prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Temper tantrums o capriccio esasperato

febbraio 23, 2016 9:27 am

Scatti d’ira e comportamenti bizzosi che vanno oltre il semplice capriccio. Affrontarli non è facile perché spesso i genitori non sanno come comportarsi.

Il bimbo si butta per terra, scaglia i giocattoli lontano da sé, pesta i piedi e urla. Una manifestazione che può far paura e che, se compare quando ci si trova all’aperto o assieme ad altre persone fa provare anche un po’ di vergogna. È quella che gli esperti definiscono temper tantrums, comportamenti nati da un capriccio iniziale che degenera, se non soddisfatto, lasciando i genitori disorientati.

Riconosciamo i capricci
Generalmente un capriccio prende avvio dalla frustrazione vissuta dal bambino in un determinato momento. Potrebbe essere una difficoltà nel comprendere qualcosa o attivare una sfida con gli adulti per qualcosa, che si desidera in quel momento, e che viene negata. La frustrazione come risposta emotiva apre le porte alla rabbia con il conseguente scatto d’ira. Se il bambino è stanco, assonnato o ha semplicemente fame o sete la soglia della frustrazione si abbassa notevolmente lasciando aperte le porte al capriccio. E’ chiaro che i bambini piccoli non sono in grado di gestire le loro crisi di rabbia e cercare di farli ragionare, invitandoli a smettere il capriccio, non ha alcun senso anche perché stiamo parlando di bambini tra i due ed i tre anni. Ma, i capricci non vanno neanche assecondati, altrimenti il bambino imparerà la sua strategia trionfante per vincere le sfide che la vita propone.

Come rispondere ad un capriccio
Il modo migliore per rispondere a un capriccio è mantenere la calma e ignorare quel l comportamento particolare. Se il capriccio inizia mentre siamo in casa, non dobbiamo fare altro che sederci accanto al bambino senza dire o fare nulla, semplicemente essere presenti pur ignorando quello scatto di rabbia. La reazione del bimbo inizialmente potrebbe essere quella di urlare di più o richiamare l’attenzione con altri comportamenti disturbanti. L’assenza di reazioni da pare degli adulti che son li a guardarlo alla fine lo faranno desistere, solo il momento in cui il capriccio sarà cessato bisogna sorridergli e accoglierlo tra le braccia. Il bambino capirà che la sfida lanciata non lo porta a nulla ed imparerà che con atteggiamenti più sereni si ottengono l’amore e la comprensione da parte dei genitori. Provare con la distrazione non aiuta anzi stimola ancor di più la sfida. Se il capriccio viene messo in atto nel supermercato o al parco sarà più difficile mantenere il punto ma, si può, è sufficiente fermarsi accanto al bambino senza aver timore degli altri che vi giudichino, e leggere la lista della vostra spesa oppure guardare un prodotto a caso. Se il bambino cerca di mettersi in una situazione di pericolo o cerca di colpire qualcuno, sarà il caso di prenderlo per una mano e portarlo in un angolo più sicuro e senza stimoli e restare sempre a guardare senza dir nulla.

I capricci si possono evitare
I bambini vanno educati fin da subito al rispetto delle regole e soprattutto del NO. La coerenza tra i genitori è di fondamentale importanza: va stabilità la routine per una serie di situazioni in modo che il bambino sa sempre cosa aspettarsi dagli adulti. Quindi stabilire i tempo dell’andare a nanna, il tempo dell’igiene quotidiana. Organizzare sempre in anticipo ciò che deve essere fatto, ad esempio quando andare a fare gli acquisiti nei centri commerciali o prendere un autobus e scegliere i momenti in assenza di fattori stimolanti il capriccio. Incoraggiare sempre i bambini ad esprimere i loro bisogni evitando di anticipare le risposte ai loro desideri e se il bambino non è ancora in grado di esprimersi, insegnare solo alcune parole per far in modo che comunichino i loro bisogni come ad esempio: ho fame – ho sete – sono stanco – ho sonno. Inoltre, stimolare il bambino a fare delle scelte proponendogli ad esempio: preferisci mangiare la banana o la mela? Oppure, preferisci indossare la maglia gialla o la maglia rossa? La possibilità di scegliere evita di mettere il bambino davanti alla reazione della frustrazione. Quando il bambino, al contrario, mette in atto i comportamenti che vi aspettate e quindi corretti, deve essere premiato con baci e riconoscimenti d’affetto e di orgoglio nei suoi confronti.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

- -



Advertising