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Carnevale ogni scherzo vale ma non per i più piccoli

febbraio 22, 2017 10:00 am

Il celebre detto collegato con il periodo del Carnevale non va bene per i bambini più piccoli. Loro possono spaventarsi e vivere male la festa che tra i più grandicelli è puro divertimento.

Il Carnevale dovrebbe essere la festa più divertente e fantasiosa dell’anno, almeno in teoria. Infatti, se è vero che a molti bambini, soprattutto i più grandicelli, piace molto travestirsi da fata o damina, lanciare coriandoli e stelle filanti o mangiare  frittelle e chiacchiere, per altri è una festa inquietante, perfino un po’ paurosa. Del resto, nella nostra tradizione l’origine della festa è legata all’ambivalenza del diabolico e della morte, con la vita e l’allegria. Le maschere, spesso paurose o semplicemente inespressive, simboleggiavano il tentativo di esorcizzare la fine della vita, il male, la paura. E proprio per questo è importante rispettare le norme di sicurezza.

 

Maschere di Carnevale moderne e allegre

Questo carattere è rimasto a lungo nella tradizione carnevalesca, anche se oggi le maschere del passato sono state sostituite da travestimenti allegri, quasi sempre con il volto scoperto, permettendo al bambino di interpretare il suo personaggio preferito e allora abbiamo: il supereroe, la principessa, il cow-boy, la fatina o il cavaliere Zorro. La festa ha assunto quindi un carattere più rassicurante, in cui ogni bambino resta fondamentalmente se stesso  pur interpretando un ruolo un po’ diverso, dando sfogo all’allegria che per una volta tanto non deve essere più contenuta, ma espressa al massimo anche attraverso i celebri scherzi che, come dice il proverbio, a Carnevale valgono sempre.

 

Quando le maschere fanno paura

Non tutti i piccoli, però, apprezzano questa festa, né per quanto riguarda il travestimento, né per gli scherzi, i coriandoli, le trombette e le urla sfrenate. Le maschere possono incutere paura, anche quelle che mostrano il viso scoperto. I bambini più piccoli non riescono a riconoscere in questi strani personaggi gli amici e i parenti che conoscono in modo diverso e questo crea in loro una sensazione di dubbio e paura. Peggio ancora, poi, con le maschere che nascondono il viso, anche quelle lisce, inespressive, oppure quelle della tradizione italiana che riproducono figure con grandi nasi e occhi infossati. Queste maschere toccano nel profondo le corde della sensibilità di ciascuno di noi, soprattutto quelle dei bambini che le trovano francamente terrorizzanti. E anche gli scherzi, non sempre fanno piacere: le trombette suonate vicino alle orecchie, la necessità di dover ridere anche se si è al centro di uno scherzo poco simpatico, il dover accettare sorprese poco piacevoli mettono a dura prova un adulto: figuriamoci un bambino!

 

Nessun obbligo se non vogliono festeggiare Carnevale

Mai costringere un bambino a partecipare a una festa di Carnevale o a mascherarsi, se ha paura: divertirsi in gruppo deve essere una richiesta spontanea, non un obbligo. E non si deve nemmeno pensare che il proprio bambino sia diverso dagli altri, o perfino un po’ asociale, se rifiuta di mascherarsi e soprattutto di accettare gli scherzi. Per queste due situazioni è necessaria una certa maturazione psichica e cognitiva, che presuppone nel bambino una certa consapevolezza di sé stesso, degli altri e del mondo che lo circonda. Per questo i più piccoli possono rifiutarsi. Allora nessun obbligo a partecipare a tutti i costi alla festa di Carnevale. Può essere utile accompagnarli a vedere, non troppo da vicino, una sfilata di carri, assistendovi magari da un terrazzo, oppure mostrando loro le figure delle maschere classiche e raccontando loro la storia e assaggiare i tipici dolci di carnevale. Attenzione agli scherzi: difficilmente i piccoli apprezzano uno spavento improvviso, un petardo che scoppia sotto la loro sedia, un bicchiere dal quale non si riesce e bere perché la bibita è finta. Meglio quindi abituarli con piccoli giochi innocenti, tipo cucù o bubusettete, oppure si può nascondere il papà, oppure la nonna o il fratello più grande sotto un foulard e chiedere al bambino di indovinare di chi si tratta. Insomma, è anche possibile abituarli allo scherzo e al fatto che le cose, anche se non sono come sembrano, possono essere divertenti.

 

Sahalima Giovannini

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