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Troppo spesso scuola e ansia vanno a braccetto

settembre 3, 2015 9:19 am

Difficoltà a prendere sonno, farfalle nello stomaco e necessità di correre in bagno: sono i sintomi dell’ansia, può colpire grandi e piccini alla ripresa della scuola.

Qualsiasi tipo di cambiamento provoca una forma di stress al nostro organismo, indipendentemente se sono situazioni piacevoli o meno: è sufficiente pensare all’ansia, all’emozione che compaiono prima di una festa o di un viaggio. La sensazione può quindi essere più intensa davanti ad un radicale cambiamento nella quotidianità, proprio come quello rappresentato dall’inizio della scuola.

Anche i bambini sono preda dell’ansia
Nei bambini, l’ansia per il primo giorno di scuola si presenta in modo più intenso che negli adulti. I ragazzini, infatti, riescono a gestire la sensazione negativa e a ridimensionare le reazioni. I più piccoli sono spontanei ed è difficile che riescano a trattenere le sensazioni forti. E tutti, in un modo o nell’altro, risentono del ritorno a scuola, che coincide con la fine del tempo libero per il gioco, con le alzatacce mattutine, lo studio e talvolta anche con i rimproveri e i brutti voti. Per questo è bene non lasciarsi andare a invidiare i figli altrui, quelli che si dimostrano fin troppo allegri nel tornare tra i banchi, che ridono e fanno chiasso: sono preoccupati almeno quanto i nostri che si mostrano ansiosi apertamente ma, si sa ognuno manifesta in modo diverso.

Andiamo a vedere la vecchia scuola
Per aiutare i bambini a rientrare a scuola con serenità, si può provare a farli riavvicinare gradualmente all’ambiente scolastico, per esempio andando a fare una passeggiata o un giro in bicicletta nei dintorni della scuola, oppure giocando in un giardino attiguo, proprio quello in cui si scatena ogni giorno al termine delle lezioni, magari con un bel gelato in mano. Il bambino rivivrà sensazioni, emozioni, evocherà ricordi che saranno per lui sicuramente positivi. Un’altra idea vincente è telefonare a quei tre o quattro compagni di classe ai quali nostro figlio è più legato, organizzando una merenda all’aperto: superata la timidezza iniziale, tipica dei bambini che non si vedono da tre mesi, i piccoli si scateneranno in corse e giochi e saranno ben felici poi di ritrovarsi a scuola.

Se il problema è davvero così serio
A volte i rimedi facili scacciano la lieve ansia tipica dell’inizio dell’anno scolastico. Se però si nota un vero malessere nel bambino, è bene cercare di capire cosa lo turba, senza ovviamente sgridarlo o farlo sentire un debole, evitando frasi mortificanti come la purtroppo classica: – Tutti i tuoi compagni sono felici di andare a scuola, possibile che solo tu abbia dei problemi? – È bene quindi parlarne con il pediatra: un colloquio con lo specialista che segue il bambino fin dalla nascita potrebbe aiutare i genitori a capire se il piccolo soffre di una lievissima forma depressiva, anche in conseguenza alle difficoltà scolastiche, di un litigio o addirittura di problemi di bullismo. In questo caso, oltre a sentire un parere psicologico, sarà utilissimo parlarne subito con l’insegnante preferita dal bambino, è lei da coinvolgere per un rientro sereno del bambino in classe.

Luisa Zotti

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