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Il soffio, un rumore quasi sempre innocuo nel cuore del nostro bambino

maggio 20, 2013 10:00 am

E’ normale provare angoscia quando il pediatra ci informa di ascoltare un soffio nel cuore del nostro bambino. In realtà si tratta soltanto di un rumore del tutto fisiologico. Qualche volta, però, è meglio fare accertamenti.

Si definisce soffio al cuore il rumore che produce il sangue passando attraverso le cavità e le valvole cardiache. Normalmente, il passaggio del sangue nel cuore e attraverso le valvole è silenzioso. Quando invece si fa turbolento e quindi percepibile, lo specialista lo può avvertire auscultando il cuore con il fonendoscopio. Il soffio al cuore di tipo innocente è molto diffuso: chiunque può esserne soggetto. Particolarmente predisposti sono i bambini, il cui apparato cardiovascolare, ancora in via di formazione, è iperattivo. Il sangue dei bambini e dei ragazzi scorre molto velocemente all’interno di vasi sanguigni elastici, il battito cardiaco è frequente: è quindi possibile che si formino dei vortici all’interno del cuore e non causano problemi. I genitori non si devono quindi preoccupare se durante una visita il pediatra afferma che il bambino ha il soffio al cuore innocente o fisiologico. Non si tratta di un problema ma di una caratteristica che in genere scompare.

Quasi sempre si tratta di un soffio innocente
Se, comunque, i genitori desiderano ulteriori rassicurazioni, possono recarsi con il bimbo da un cardiologo. Questo specialista, grazie alla propria esperienza, può capire se un soffio al cuore è di tipo fisiologico. Durante l’anamnesi con i genitori, è possibile capire lo stato di salute generale del bambino: se è in salute e cresce bene, vuol dire che il soffio al cuore non è legato a disturbi. Nel corso della visita, poi, l’ascoltazione del battito cardiaco con il fonendoscopio fornisce altre preziose informazioni: se il soffio è discontinuo, di breve durata e non occupa tutta la pausa tra i battiti, si tratta di un ulteriore dato che rassicura che il soffio è di tipo innocente. Infine, l’esecuzione di un ecocardiogramma è la conferma definitiva. Questo esame, attraverso l’uso degli ultrasuoni, permette di visualizzare su un monitor l’immagine del cuore e di valutarne la funzionalità. In alcune situazioni, il medico può avvertire il soffio al cuore a causa di una temporanea modificazione di funzioni nell’organismo. In questo caso si parla di soffio al cuore funzionale. Questo si verifica in tutte le circostanze in cui la velocità del sangue aumenta, per esempio quando si ha la febbre o anemia.

Qualche volta è un problema organico
Si parla di soffio al cuore organico quando il rumore che si avverte auscultando il cuore è il segnale di qualche disturbo che riguarda il muscolo cardiaco o le valvole. Per avere una conferma definitiva, è necessario eseguire un esame specifico, già menzionato, che si chiama ecocardiografia o, più precisamente, eco-color-doppler. L’indagine si esegue facendo scorrere sul petto una sonda che emette ultrasuoni. Questi attraversano il corpo e causano echi di ritorno che permettono di ricostruire le immagini del cuore su un monitor. La differenza con la normale ecografia è che in questo esame viene aggiunta la metodica del doppler, che consente di valutare l’intensità e la direzione del flusso di sangue. Quindi permette di verificare la presenza di eventuali anomalie del flusso stesso. Infine, l’impiego del colore rende un’immagine più nitida e di più facile interpretazione. Il soffio al cuore organico, nei bambini, può essere dovuto a difetti congeniti, o conseguenti ad infezioni da streptococco beta emolitico gruppo B – un batterio responsabile, tra l’altro, di forme serie di mal di gola o tonsillite – non curate o curate in modo scorretto. L’uso degli antibiotici per la cura delle tonsilliti negli ultimi anni ha ridotto l’incidenza del problema. Il soffio al cuore organico indica dunque che non tutto, nel cuore, funziona a dovere. Se il disturbo è lieve può essere tenuto sotto controllo con la sola osservazione clinica o mediante l’uso di farmaci, con modalità e indicazioni fornite di volta in volta dallo specialista. Se il disturbo è così serio da comportare un rischio per la vita o il benessere di una persona, può rendersi necessario l’intervento chirurgico o il trattamento in corso di cateterismo cardiaco. Questo viene eseguito in ospedale in seguito a ricovero e dopo tutti gli opportuni accertamenti. La maggior parte delle malformazioni cardiache congenite può essere corretta chirurgicamente o in cateterismo, con buoni risultati.

Giorgia Andretti
Consulenza della prof.ssa Ornella Milanesi
Responsabile del servizio di Cardiologia pediatrica
Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova

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