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Educhiamo i bambini a gestire rabbia e aggressività

ottobre 20, 2017 10:00 am

A due anni è accettabile che butti a terra un gioco o tiri un morso, a tre o quattro non lo è più, i bambini hanno bisogno di essere educati a gestire la rabbia trasformandola in azioni positive

La rabbia e l’aggressività sono stati emotivi naturali, segno di una reazione di adattamento all’ambiente e della capacità di reagire a situazioni che mettono il bambino in difficoltà. Il processo di maturazione sta proprio nell’incanalare questa carica di energia esplosiva in qualcosa di positivo e socialmente accettabile e, soprattutto, aiuti il bambino a non mettersi nei guai in certe situazioni con comportamenti non più ammissibili con il passare degli anni. Il nostro compito di genitori ed educatori è proprio quello di aiutare i bambini a trovare delle vie d’uscita per superare la frustrazione causata dagli attacchi di rabbia, educare senza punire.

 

Insegniamo ai bambini a gestire i loro stati d’animo

La gestione degli stati d’animo non fa parte delle abilità nel repertorio del proprio codice genetico, le persone nascono non sapendo come gestire rabbia e aggressività. Siamo noi genitori a dover insegnare ai bambini come gestirli nel corso della loro crescita. Ad un bambino di due anni diremo e faremo alcune cose a dieci anni, rinforzeremo o apporteremo dei correttivi sulla base degli obiettivi iniziali.  Questo dovrà essere un vero e proprio lavoro, non sapere tenere a bada la rabbia significa rischiare di essere un adolescente aggressivo e poi un adulto violento. La prima regola fondamentale, ovviamente, è dare il buon esempio: tutti i bambini tendono a imitare i genitori, vanno quindi evitati scatti di ira e grida per farsi ascoltare.

 

Istruzioni per stimolare il controllo degli stati emotivi

  1. Stabilire un proprio schema di reazione quando il bambino reagisce con rabbia a seguito di un ordine a lui non gradito. Piuttosto che discutere del suo atteggiamento negativo conviene procedere in questo modo:
  • Non cercare di discutere subito, ne verreste risucchiati in una discussione inutile,
  • Suggerite di andare nella parte della casa a lui più congeniale per calmarsi o fare qualche piccola attività fisica, è un aiuto a combattere la frustrazione,
  • A calma raggiunta è possibile farsi spiegare cosa lo ha sconvolto dell’ordine dato e come trovare una soluzione razionale.

In questo modo si insegna ai bambini l’impossibilità a manifestare la rabbia su altre persone ma che esistono dei modi corretti per calmarsi e trovare soluzioni.

 

  1. La comunicazione con i propri figli è importante che segua alcune piccole regole:
  • Stabilire uno spazio fisso in casa dove parlare degli stati d’animo, può essere seduti su un divano o intorno al tavolo in cucina e sarà sempre quello,
  • Non fare mai domande dirette, come ad esempio: cosa hai fatto oggi all’asilo? Piuttosto, iniziare a chiedere su cosa ha fatto il suo amico preferito o chi ha Sgridato la maestra e perché. E’ più facile per il bambino iniziare a parlare di qualcosa di sgradevole fatto da un suo compagno per arrivare alla fine a parlare anche di se stesso o di qualcosa di negativo che lo riguarda.

 

  1. Stabilire una pianificazione quotidiana aiuta i ragazzini a creare buone abitudini, in questo modo si gettano solide basi per gestire le emozioni.
  • Stabilire un ritmo regolare per le attività scolastiche e post-scolastiche, i compiti e il tempo di andare a dormire. I bambini hanno bisogno di routine,
  • Fare in modo che i ragazzini abbiano un’attività fisica regolare. L’esercizio fisico facilita il rilascio di sostanze chimiche nel corpo che fanno star bene oltre rendere più sicuri,
  • L’apprendimento, proprio dell’età evolutiva, stimola lo stress, i ragazzini hanno quindi bisogno di trovare strategie per rilassarsi, supervisioniamo affinché non scelgano modi passivi come guardare la TV ma essendo parte attiva e quindi: leggendo, disegnando o ascoltando musica.

I genitori di bambini piccoli potranno trovare questi suggerimenti eccessivi ma, quanto prima si inizia a mettere in atto queste semplici regole tanto meglio è. Iniziare da subito farà trovare il ragazzino di oggi, adolescente tra qualche anno, in grado di gestire positivamente la tempesta ormonale con tutti i suoi correlati emozionali. Aiutare un adolescente oggi a modulare le emozioni, senza aver programmato per tempo il rispetto delle regole, sarà decisamente più difficile. Vale la pena conoscere gli scenari psichici alterati nell’adolescenza.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

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