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Con maltempo e freddo i ragazzi passano troppo tempo davanti al video

febbraio 12, 2014 3:25 pm

La retomania è una nuova forma di dipendenza: con il maltempo ed il freddo i ragazzi trascorrono troppo tempo davanti ai computer. A lanciare l’allarme è la SIPPS. Internet e social sono preferiti alle attività all’aria aperta.

Pioggia, vento e freddo: quando l’inverno è come quello di quest’anno diventa difficile trovare qualcosa di divertente da fare per i nostri ragazzi, costretti a trascorrere la maggior parte del loro tempo in casa. Ed è facile distrarsi con quello che si trova più a portata di mano. Ecco allora televisione, computer, telefonino o tablet pronti a portare distrazione alla noia, dopo aver finito i compiti. Ed è proprio nelle giornate uggiose che i navigatori prendono d’assalto i social network. Da Facebook a Twitter, da IRC alle chat, Internet offre lo spunto alle giovani generazioni per nuove opportunità di gioco e svago e la comunicazione virtuale prende spesso il posto dello sport e delle attività all’aria aperta.

Un nuovo disturbo, la retomania
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS – lancia l’allarme retomania, una nuova forma di dipendenza, ossia la dipendenza dalla rete, la Rete per definizione, appunto, vale a dire il web. È anche nota come internet-dipendenza o anche Internet Addiction Disorder I A D. Secondo gli esperti, sono almeno tre i fattori che scatenano la retomania: le psicopatologie predisponenti, i comportamenti a rischio e le potenzialità psicopatologiche proprie della Rete. Nelle psicopatologie predisponenti, Internet rappresenta un vero e proprio rifugio per quanti hanno già una stabilità emotiva precaria, soffrono di depressione, disturbi bipolari o ossessivi-compulsivi. La Rete diventa, di fatto, il luogo in cui ricercare amici o relazioni sentimentali e che consente il superamento delle relazioni della vita reale. Per comportamento a rischio si parla, ovviamente, di un abuso delle informazioni disponibili in Rete, con intere giornate passate davanti allo schermo di un pc, trascurando la vita reale. Tutto questo si somma alle potenzialità psicopatologiche della Rete: dalla capacità di indurre sensazioni di onnipotenza, vincere le distanze ed il tempo, fino ad arrivare al cambiamento della personalità e dell’identità. Nel mondo di internet infatti lo spazio non esiste più e la Rete permette a tutti di realizzare quello che nella vita reale non è possibile fare.

I rischi di una nuova dipendenza
Nelle chat le frontiere non hanno più confini ed è possibile parlare tra gruppi numerosi in stanze che la realtà difficilmente rende disponibili. E’ comunque un mondo irreale, dove è possibile modificare l’età, la professione e perfino il sesso: si tratta di una vera e propria recita in questo enorme teatro on-line. L’abuso di internet per comunicare può però creare confusione tra vita reale e vita virtuale, oltre naturalmente a spingere a praticare sempre meno attività fisica. Alcuni studi mostrano inoltre come la Dipendenza da Internet tra gli adolescenti sia un grave problema di salute pubblica in tutto il mondo. Per esempio, da uno studio condotto negli Stati Uniti emerge una prevalenza dell’1,0%, mentre da una ricerca condotta in Europa emerge una prevalenza del 9,0% e da studi condotti in Asia i dati variano dal 2,0% al 18,0%. La dipendenza da internet sia diventata un problema di salute pubblica serio in tutto il mondo, soprattutto tra gli adolescenti. Può determinare una serie di conseguenze sociali e sanitarie negative: dal basso rendimento scolastico allo scarso rapporto con la propria persona, fino all’ansia e alla depressione. Il compito di noi pediatri è dunque quello di proteggere i ragazzi dai pericoli e dall’abuso della rete. Ma in pericolo ci sono anche gli adulti, che a causa del troppo tempo passato a navigare trascurano le relazioni sociali ed il lavoro e modificano in modo dannoso il sonno e le proprie abitudini alimentari. Dalla rete-dipendenza si può comunque guarire. Bisogna limitare ad una-due ore la quantità di tempo trascorso quotidianamente on line; integrare le attività in Rete con quelle reali simili come acquisti, svaghi o relazioni sociali; mai sostituire la socializzazione reale a quella virtuale; chiedere un aiuto competente qualora si avvertisse una necessità incontrollabile di collegarsi al web.

Giorgia Andretti
Consulenza del professor Giuseppe Di Mauro
Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)

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