prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Onicofagia, quando il bambino si rosicchia le unghie

novembre 25, 2015 3:50 pm

Molti bambini piccoli si mangiano le unghie: è un atto sostitutivo del seno o del ciucciotto, un po’ come succhiarsi il pollice. È bene intervenire prima che diventi un vizio.

Uno su dieci: è la frequenza con cui ragazzini e adolescenti tra i dieci e i diciotto anni si mangiano le unghie. L’onicofagia, questo il nome scientifico del disturbo, è un disturbo più o meno serio che consiste nell’accanirsi su unghie, pellicine e cuticole con i denti, fino a ridurre le unghie a veri e proprio moncherini e procurarsi tagli e ferite sulla zona circostante. Esistono vari livelli di questo problema: l’onicofagia momentanea è un modo transitorio per scaricare l’ansia o la tensione, per esempio prima di essere interrogati a scuola o mentre si aspetta la visita dal dentista. Una volta superato il momento ansioso, le mani non vengono più tormentate. Più seria è l’onicofagia cronica, che gli americani hanno inserito tra i disturbi ossessivo – compulsivi. In qualunque momento, il bambino o l’adulto che ne soffre si accanisce sulle proprie mani, diventando il bersaglio di una aggressività.

Un problema che risale all’infanzia
Secondo gli esperti, l’onicofagia ha cause complesse. È sicuramente legata a una forma di regressione alla fase orale, quando i bambini nei primi mesi di vita comunicano essenzialmente attraverso la bocca, quando prendono il seno della mamma. Il ciucciotto o le manine portate alla bocca, sono il sostitutivo del seno stesso, pura consolazione. Non è escluso che il rosicchiarsi le unghie sia un comportamento assimilabile al succhiare il pollice: il bambino cerca così l’auto-consolazione attraverso la bocca, appropriandosi di una parte della propria fisicità attraverso il cavo orale. A parere di alcuni esperti rischiano di più di soffrire di questo problema i bambini che non hanno avuto un distacco dal seno scorretto o troppo precoce. Secondo altri si tratta di una forma di insicurezza dovuta a genitori troppo ansiosi o un po’ assenti. In ogni caso il problema va affrontato perché mordersi unghie e pellicine può causare infezioni in zona, come il giradito richiedendo l’applicazione di pomate antibiotiche. Senza contare la parte estetica delle mani così sciupate.

Mai sgridare, meglio intervenire
Per disabituare il proprio bambino è bene lasciare da parte sgridate e prediche varie: servono solo ad aumentare in lui l’insicurezza che, molto spesso, è alla base stessa del problema. È meglio prima di tutto cercare di capire quali sono le circostanze che scatenano, nel bambino, la tendenza a rosicchiare le dita: se, per esempio, se le mangiucchia al mattino, prima di andare a scuola, oppure quando è tranquillo a guardare la televisione. Evidentemente in questi momenti di noia o di ansia si scatena la sua aggressività repressa. È quindi bene fornire al bambino un’alternativa, per esempio qualcosa da tenere in mano con cui giocherellare, tipo le palline antistress. Oppure gli si può proporre qualcosa da mettere sotto i denti: mai caramelle o dolciumi, sì agli appositi anelli per l’infanzia che sono del tutto atossici. Oppure, per il cibo, carote o pezzetti di mela croccante. Sempre valido il tentativo di mettere sulle unghie una sostanza do sapore sgradevole, come lo smalto specifico, del peperoncino rosso o ancora del succo di aloe vera, che è molto amaro. Per le bambine si può fare leva sulla vanità e proporre, per una volta, un velo di smalto rosa acceso sulle unghiette: vedere le manine più belle le indurrà anche ad averne cura. Con i maschietti si può provare ad applicar dei cerotti sulle unghie, in modo che sia disincentivato dal morderle. Solo se il problema sembra non avere soluzione è il caso di parlarne con il pediatra, che potrà suggerire un eventuale intervento dello psicologo.

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI