prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Difficoltà di apprendimento, è svogliatezza o un DSA?

dicembre 4, 2015 9:31 am

Se un bambino dimostra poca attitudine ad apprendere, è bene cercare di capire cosa sta accadendo: potrebbe trattarsi un Disturbo Specifico di Apprendimento

I primi tre mesi di scuola sono ormai arrivati a un giro di boa: un momento cruciale soprattutto per i bambini del primo anno della scuola primaria, ai quali viene richiesto un certo impegno sia di tipo cognitivo, sia dal punto di vista del comportamento. Non è facile, per un piccolo di appena sei anni, restare ore seduto nel banco per apprendere concetti complessi. Le difficoltà ci possono essere, così come è forte la tentazione di distrarsi. Il punto cruciale è proprio questo: capire se il bambino è soltanto un po’ svogliato, oppure se può essere soggetto a un DSA, ovvero, un Disturbo specifico dell’apprendimento.

Ci possono essere dei punti in comune
Un bambino un po’ irrequieto ed uno con un DSA possono, a un occhio poco esperto, avere atteggiamenti simili. I due bambini infatti sono molto vivaci, tendono a disturbare i compagni di classe, quando leggono un testo sembrano del tutto disinteressati o mostrano di non capire davvero il significato del testo. Il comportamento da adottare, da parte degli adulti e soprattutto dei genitori, non è semplice: viene spontaneo scivolare nel rimprovero, nella punizione dei – due giorni senza televisione. In realtà, è bene indagare più a fondo perché in caso di DSA il bambino è gravato da difficoltà oggettive che rendono davvero difficile la vita in classe. Da tempo le insegnanti, in classe, sono in grado di individuare i casi in cui i bambini mostrano questo tipo di difficoltà, già dai primi mesi. Dal 2010, poi, esistono precise linee guida, messe a punto dagli esperti, per capire meglio i problemi dei piccoli con disturbi di apprendimento.

Dislessia, la più diffusa
Il DSA più conosciuto è la dislessia, consiste nella difficoltà di lettura e scrittura. Il piccolo che ne soffre legge un testo con molta lentezza, soffermandosi nelle parole più di quanto le competenze acquisite gli dovrebbero consentire: per esempio, in terza elementare sa leggere come un bambino di prima. Non comprende a fondo quello che legge, proprio perché fatica nella comprensione di quello che c’è scritto. Confonde tra loro lettere, come la P con la Q e la B con la D e così via. Spesso scambia le sillabe all’interno della stessa parola. Questi errori sono frequenti nei primi due anni della primaria e sono legati al processo stesso di apprendimento di concetti più complessi. Ecco perché anche in caso di dubbio si attende almeno fino al terzo o quarto anno prima di suggerire un approfondimento. Oltre alla disgrafia, ci sono altri disturbi come la disortografia nell’ambito della scrittura e la discalculia: la capacità di fare rapidamente i calcoli.

Cause e soluzioni
Studi recenti ritengono che i DSA siano dovuti a una base genetica e biologica dando così la predisposizione al disturbo, anche se ancora non ne sono stati precisati i meccanismi esatti. Infatti, i DSA si presentano in più membri di una stessa famiglia, anche se in modi diversi. La diagnosi deve riguardare tutte le aree di funzionamento del bambino: dalle sue capacità cognitive, alle abilità visivo-motorie, fino alla memoria, al linguaggio e all’apprendimento in senso stretto. L’accertamento deve essere effettuato con test standardizzati. L’intervento deve essere precoce, così da aiutare il bambino prevenendo le lacune di apprendimento e le insicurezze psicologiche derivanti dal disturbo. È indispensabile un adattamento della didattica alle difficoltà di apprendimento del bambino che tenga conto dei tempi e delle modalità: sono utili la lettura silenziosa, l’uso di un lettore, libri parlanti, l’uso del registratore e del computer per la scrittura. Vanno ovviamente coinvolti i famigliari in questo percorso di sostegno.

Melissa Gullotta

- -



Advertising