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Tredici, la serie televisiva che affascina gli adolescenti

giugno 11, 2018 10:00 am

13 Reason Why, è il titolo originale della serie televisiva più seguita dagli adolescenti di tutto il mondo. E’ la storia di un suicidio generato dalla violenza e dal bullismo in un liceo americano

Colleghi americani, canadesi, australiani e new zelandesi hanno contestato la durezza sia nelle immagini sia nei contenuti della serie più seguita dagli adolescenti. Alcuni sostengono che la serie debba essere necessariamente vista con acanto un adulto, proprio per la potenza delle immagini. Purtroppo, lo smartphone rende libera ogni forma di comunicazione, ovvero, chiunque abbia tra le mani un cellulare di ultima generazione ha libero accesso, in qualunque momento della giornata, a tutto ciò che desidera.

 

Tredici: la trama

Hanna una ragazza di soli diciassette anni, si toglie la vita ma prima di mettere in atto il suo proposito, incide sette audiocassette, spiegando in modo dettagliato le tredici ragioni che l’hanno indotta a togliersi la vita. Le audiocassette vengono recapitate ad uno dei suoi compagni di classe con le istruzioni precise di farle ascoltare per intero a tutti coloro che ritiene siano i responsabili del suo gesto. Per questo tra le istruzioni anche l’ordine preciso di ascolto dei personaggi così che tutti abbiano modo di ascoltare le nefandezze compiute da tutti gli altri.  La ragazza si toglie la vita tagliandosi le vene mentre è nella vasca da bagno nell’acqua calda. E’ questa modalità molto frequente negli Stati Uniti tra coloro che decidono di togliersi la vita, a parere di coloro che sono stati salvati in extremis, lo stare nell’acqua calda è rilassante e nello stesso tempo il caldo aiuta il sangue a fuoriuscire dalle vene ferite più fluidamente, facendo perdere prima la conoscenza senza provare dolore.

 

Perché una serie così crudele

Il malessere giovanile è sempre più diffuso, è certo che i social contribuiscono in modo prioritario alla deriva adolescenziale mettendo in mostra atti di bullismo, di aggressività, di stupri ai danni di ragazze e gay. Nell’idea degli sceneggiatori raccontare le difficoltà vissute sulla propria pelle e raccontate in modo postumo, ovvero dopo la morte della ragazza, dovrebbe dare un messaggio forte ai coetanei: essere più rispettosi delle persone tutte, a qualsiasi genere appartengano. Le immagini di violenza subita dovrebbero far comprendere quanto sia forte il dolore, tanto da preferire la morte pur di non rivivere le esperienze di aggressione fisica e morale. Per mitigare la rudezza dei fatti, ogni singolo personaggio della serie, ovvero i compagni di scuola di Hannah, i suoi amici ed i suoi genitori, è investito di un’aura speciale tanto da restarne affascinati e nello stesso tempo provarne tenerezza. Infatti, gli autori non hanno voluto creare una barriera tra i buoni ed i cattivi, hanno al contrario voluto porre l’accento sulle singole difficoltà di tutti i personaggi e sull’impatto che un gesto forte come il suicidio può avere sui coetanei.

 

13 Reason Why, è davvero utile la sua diffusione?

Colleghi, sia medici sia giornalisti, pensano sia una buona opportunità mostrare la serie in classe, così da far sperimentare sulla pelle, con effetto catarsi, il potere del bullismo, quando raggiunge livelli tali da veder il suicidio come liberarsi di un peso sul cuore davvero troppo grande. L’obiettivo dovrebbe essere quello di prevenire il suicidio cogliendo per tempo i segnali di un crescente disagio. Potrebbe però rivelarsi una lama a doppio taglio, se da una parte si potrebbe lavorare sulla prevenzione, dall‘altra, in Florida sia i comportamenti autolesionisti sia i suicidi sono aumentati dopo aver assistito alla proiezione della serie. La stessa cosa si è verificata in Australia e Nuova Zelanda. Per questo motivo la serie è stata vietata ai minori degli anni 14, ma… come ben sappiamo lo smatphone è ad uso e consumo di tutti senza limitazioni di età.   Il valore educativo reale della serie potrebbe avere il suo effetto solo se alla visione partecipi uno psichiatra e faccia poi seguito una discussione così da fornire risposte ai comportamenti deviati presenti nei filmati.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Resp. Scientifico Guidagenitori.it

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