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Obesi uguale cardiopatici

febbraio 25, 2002 12:00 pm

Il numero sempre maggiore di bambini in sovrappeso fa temere un’esplosione di malattie cardiovascolari. Il numero sempre maggiore di bambini e ragazzi obesi nei Paesi industrializzati fa temere, nei prossimi 15-20 anni, una vera e propria epidemia di malattie cardiovascolari. L’allarme è stato lanciato a San Francisco, nel congresso della Società americana dell’ipertensione (Ash). I…

Il numero sempre maggiore di bambini in sovrappeso fa temere un’esplosione di malattie cardiovascolari.

Il numero sempre maggiore di bambini e ragazzi obesi nei Paesi industrializzati fa temere, nei prossimi 15-20 anni, una vera e propria epidemia di malattie cardiovascolari. L’allarme è stato lanciato a San Francisco, nel congresso della Società americana dell’ipertensione (Ash). I bambini obesi sono infatti anche vittime dell’ipertensione e accumulano così due dei più noti fattori di rischio per la salute di vasi sanguigni e cuore. “Combinate fra loro, obesità e ipertensione riscontrate nei bambini suggeriscono che potrebbe essere alle porte una vera e propria esplosione di malattie vascolari, non appena i bambini diventeranno adulti”, ha detto Jonathan Sorof, dell’Università del Texas.

Di qui l’invito degli esperti a tenere sotto controllo la pressione sanguigna anche nei bambini a rischio. Se infatti viene trascurata, l’ipertensione diventa un vero e proprio killer silenzioso che provoca l’invecchiamento prematuro delle arterie fino a scatenare infarto e ictus. “La pressione dei bambini andrebbe misurata ogni anno allo scopo di prevenire le malattie cardiovascolari”, anche secondo il direttore dell’American Journal of Hypertension, Michael Weber. “La combinazione di obesità e ipertensione – ha aggiunto – dovrebbe suggerire un nuovo approccio al problema, in vista del rischio di un’epidemia di malattie cardiovascolari”. Per questo, secondo Weber, “misurare la pressione dovrebbe entrare a far parte dei controlli medici che i bambini affrontano ogni anno”. “Naturalmente – ha aggiunto – prima di affermare che un bambino soffre di ipertensione e cominciare un eventuale programma di cure, la pressione deve essere misurata più e più volte e la diagnosi deve essere assolutamente certa.

Gli esperti americani di ipertensione hanno lanciato l’allarme in seguito ai risultati della ricerca condotta dall’Università del Texas su 2.460 studenti dell’età media di 15, delle scuole pubbliche di Houston. La pressione arteriosa dei ragazzi sono stati è stata misurata per un anno e i valori sono stati confrontati con quelli relativi all’indice di massa corporea, ossia sul valore del rapporto fra peso e altezza oggi considerato l’indice più attendibile per valutare sovrappeso e obesità. E’ emerso così che il 36% era sovrappeso, che il 9,5% soffriva di ipertensione, e che i più colpiti erano i ragazzi e le minoranza ispaniche e afro-americane. “Nessuno dei ragazzi obesi e ipertesi era sotto controllo medico – hanno rilevato gli esperti – sebbene per loro fosse molto elevato il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari da adulti”.

L’allarme sull’obesità nei bambini è stato lanciato più volte anche in Europa e in Italia, mettendo sotto accusa la vita troppo sedentaria e l’alimentazione scorretta, troppo ricca di grassi e merendine e troppo povera di frutta e verdura. Sebbene non siano stati condotti in Italia studi analoghi a quelli presentati oggi, che mettono in rapporto obesità e ipertensione. Si calcola però che siano obesi, e quindi potenzialmente a rischio di ipertensione, fra il 20% e il 30% dei bambini fra 7 e 10 anni e che il problema del sovrappeso sia più comune nelle regioni del nord (15%) che in quelle meridionali (25%).

Matteo De Matteis

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