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Depressione di fine estate, anche i bambini ne soffrono

agosto 25, 2017 10:00 am

Tristezza che non se ne va, mancanza di appetito, nervosismo. Se questi sintomi permangono a lungo dopo la fine delle vacanze, potrebbe essere depressione autunnale o stagionale

Essere un po’ giù di corda al ritorno dalle vacanze è normale: capita agli adulti e può verificarsi anche nei bambini. La nostalgia del divertimento all’aria aperta è forte. Il ricordo dei giochi in spiaggia o sui prati della montagna o della campagna, delle serate a passeggiare al fresco con un buon gelato, della mancanza o quasi di orari e degli amici conosciuti o rivisti non ci abbandona. Se succede, non è semplice nostalgia delle vacanze, ma può trattarsi di una sorta di forma depressiva.

 

Vacanze, la nostalgia è normale

La spiacevole sensazione della vacanza terminata è fisiologica: impossibile passare indenni, a meno che le ferie non siano state davvero deludenti. Ed è un processo normale, che segna il passaggio psico-fisico dall’estate all’autunno, da ritmi un po’ sregolati a una routine più noiosa forse ma senza dubbio rassicurante. La sensazione scompare poco alla volta riprendendo i consueti ritmi: rivedere i soliti amici, fare progetti per l’autunno, andare ad acquistare indumenti nuovi per la stagione fredda. Tutte questa azioni aiutano a trasformare la malinconia in ricordo piacevole ed affrontare gli aspetti positivi che l’autunno, stagione temperata e ricca di occasioni nuove, può offrire.

 

La depressione autunnale

Se il bambino continua ad essere triste e malinconico, nonostante aver ripreso i normali ritmi,   è meglio tenerlo d’occhio, potrebbe trattarsi di una leggera forma depressiva, definita dagli esperti  – depressione stagionale – e che fa parte dei disturbi dell’umore. Si manifesta nei passaggi alle stagioni intermedie, dall’inverno alla primavera ma soprattutto dall’estate all’autunno. In questa fase ci sono infatti più fattori che la favoriscono. Questi sono prima di tutto psico-fisici, come è stato spiegato: si passa dalla libertà al ritorno alle regole, dal divertimento alla routine, dal relax e dal dolce far nulla ai compiti e alla scuola. Inoltre, si aggiungono fattori ormonali e biochimici: la serotonina, le endorfine e la dopamina, che in estate sono a livelli elevati grazie alla luce solare e alla vita all’aria aperta, subiscono un calo in conseguenza della diminuzione delle ore di luce, l’insieme di fattori neuroendocrini favorisce la sonnolenza. Si tratta di un cambiamento importante, che nei bambini si fa sentire ancora di più che negli adulti. Una diagnosi differenziale andrebbe fatta con la sindrome di Hikikomori disturbo che colpisce gli adolescenti

 

I sintomi e le cure

Questa situazione fa sì che il bambino si senta svogliato e giù di tono. È soggetto a sonnolenza mattutina, mentre la sera fatica a prendere sonno oppure si sveglia spesso. Ha scarso appetito e si orienta verso alimenti – trash – come dolciumi, pizzette, patatine, bibite zuccherate. È nervoso e tende a rispondere male ai genitori. L’idea di rivedere gli amici a scuola non lo entusiasma e la voglia di terminare i compiti delle vacanze è inesistente. Sembra sempre triste e qualche volta scoppia in crisi di pianto, che possono preoccupare mamma e papà. I rimedi esistono: è essenziale coinvolgerlo in una vita più attiva, invitando amici a giocare in giardino o in un parco. Sì anche alle attività sportive all’aperto che stimolano la produzione di serotonina e di endorfine, sì ad un’alimentazione ricca di frutta e ortaggi freschi, con i loro sali minerali sono essenziali per il buon  funzionamento del sistema nervoso. Si può anche ricorrere a qualche rimedio omeopatico suggerito da un esperto. Se la situazione non migliora nemmeno così, è il caso di parlarne con il pediatra e quindi lo specialista psichiatra per escludere una forma di depressione più seria da trattare, eventualmente, in modo appropriato .

 

Sahalima Giovannini

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