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La paura, emozione naturale, può essere trasmessa dagli amici

gennaio 27, 2017 10:00 am

Non solo i genitori o i racconti fantastici ma anche gli amici possono far nascere nei bambini più sensibili la paura verso cose o situazioni, dando così l’avvio a vere forme di ansia.

Se un bambino ha paura degli insetti, dei temporali o altro è comune pensare che la colpa sia da attribuire ai genitori o qualche volta ai nonni che, per un atteggiamento ansioso o iperprotettivo, hanno contribuito a rendere il bambino insicuro e timoroso. Non sempre è così: la responsabilità è spesso anche degli amichetti che, per scherzo o per irresponsabilità, influenzano negativamente i loro coetanei più sensibili. Infatti, non sono solo gli adulti ad avere influenza sui bambini: anche gli amici rappresentano figure di riferimento importanti e possono avere un ruolo non secondario nella loro sicurezza.

 

La paura può essere dovuta agli amici

Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università dell’East Anglia, pubblicata su Behaviour Research and Therapy. Gli esperti hanno esaminato 242 bambini inglesi, 106 ragazzi e 136 ragazze, di età compresa tra i 7 e i 10 anni, che hanno completato dei questionari tesi a misurare il livello di ansia e le convinzioni sulla paura. I bambini hanno visionato alcune immagini di animali, due marsupiali australiani, che non erano molto familiari. I piccoli poi hanno dovuto leggere due versioni di informazioni sugli animali, una ambigua e una che invece li ha descritti come una minaccia. Alla fine della lettura, le reazioni dei piccoli sono state valutate da parte dei ricercatori in base alle risposte alla paura. Successivamente, sono stati divisi in coppie di amici stretti, 40 di ragazzi, 55 di ragazze e 26 ragazzo-ragazza, hanno discusso i loro sentimenti circa gli animali e loro risposte alla paura sono state misurate di nuovo. Infine, i ricercatori hanno fornito ai bambini delle mappe con gli animali su un sentiero e hanno chiesto loro di indicare il punto in cui avrebbero voluto trovarsi. Più hanno scelto di mettersi distanti dagli animali, più volevano evitarli, sinonimo di paura. Infine sono state date informazioni corrette sui due animali. Dai risultati è emerso che i bambini si influenzavano e tendevano ad avere risposte alla paura simili a quelle degli amici, con i maschi più condizionabili delle femmine.

 

La paura normale non deve condizionare

D’altra parte la paura è un’emozione normale nella vita di ciascuno di noi, che si inizia a provare già nei primi anni di vita e che poi cambia forma con la crescita e l’evoluzione, indirizzandosi via via verso nuovi obiettivi. È abbastanza frequente, per esempio, avere paura del buio da piccoli, mentre da adulti questo timore è più raro e anzi ci sono persone che non riescono a dormire se non nell’oscurità più totale. In età adulta si possono avere altre paure, per esempio della disoccupazione o delle malattie. La paura ha una sua utilità, perché aiuta a prendere coscienza dei propri limiti e aiuta anche a evitare di mettersi in situazioni pericolose. Per esempio, avere paura dei cani può aiutare a rapportarsi in modo equilibrato verso questi animali, che non sempre amano essere accarezzati o toccati dagli sconosciuti. Può però essere nociva se diventa un vero e proprio terrore verso questi meravigliosi quattrozampe, al punto che il piccolo vuole essere preso in braccio ogni volta che vede arrivare un cane. Insomma, una cosa è un giusto timore, altro è la paura che sfocia nel terrore o nella fobia. I genitori hanno quindi un doppio compito. Da un lato devono cercare di non trasmettere ai bambini le proprie ansie, dall’altro hanno il dovere di vigilare nel caso in cui i figli improvvisamente manifestino timori eccessivi verso animali, situazioni e soprattutto persone. Potrebbero avere vissuto una esperienza negativa, di cui è bene parlare con il pediatra.

 

Giorgia Andretti

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