piccolo infatti utilizza le labbra, la lingua, le gengive e , in seguito, i denti per conoscere gli oggetti. Infatti li afferra con le manine, li porta alla bocca, li morde e letteralmente li assaggia per capire come sono fatti, la consistenza e la superficie. L’esperienza orale del mondo esterno tuttavia continua e non di rado il bambino utilizza la bocca anche per conoscere meglio le persone. Qualche piccolo morso arriva anche alla mamma, al fratellino o a un amichetto, ma a questa età non ci si deve stupire perché è un gesto che fa ancora parte dell’esigenza di sperimentare e di apprendere. A questa età infatti un bambino non è ancora cosciente del fatto che esistono limiti tra il proprio corpo e lo spazio circostante.

Se morde quando cresce un po’
Trascorso l’anno di età il bambino va incontro a una normale evoluzione e maturazione e inizia a capire che questo tipo di approccio suscita una reazione nelle altre persone. Il morso, insomma, attira l’attenzione degli altri. L’amichetto che ha subito questo tipo di approccio solitamente piange, il genitore fa un pacato rimprovero al bimbo o, per lo più, sorride quasi intenerito. Il morso, insomma, non lascia indifferenti e il bambino inizia a usarlo proprio per attirare su di sé l’attenzione degli altri. Per questo motivo il bambino usa la bocca nel suo complesso nei momenti in cui è in difficoltà: per questo un bambino tende a mordere nelle situazioni impegnative, per esempio all’ingresso al nido, quando litiga con il fratello, quando la mamma torna a casa dopo essere stata fuori tutto il giorno. Il morso è l’unico modo che ha un bambino per scaricare tensione e aggressività, perché a questa età non è ancora in grado di esprimersi a parole. In questa fase però il morso non ha ancora l’intenzione di fare del male agli altri.

Fare capire al bambino che non si deve fare
Compiuti i tre anni, però, il morso perde qualsiasi connotazione innocua e diventa deliberatamente uno strumento per esprimere la rabbia o far paura a un compagno con il quale si è verificato un litigio. Per questo, se il bambino aggredisce con i denti, è importante fargli capire l’importanza negativa del gesto, a tre anni è in grado di comprendere. E’ importante quindi prendere da parte il bambino, ponendosi alla sua altezza per non dargli l’impressione che lo si sta rimproverando e spiegargli il perché non si deve mordere gli altri bambini. Gli si deve dire, semplicemente, che quello che ha fatto è sbagliato e che non si deve ripetere. È importante che capisca che con l’aggressività non raggiungerà alcun obiettivo. In caso contrario, il bambino potrebbe crescere pensando che l’uso della forza è ammessa ed è lecito utilizzarla. È necessario comunque permettere al bambini di dare libero sfogo alla propria aggressività attraverso il gioco libero o corsi di psicomotricità e restandogli vicino con affetto, per capire se sta attraversando un momento di difficoltà o di insicurezza cui dà corpo, appunto, morsicando.

Giorgia Andretti

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