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Paure, ansie e preoccupazioni dei bambini

febbraio 15, 2017 10:00 am

Anche i bambini vivono con intensità le ansie, i timori e le preoccupazioni, come evidenziato da una ricerca inglese. La paura è un sentimento normale, ma non deve turbare la serenità

Ansia, preoccupazione e  timore, tutte sensazioni spiacevoli che nessuno mai dovrebbe provarle.  E, soprattutto, non vorremmo mai che provarle fossero i nostri bambini. L’infanzia, per antonomasia,  è considerato il periodo della spensieratezza, della mancanza di qualsiasi preoccupazione, la classica età d’oro.  I genitori  sono pronti a tutto  pur di non esporre i piccoli  a qualsiasi rischio non solo  di tipo  fisico, ma anche psicologico.  Per questa ragione sono attivati controlli stretti su i programmi  trasmessimi in TV, al fine di evitare la vista di scene violente e lasciare una piccola luce accesa in camera durante la notte.

 

Le paure dei  bambini

Eppure, tutto questo evidentemente non basta a rendere davvero tranquilli i bambini. Oltre i due terzi di loro, infatti, sono soggetti a forme di ansia e di preoccupazione. I timori più frequenti si riferiscono proprio all’ambito del quotidiano e riguardano la famiglia, gli amici e la scuola. Una delle paure più ricorrenti è che uno dei genitori stia male oppure perda il lavoro, o ancora,  temono di non essere bravi a scuola o che il loro migliore amico si ammali. Sono i risultati di una ricerca condotta In Inghilterra dalla fondazione inglese Place2Be su  un campione di 700 bambini di venti scuole  tra  Inghilterra, Scozia e Galles. Le principali fonti di paura sono benessere di famiglia e amici, insieme al timore di andare male a scuola. Il 40% dei bambini intervistati ha detto di sentirsi preoccupato sul come fare i compiti, quasi il 30%  asserisce di sentirsi in ansia  e di non riuscire a rasserenarsi e il 21% non sa che cosa fare quando  l’ansia sale. Ci sono differenze tra i sessi per quanto riguarda il tipo di paura. Il 36% delle femmine  ha paura di subire atti di bullismo e il 28% del loro aspetto  estetico, mentre tra i maschi è, rispettivamente, il 22% e il 18%.

 

Come affrontare il problema

La strategia più comune per affrontare ansie e preoccupazioni è parlarne con i propri familiari  per il  72%  o con gli amici  per il 65%, anche se il 65% dei ragazzi si calma giocando al computer contro il 39% delle ragazze. Alla domanda su quale sia il modo migliore per un adulto per aiutarli, l’80% dei bambini ha risposto:  essere ascoltati con comprensione e partecipazione, mentre nel caso degli scolari la soluzione è, di essere gentili con i compagni ansiosi. La ricerca è interessante perché fa capire come i timori nascano in modo spontaneo dall’animo di un ragazzino, anche se la famiglia fa di tutto per evitare che questo succeda. Per quanto spiacevoli,  le paure sono un sentimento naturale. Per alcuni aspetti possono anche essere utili alla crescita e alla maturazione personale. Un bambino con il timore di andare male a scuola, per esempio, potrà essere spinto a dare il meglio di se stesso per riuscire. Un ragazzino che teme il bullismo sarà portato a parlarne per affrontare il problema e a non comportarsi male, a sua volta, con gli altri. La paura ha sempre fatto parte della vita umana, tanto che le fiabe e i racconti contengono sempre un elemento  malefico e quindi spaventoso  da  combattere solo con i sentimenti positivi come il coraggio, l’ottimismo e l’impegno. Le paure, ovviamente non devono trasformarsi in vere e proprie fobie rovinando l’esistenza. È quindi compito dei genitori vegliare sui figli, pronti a rispondere alle loro domande per rassicurarli e a sostenerli. Se però la paura diventa una sorta di ossessione che incide sul benessere del bambino, è il caso di parlarne con il pediatra.

 

Lina Rossi

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