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Mio figlio a tre anni sa già leggere e contare fino a

settembre 9, 2016 3:29 pm

Spesso capita di ascoltare al rientro alla materna, genitori mettere in mostra le qualità speciali del proprio bambino: è un genio in matematica, sa già utilizzare lo smatphone e sa cantare!

Non è affatto raro ascoltare mamme ed anche papà lodare il proprio bambino per i successi raggiunti precocemente. E’ come se questi genitori avessero bisogno di apparire attraverso le competenze eccezionali dei propri figli. Con questo comportamento, senza rendersene conto possono creare uno stato di insicurezza e difficoltà in quei genitori i cui figli sono perfettamente normali per i tempi di sviluppo correlati alla loro età.

Bambini prodigio
Sicuramente esistono bambini maggiormente dotati rispetto ad altri della sessa età. La maggior parte delle volte questo è dovuto allo sviluppo personale: ogni bambino, infatti, ha i suoi tempi maturativi. Ci sono bambini che iniziano a camminare a dieci mesi ed altri che iniziano a quindici mesi. Questo non vuol dire che siamo davanti a dei bambini super dotati ma semplicemente che sono piccoli con uno sviluppo precoce ma perfettamente nella norma. Allo stesso modo, ci sono bambini che dormono tutta la notte ed altri che hanno risvegli frequenti interrompendo il sonno dei genitori, anche in questo caso non possiamo parlare di bambini più bravi e accomodanti rispetto ad altri più vivaci. Il temperamento di ogni bambino è specie specifico. Il loro modo di essere è parte iscritto nel DNA personale ed in parte è dovuto all’educazione ed al modeling messo in atto dai genitori. Tutti i bambini prima o poi imparano a dormire tutta la notte, a leggere quando viene loro insegnato o a contare in italiano ed in inglese se qualcuno ripete costantemente le sequenze dei numeri.

Genitori rispettosi di altri genitori
Il confronto dei bambini attivato dai genitori, sulla base dell’epigenetica andrebbe sempre evitato. Mettere in mostra a gran voce le competenze speciali dei propri figli altro non è che mostrare le proprie capacità genitoriali, una sorta di trappola ispirata dalla competizione spinta a tutti i livelli. La genitorialità entra a far parte di un progetto di vita e come tale deve essere gestito e programmato per apparire attraverso i propri figli facendoli diventare lo specchio della propria vita. Non possiamo dimenticare che esistono delle regole di convivenza, una sorta di galateo sociale. Siamo sempre certi che, per esempio, raccontare le prodezze fisiche dei nostri figli non vanno a ferire il genitore il cui figlio ha una disabilità fisica seppur lieve?

Il focus deve essere il figlio, non le competenze
Le mamme ed i papà dovrebbero imparare a concentrarsi non sui risultati dei loro figli ma, a cogliere gli stati d’animo dei bambini, capire la loro emotività ed apprezzarli per quello che sono nel loro modo di essere come individui, compresi i difetti, e non per le capacità esteriori da mostrare. Il focus deve concentrarsi sui bambini come persone e non sulle competenze raggiunte. E’ decisamente preferibile lodare il proprio figlio per quello che dimostra con il suo essere interiore piuttosto che lodarlo per la sua intelligenza superiore avanti agli altri.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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