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Primo giorno di scuola, tutte le novità che predispongono all’ansia

agosto 27, 2014 9:30 am

All’inizio di ogni nuovo ciclo scolastico, non si varca solo la soglia di una nuova aula ma è un mondo intero che si apre all’orizzonte dei nostri figli e … non solo a loro, è normale che siano un po’ spaventati dalla novità.

Chi di noi non ricorda con emozione il primo giorno di scuola delle elementari? Le farfalle svolazzanti nello stomaco, la curiosità, nuovi volti e al tempo stesso voglia di correre a casa. Anche i nostri figli, all’inizio del nuovo, importante ciclo della scuola primaria, vivono emozioni di questo tipo. È una sensazione del tutto normale, attraverso la quale passano tutti i bambini: alcuni, caratterialmente più spavaldi, la dimostrano meno; altri, più timidi, appaiono decisamente più intimoriti. Tutti la supereranno, dopo le prime settimane di scuola, quando entreranno in confidenza con le insegnanti e conosceranno nuovi amici. Nel frattempo, però, noi genitori desideriamo e dobbiamo aiutarli a superare questa difficoltà.

Perché si ha paura di andare a scuola?
L’ansia del primo giorno di scuola si vive ogni volta che si intraprende un nuovo ciclo scolastico ed è collegata alla paura dell’ignoto e al dubbio di non sapere affrontare le sfide che il nuovo impegno scolastico potrà comportare. Tuttavia, alle superiori ma già anche i ragazzini delle medie sono in grado di gestire queste sensazioni, alle elementari, invece, il passaggio è davvero brusco. Il bimbo, infatti, ha trascorso tre anni nell’ambiente sicuro della scuola materna, tra piccoli con cui è cresciuto insieme ed educatrici che di fatto sono state delle vice-mamme. Le attività di tipo ludico, hanno garantito tanto gioco e tanto movimento. Alle elementari l’impegno si fa decisamente più gravoso. Sarà necessario restare seduti più a lungo, si imparerà a leggere e a scrivere, ci saranno i compiti da fare, le maestre saranno più severe e magari alle volte daranno anche punizioni: sono tutte novità per un bambino, a volte rese ancora più temibili dai racconti dei fratelli maggiori o degli amici più grandicelli. Ed ecco che il bambino finirà con l’accusare mal di pancia di dubbia origine, farà fatica a dormire bene, e avrà scarso appetito.

Assicuriamoci che stiano bene di salute
Se compaiono queste manifestazioni di malessere, è opportuno assicurarsi che non siano collegate a nulla di organico che potrebbero causare disturbi fisici e non solo psicosomatici. Può quindi essere opportuno fissare un appuntamento dal pediatra: con una visita approfondita lo specialista capirà se il bambino cova qualche malessere nascosto che va comunque affrontato per poter iniziare la scuola nel più completo benessere. Se il medico assicura che non ci sono problemi, può essere opportuno parlare con lui dell’ansia del bambino verso la scuola: potrà fornire consigli professionali, eventualmente indicando anche qualche rimedio omeopatico oppure la classica tisana alla camomilla e malva che rilassa in modo naturale favorendo anche il sonno. Cerchiamo di fare in modo che i ragazzini giochino e si sfoghino il più possibile all’aria aperta: il moto è un anti-ansia naturale e favorisce la produzione degli ormoni del benessere. Riabituiamolo progressivamente ad andare a nanna presto: se in vacanza era permesso andare a letto alle 11 o anche più tardi, un bambino delle elementari deve andare a dormire non oltre le 21.30.

Aiutiamolo a prendere gusto per la scuola
Parliamo con nostro figlio e cerchiamo di capire qual è la causa delle sue ansie. Una volta che queste sono state individuate, invece di spendere tante parole a rassicurarlo, passiamo ai fatti. Teme di non incontrare amici, di trovarsi da solo in un ambiente sconosciuto? Se non è possibile conoscere prima la formazione delle classi, dopo i primi giorni di scuola cerchiamo di conoscere le altre mamme e organizziamo una festicciola in un giardino, in terrazza, in pizzeria: si creerà subito un clima più rilassato e i bambini, in un ambiente diverso dalla classe, faranno più facilmente amicizia, così il giorno dopo sarà più bello ritrovarsi. Ha timore che le maestre siano troppo severe? Fissiamo un incontro appena possibile con loro spiegandogli il problema del bambino: il giorno dopo a lui sarà riservato il più rassicurante dei sorrisi. Qualche nuovo compagno ha già fatto i dispetti? Spingiamo il bambino a lasciar perdere, senza dare eccessiva importanza alla questione e soprattutto senza creare un clima di tensione con altri genitori appena conosciuti. È possibile che sia un modo per l’altro bambino di sfogare l’ansia che lui stesso prova. Aspettiamo qualche tempo: con ogni probabilità i due diverranno amici. Se così non fosse, è il caso di parlare senza fretta con l’insegnante.

Lina Rossi

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