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L’ansia da separazione

febbraio 28, 2002 12:00 pm

Quando compare questo disturbo, quali sono le caratteristiche principali, come aiutare i bambini I disturbi d’ansia della fanciullezza e dell’adolescenza includono tre disturbi in cui l’ansia è la caratteristica predominante: il disturbo d’ansia da separazione, il disturbo d’evitamento ed il disturbo iperansioso. Nei primi due l’ansia è focalizzata su situazioni specifiche, mentre nel terzo è…

Quando compare questo disturbo, quali sono le caratteristiche principali, come aiutare i bambini

I disturbi d’ansia della fanciullezza e dell’adolescenza includono tre disturbi in cui l’ansia è la caratteristica predominante: il disturbo d’ansia da separazione, il disturbo d’evitamento ed il disturbo iperansioso. Nei primi due l’ansia è focalizzata su situazioni specifiche, mentre nel terzo è generalizzata a svariate situazioni. In questo articolo ci soffermeremo in particolare sul disturbo d’ansia da separazione.

Quando sorge l’ansia da separazione
Il disturbo d’ansia da separazione è comune nella prima fanciullezza e si verifica in proporzione uguale nei due sessi. L’esordio può avvenire sin negli anni prescolastici, ma molti casi iniziano intorno agli 11-12 anni, specialmente la forma estrema del disturbo: il rifiuto di andare a scuola. Si manifesta spesso al pensiero di un viaggio o nel corso di un viaggio lontano da casa. Proprio per questo i bambini, che soffrono di tale disturbo, possono rifiutare di andare in campeggio, in una nuova scuola o anche a casa di un amichetto.

Le conseguenze dello stato ansioso
La caratteristica essenziale è appunto l’ansia estrema scatenata dalla separazione dai genitori, da casa o da altri ambienti familiari. L’ansia può raggiungere il terrore o il panico. I bambini diventano timorosi che qualcuno a loro vicino si farà del male o che accadrà qualcosa di terribile in loro assenza alle persone che si prendono cura di loro. Da qui il violento rifiuto di allontanarsi, in particolar modo il rifiuto di andare a scuola.

Le caratteristiche dei bambini colpiti
I bambini piccoli, immaturi e dipendenti da una figura materna, sono particolarmente predisposti all’ansia legata alla separazione. Poiché i bambini attraversano una serie di paure evolutive – paura di perdere la madre, paura di perdere l’amore della madre, paura di danni corporei, paura dei propri impulsi, eccetera… – la maggior parte ha esperienze transitorie di ansia da separazione basate su una o sull’altra di queste paure. Tuttavia il disturbo si verifica quando vi è una sproporzionata paura di perdere la mamma. Preoccupazioni persistenti sono paure di danno personale e di pericolo per i genitori; il bambino può sentirsi sicuro e protetto solo in presenza di questi ultimi.
Di solito le caratteristiche dei bambini che sviluppano questo disturbo sono un’estrema coscienziosità, il desiderio forte di compiacere ed una tendenza al conformismo. Le famiglie, d’altro canto, tendono ad essere strettamente unite ed accudenti ed i bambini spesso sembrano viziati o oggetto di eccessiva attenzione da parte dei genitori. Comunque sembrerebbe che la storia di questi bambini sia caratterizzata da episodi importanti di separazione nella loro vita, in maniera particolare per quanto riguarda malattia o ospedalizzazione di un genitore, perdita di un genitore o trasferimento con abbandono dei luoghi di vita conosciuti dal bambino.

I segnali del disagio
Di solito questi bambini prima dell’esordio del disturbo sono irritabili, hanno difficoltà a mangiare e non sono pochi i casi in cui vi sono dei problemi del sonno o meglio dell’addormentamento. Queste difficoltà nella maggioranza dei casi richiedono che qualcuno rimanga con loro finché non si addormentano. In preda a quest’ansia invasiva si solito i bambini vanno a letto dei loro genitori e laddove ci sia un rifiuto a farli entrare nel lettone, possono arrivare dormire fuori dalla porta. Inoltre i bambini sono spesso timorosi del buio, manifestando idee bizzarre, tipo occhi che li fissano o mostri che li raggiungono nelle loro camerette.

Come aiutare i bambini
Bisognerebbe cercare di non sottovalutare il perenne stato ansioso che sembra caratterizzare tutte o comunque la maggior parte delle attività del bambino. Questo perché il disturbo può compromettere seriamente lo sviluppo dell’area sociale, così importante nello sviluppo psicologico del bambino. Il disturbo verrebbe così a mancare una porzione importantissima dello sviluppo, lasciando il bambino privo di mettersi in tutte quelle situazioni che portano poi all’acquisizione delle maggiori competenze sociali.
Soprattutto per quanto riguarda la fobia della scuola, il bambino dovrebbe essere incoraggiato a frequentare la scuola, ma se un ritorno ad una piena giornata scolastica è troppo oneroso si potrebbe predisporre un programma per accrescere progressivamente il tempo passato a scuola.
È inutile cercare di tranquillizzare il bambino che le sue paure sono infondate e la sua ansia esagerata, in preda all’angoscia di perdere la mamma, non riuscirebbe comunque a razionalizzare. Per questo sarebbe meglio, laddove ci si trovi di fronte ad un’ansia paralizzante con conseguente chiusura del bambino, di ricorrere ad uno psicologo dell’età evolutiva che aiuti il bambino ad esternare, proprio attraverso il gioco, che è il canale comunicativo privilegiato del bambino, i fantasmi interiori che lo agitano.

 

Dott.ssa Ilaria Ronchetti
Psicologo

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