prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Eccessiva timidezza e pochi amici a scuola, come aiutarlo

settembre 9, 2015 9:26 am

Preferisce giocare da solo, è timido e introverso, è invitato poco dai compagni di scuola: se nostro figlio ha pochi amici, ecco cosa possiamo fare, senza essere invadenti.

Ci avevamo sperato con l’inizio del nuovo anno scolastico: chissà se dopo il riposo estivo, iniziare un nuovo anno scolastico non significhi per il bambino un nuovo inizio, che lo spinga a trovare il coraggio per dire la sua e farsi dei nuovi amici. Purtroppo non è così: nostro figlio anche quest’anno si dimostra un bambino piuttosto solitario, preferisce leggere, studiare gli insetti o dedicarsi ai videogiochi piuttosto che correre in giardino con gli amici e le amiche. Preoccuparsi non serve, meglio piuttosto cercare occasioni per favorire la socializzazione.

Escludiamo prima che ci siano problemi
In primo luogo è bene non preoccuparsi: ogni bambino ha la sua personalità ed è quindi inutile invidiare i genitori di bimbi estroversi, curiosi e aperti con tutti… Chissà, forse loro invidiano proprio le mamme e i papà dei bambini riflessivi e maturi. Inoltre, la crescita e le esperienze della vita cambiano molte le persone. Un individuo timido da bambino potrà diventare un adulto aperto ed efficiente nel mondo del lavoro, mentre un ragazzino vivace potrà con il tempo diventare una persona con difficoltà ad inserirsi nel mondo degli adulti. Tutto dipende da come i genitori affrontano i problemi dei propri bimbi: sicuramente far loro notare il difetto, con le classiche frasi del tipo – vai a giocare con gli altri, perché ti ostini a isolarti o non ti farai mai degli amici se continui così – è solo il modo per rafforzare il desiderio di starsene da solo. Al tempo stesso, è opportuno parlare con il pediatra se il bambino mostra un rifiuto ostinato a socializzare: potrebbe trattarsi di una lieve forma della sindrome di Asperger, il cui confine con la timidezza è così sottile che spesso è difficile accorgersene. Oppure, può darsi che il bambino abbia subito qualche trauma, magari anche soltanto un litigio in classe o un rimprovero da parte della maestra, che però ha segnato in modo indelebile il suo animo sensibile.

Favoriamo le occasioni di incontro
Una volta escluse eventuali problematiche di fondo, si può cercare, con molto tatto, di favorire i legami del bambino con i compagni, senza però sostituirsi a lui. Una volta compreso qual è il compagno di classe con il quale è più in sintonia, possiamo legare con i genitori di quest’ultimo e senza mostrarlo ai ragazzini creare delle occasioni di incontro al di fuori della scuola. Se, per esempio, si trova simpatica una certa mamma, non è detto che il figlio di quest’ultima piaccia al nostro bambino. Al contrario, un piccolo potrà avere affinità con nostro figlio, anche se noi non siamo particolarmente in sintonia con i suoi genitori. È bene quindi non ostacolare le preferenze, lasciando al contrario che il bambino possa scegliere la libertà; forse è proprio l’eccessiva presenza dei genitori a spingerlo a non aprirsi, perché teme che le sue scelte non siano approvate da mamma e papà. Una volta che si è individuato il gruppo di bambini con i quali nostro figlio va d’accordo, si possono trovare occasioni di frequentazione e di incontro: una merenda a casa, una serata in pizzeria, oppure si può iscrivere il bambino a un corso con gli amici che si è scelto. In queste occasioni è bene permettere al piccolo di non sentirsi osservato: lasciamolo giocare, parlare e ridere liberamente. Così, poco per volta, imparerà ad essere meno timido.

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI