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Più sonno per contrastare il diabete

febbraio 26, 2016 3:34 pm

Più si dorme, meno si rischia di incorrere nel diabete di tipo 2, quello degli adulti. Lo prova una ricerca, riconoscendo al sonno un beneficio in più oltre al buon riposo.

Chi dorme non piglia pesci. Forse no, ma non si ammala di diabete. O, per lo meno, corre un rischio molto più basso di sviluppare la malattia diabetica. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università del Colorado, aggiungendo un vantaggio a tutti i lati positivi di un adeguato riposo notturno. Si sapeva già, per esempio, che dormire bene ha effetti protettivi sul cuore e sulla circolazione, mantiene attivi i processi cognitivi, combatte lo stress e aiuta addirittura a dimagrire. Ma in che modo contrasta l’insorgenza del diabete?

Più si dorme, meno si rischia
Gli esperti dell’università del Colorado hanno effettuato uno studio su un gruppo di uomini adulti sani. I 19 volontari hanno dovuto dormire, in laboratorio, otto ore e mezza per quattro notti di seguito. Al termine di questo periodo sono stati effettuati alcuni test per il diabete. La prova però non è finita qua: l’esperimento è continuato diminuendo le ore di sonno a quattro, per quattro notti consecutive. All’esecuzione del test, è emerso che il livello di glucosio, ossia la quantità di zucchero nel sangue, era nettamente più elevata rispetto al periodo in cui i volontari avevano dormito otto ore per notte. Si è passati quindi alla fase del recupero: per due notti, i volontari avevano la possibilità dormire anche 10-12 ore a notte. Infine sono stati eseguiti nuovamente i test e si è notata una nuova riduzione al termine delle notti in cui i partecipanti alla ricerca avevano potuto dormire di più. Gli esperti sono quindi giunti alla conclusione che il livello di glucosio nel sangue è correlato alla quantità di sonno notturno.

La condizione di pre-diabete
Se si dorme troppo poco, per abitudini scorrette come troppi ragazzini di oggi fanno, vanno a letto sempre più tardi, o per vera e propria insonnia, come succede agli adulti, il livello di glucosio resta quindi alto nel sangue in modo cronico. Gli esperti devono ancora capire il motivo per cui questo si verifica, anche se il tutto potrebbe essere legato alle alterazioni ormonali e dei neurotrasmettitori che si verificano quando sono alterati i regolari ritmi del sonno. In ogni caso, avere lo zucchero alto nel sangue è una condizione che viene definita di pre-diabete: è il segnale che il pancreas non produce più insulina a sufficienza per tenere sotto controllo la glicemia. Questa condizione va tenuta sotto controllo migliorando le proprie abitudini di vita: alimentandosi meglio, con pochi zuccheri semplici, muovendosi di più per favorire il consumo della glicemia nel sangue e, a questo punto, anche cercando di dormire di più e meglio.

Orari regolari e recupero
Ragazzi e adulti hanno diverse esigenze di sonno, ma occorre in entrambi i casi un numero adeguato di ore di riposo. I più giovani dovrebbero attivare alcune piccole regole come chiudere tutti i device a monitor almeno un’ora prima di andare a letto e quindi: cellulare, computer e i videogiochi, la luce azzurra emessa da questi apparecchi altera le onde cerebrali causando difficoltà di addormentamento. A tutte le età vale la stessa regola: cena leggera e digeribile, quindi un’attività rilassante come ascoltare un po’ di musica, una buona lettura oppure un programma televisivo che non stimoli la tensione emotiva. La stanza da letto non deve essere troppo calda o troppo fredda. Se il buio totale infastidisce si può tenere la tapparella alzata oppure usare una luce di cortesia: l’azzurro andrebbe evitato per il richiamo ai mezzi di soccorso. Per favorire il sonno si possono utilizzare anche i cosiddetti rumori bianchi: i suoni di sottofondo che riproducono onde del mare o rumori della natura. Servono sia in caso di troppo silenzio, sia a mascherare rumori di fastidiosi, come la televisione dei vicini o il traffico in strada.

Lina Rossi

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