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Con la morfologica è oggi possibile controllare il cuore del bambino

gennaio 28, 2013 9:30 am

Per ogni sospetto di cardiopatia, è possibile eseguire sul bambino ancora nel pancione ecografie precise e sofisticate, che permettono di mettere in evidenza disturbi anche minimi e intervenire per tempo.

Attorno alla 20-22a settimana, la coppia ha un appuntamento importante ed emozionante nella storia di ogni gravidanza: l’ecografia morfologica. Si tratta di un’indagine ormai eseguita di routine ed è una delle tre ecografie da effettuare nei nove mesi. La prima viene eseguita poco dopo aver scoperto di essere in attesa, ossia attorno alla 8a-10a settimana. Questa è necessaria per confermare l’annidamento dell’embrione nell’utero: si può anche sentire il minuscolo cuore pulsare a una frequenza incredibilmente elevata. La terza ecografia si effettua all’inizio dell’ottavo mese, più o meno alla 32a settimana. Va effettuata per assicurarsi la buona crescita e verificare lo stato di tutti gli organi.

La prima, importante indagine per il cuore
L’ecografia morfologica viene spesso considerata come l’appuntamento con il ginecologo per scoprire il sesso del feto. In realtà, questo è solo un aspetto secondario di questo esame: certo, in alcuni casi è possibile scoprire se la creatura è posizionata in modo tale da lasciar intravedere il suo sesso, cioè se è un maschietto o di una bambina, ma non tutti sono curiosi di saperlo, perché preferiscono la sorpresa. E perché, prima di tutto, desiderano sapere ciò che più conta: se il bambino sta bene e non abbia problemi nell’accrescimento. L’ecografia permette tutto questo: è uno scandaglio i cui ultrasuoni riescono a raggiungere il buio del ventre materno, ad attraversare organi e tessuti e poi, raccolti da una speciale apparecchiatura, mettono in evidenza su un monitor le strutture e i movimenti del bambino. Un tempo le ecografie erano solo in bianco e nero e bidimensionali. Oggi, con le apparecchiature più sofisticate, si possono vedere immagini del proprio bambino a colori e in tre dimensioni, quindi estremamente realistiche. Un’esperienza emozionante per la coppia, soprattutto se il ginecologo ecografista sarà rassicurante sul fatto che tutto sta procedendo nel modo migliore.

Quando occorre approfondire l’indagine
Talvolta, però, l’esperto nota qualcosa di poco chiaro: può essere un movimento a carico del cuore, una piccola anomalia, qualcosa che necessita di un approfondimento, nella maggior parte dei casi non è nulla di serio. Spesso si tratta solo di un’impressione, di un dubbio da escludere: ma, trattandosi di un organo come il cuore e avendo gli strumenti diagnostici a disposizione, anche la minima incertezza va approfondita e il dubbio va fugato. Infatti le cardiopatie congenite, ossia presenti alla nascita, possono essere causa di problemi seri per i bambini, anche se sono rare: secondo gli esperti, la loro incidenza varia da 2 ad 8 per mille nati. È quindi essenziale che sia effettuata una indagine il più possibile precisa del cuore fetale. Nel caso in cui l’ecografia morfologia abbia messo in rilievo una sospetta anomalia, oppure una donna sia a rischio (per età, stile di vita, malattie precedenti, presenza di cardiopatie in famiglia), può essere necessario effettuare l’ecocardiografia, lo studio più approfondito del cuore. È essenziale riconoscere le cardiopatie già nell’utero: infatti, se un problema è già noto, è possibile intervenire con trattamenti medici oppure chirurgici, presso i reparti di chirurgia cardiaca neonatale presenti nei maggiori ospedali pediatrici italiani.

Si effettua soprattutto sulle mamme a rischio
Secondo le linee guida della Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica , l’ecocardiografia fetale si effettua in caso di infezioni del bambino, malattie materne come diabete o malattie autoimmuni, familiarità per cardiopatie, ossia avere già avuto figli con cardiopatie congenite, o genitori con cardiopatie congenite. Si effettua anche se la madre ha avuto problemi di alcolismo, assunto antidepressivi al litio, anticonvulsivanti o derivati della Vitamina A: tutti questi farmaci possono influire sullo sviluppo corretto del cuore del bambino. Anche anomalie cromosomiche nel feto, difetti precoci dell’accrescimento fetale, aritmie cardiache serie e ripetute possono suggerire l’esame. L’ecocardiografia fetale deve essere eseguita da operatori specializzati, con strumenti sofisticati, con l’utilizzo anche del colore e del doppler pulsato per poter visualizzare le varie strutture anatomiche su tre piani contemporaneamente ed effettuare al computer la ricostruzione tridimensionale. Questa tecnica, se ben eseguita, permette di aumentare le possibilità diagnostiche dell’ecocardiografia fetale. È bene precisare che alcuni fattori come l’obesità materna o la particolare disposizione del feto dell’utero possono rendere l’indagine un po’ più difficoltosa.

Dott.ssaRosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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