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Quando l’ansia per la scuola diventa un problema

settembre 1, 2016 3:21 pm

Il primo giorno di scuola un po’ di emozione c’è sempre: è normale che sia così. All’inizio di un nuovo ciclo scolastico un bambino deve sperimentare un nuovo mondo per lui.

Solo ai bambini più svezzati, quelli dotati di un estremo self-control non succede nulla. Gli altri bambini e ragazzi, dalla scuola per l’infanzia alle superiori, sono soggetti a un insieme di sensazioni contrastanti, fatto di emozione, curiosità e un po’ di timore. È del tutto normale che sia così ed è invece strano, al contrario, che un ragazzino si dimostri perfettamente tranquillo. L’organismo e la mente di un bambino sono infatti sottoposti a un fisiologico stress in vista dell’inizio della scuola.

Uno stress sano di inizio anno
Questo succede solitamente quando si intraprende un nuovo ciclo didattico, quando si entra alla scuola per l’infanzia, alla primaria o alle medie. Anche i ragazzini di prima superiore non sono immuni da questa sottile ansia che coglie il primo giorno di scuola. Ed ecco allora l’agitazione della sera prima, la difficoltà a prendere sonno, il risveglio quando è ancora buio e perfino le corse in bagno dopo colazione. E come dimenticare le tipiche scenette davanti alla scuola? Bimbi della materna che piangono nel dover salutare la mamma, bambini della scuola primaria con un leggero magone e qualche lacrima che scende, anche se ormai sono grandicelli. Davanti al portone della scuola media, i pianti sono ormai un ricordo: i ragazzini schiamazzano per nascondere la normale emozione, le ragazze si abbracciano e formano gruppetti, raccontandosi le esperienze dell’estate. Dai tre anni agli undici, le reazioni sono differenti, ma c’è sempre chi è più emotivo e più tranquillo. In realtà, la situazione di stress che vive l’organismo è essenziale per partire carichi, motivati in vista di impegni nuovi e sconosciuti, per dare il meglio di sé. L’emozione intensa, l’ansia sono dovute ai livelli elevati di adrenalina e cortisolo.

Lasciamo ai figli il tempo di abituarsi
Trascorsi i primi giorni queste sostanze calano normalmente nel sangue, perché il ragazzino inizia a conoscere il nuovo ambiente, a stringere amicizie e quindi si tranquillizza. I genitori non si devono né preoccupare, né devono sottovalutare il comportamento dei propri figli. Il fatto che un bambino pianga prima della materna o che sia ancora molto emozionato alle medie e alle superiori non vuol dire che abbia difficoltà di adattamento, che sia chiuso o troppo timido: semplicemente può avere bisogno di un rodaggio più lungo. Lasciamo quindi che i ragazzi vivano i primi giorni in modo spontaneo, sperimentando il timore, la paura, la curiosità. Aiutiamoli stando loro accanto con discrezione, accertandoci che vivano questi giorni in modo sereno, che riposino abbastanza, che abbiano la possibilità di conoscere i nuovi compagni, eventualmente organizzando un pomeriggio al parco. Solo se la tristezza e l’ansia non passano nemmeno dopo il primo mese è opportuno intervenire con uno psicologo oppure con il pediatra, per escludere che il ragazzino stia vivendo qualche disagio.

Lina Rossi

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