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Il cuore degli adolescenti è sempre più a rischio, il controllo è essenziale

febbraio 4, 2015 9:30 am

Alcuni disturbi del cuore non sono evidenti se non attraverso controlli specifici. E oggi i ragazzi, a causa di una serie di cattive abitudini, sono sempre più a rischio. È importante sottoporre i giovani ad esami cardiologici.

Quando si pensa alla salute dei propri figli, è difficile fare l’associazione tra benessere dei ragazzi e i disturbi del cuore, tipicamente considerati dell’età adulta o addirittura anziana. Si dovrebbe invece pensarci prima. Un gruppo di esperti italiani ha infatti accertato quanto già in età adolescenziale ci possono essere disturbi nascosti e, proprio per questo, più insidiosi.

Un’indagine condotta nelle scuole
L’indagine è stata condotta dal Centro Studi Regionale per la Diagnosi e la Cura delle Aritmie Cardiache dell’ospedale San Filippo Neri, presso il quale fa riferimento la Onlus – Il Cuore di Roma – organizzatrice lo scorso anno della campagna – CUORE SANO – il primo screening cardiologico dedicato ai giovani. Dai risultati, presentati pochi giorni fa, sono emersi dei numeri percentuali importanti di giovani con alterazioni elettrocardiografiche congenite, possono farsi risalire a malattie genetiche, potenzialmente causa di aritmie cardiache maligne. Inoltre molti giovani presentano fattori di rischio cardiovascolare tali da renderli potenziali candidati, tra 15-20 anni, a patologie cardiache invalidanti. I medici dell’associazione sono andati nelle scuole medie superiori di Roma e hanno reclutato 25.500 ragazzi sottoponendoli ad elettrocardiogramma, misurazione di pressione, peso e altezza. Sono stati calcolati anche la massa corporea e il tasso di crescita e sono state valutate le abitudini di vita, il fumo, l’attività sportiva e l’eventuale familiarità per malattie cardiovascolari. I dati dello studio parlano chiaro: il 27% dei ragazzi esaminati presentava almeno un’anomalia nell’elettrocardiogramma, mentre ben 14.577 – il 57% – sono risultati portatori di fattori di rischio come familiarità, obesità, fumo e presentando già anomalie per le quali devono essere tenuti sotto controllo. E lo screening ha già salvato due giovani vite: due ragazzi con un problema asintomatico: avrebbero potuto, nel tempo degenerare in un fatto acuto.

Prevenire fin da ragazzi il rischio di infarto
I dati ottenuti da questo studio in una popolazione così vasta e in un’area geografica limitata, sono i primi e gli unici dati disponibili sul problema, anche se si prende in considerazione il panorama della letteratura nazionale ed europea. Utilizzando inoltre una particolare formula matematica con proiezione al futuro, è emerso inoltre che almeno 160 dei 25.000 ragazzi esaminati oggi potrebbe avere un infarto entro il 2050. E sarà necessario aggiungere l’influenza di altri fattori come familiarità, futura ipertensione e diabete. Lo studio dell’Associazione – Il Cuore di Roma – rilancia la necessità di campagne globali sulla popolazione giovanile. Lo screening condotto dall’ospedale, grazie alle donazioni di due fondazioni, è costato meno di due euro a ragazzo, ma sarebbe importante che il nostro paese dedicasse parte dei fondi sanitari alla prevenzione dei disturbi cardiaci. Una parte di responsabilità, però, è a carico della famiglia: sarebbe opportuno, chiedendo il consiglio del pediatra, sottoporre i ragazzi almeno all’elettrocardiogramma, con il solo pagamento del ticket. Senza contare l’effetto della prevenzione: oltre ai controlli, lo stile di vita sano è di grandissimo aiuto. Ridurre il sovrappeso, aumentare l’attività fisica quotidiana, preferire alimenti come frutta e vegetali sono già un modo per combattere i disturbi cardiaci in età adulta. E se l’elettrocardiogramma mette in luce la necessità di approfondire, facciamolo in tutta tranquillità: holter sulle 24 ore – elettrocardiogramma dinamico – e l’ecografia cardiaca.

Sahalima Giovannini

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