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Cuore del feto, i controlli ecografici per controllarlo

marzo 12, 2018 10:00 am

Il cuore del mio bambino sarà sano? Grazie alle moderne tecnologie di indagine ecografica è possibile visualizzare anatomia e funzionamento del sistema cardiaco del feto

Una delle preoccupazioni più frequenti dei genitori in attesa è che il piccolo abbia qualche anomalia funzionale o bioelettrica a carico del cuore. In effetti, le malformazioni congenite del cuore sono abbastanza frequenti e colpiscono circa 8 neonati su ogni 1000 nati. Ci sono però due buone notizie a mitigare le preoccupazioni: la prima è che oggi, grazie ai progressi della cardiochirurgia, la maggior parte delle anomalie del cuore riescono a essere risolte. Inoltre, se le alterazioni si scoprono presto, ancora nel ventre materno, è possibile intervenire con maggiore celerità.

 

Come funziona l’ecografia

Il cuore si forma nelle prime settimane di gravidanza e già dalla sedicesima settimana può essere indagato ecograficamente. Per questo motivo, a questa epoca gestazionale si effettua la cosiddetta ecografia morfologica, permette infatti di individuare eventuali alterazioni. L’ecografia si avvale di onde sonore ad altissima frequenza, non udibili dall’orecchio umano, indirizzate all’interno dell’utero della gestante da una sonda, intrisa di gel e passata più volte sul ventre materno. Gli ultrasuoni raggiungono il corpo del feto e vengono riflessi in modo diverso a seconda della densità dei tessuti che investono. Se l’onda incontra un corpo molto denso – come le ossa e il cranio – ribalza e manda un’eco che viene catturata dalla sonda e trasformata in un’immagine sul monitor di colore bianco o grigio chiaro. Al contrario, se l’ultrasuono incontra un corpo meno denso, come il sangue, viene assorbito completamente e sul monitor compare un’immagine nera o grigio scuro. Oggi esistono anche apparecchi di ultima generazione, che permettono una visione tridimensionale del feto e questo consente di scoprire valutare la funzionalità cardiaca.

 

A volte è necessario approfondire

Se alla morfologica non appare nulla di anomalo, la successiva ecografia viene fissata attorno alla 32 settimana. Se al contrario il radiologo ha qualche dubbio, suggerisce un’ecografia del cuore fetale: questa può essere indicata anche alle donne mamme di bambini con cardiopatia congenita in occasione delle loro successive gravidanze, oppure quando la gestante soffra di malattie quali il diabete, o assuma medicine per l’epilessia, o altri farmaci che possano nuocere al concepimento. Una diagnosi precoce di malformazione permette di adottare per tempo le misure terapeutiche necessarie a curare il disturbo e a garantire al bambino le più alte probabilità di sopravvivenza e una migliore qualità della vita stessa. L’ecocardiografia fetale non crea disturbo né alla madre né tantomeno al feto. L’indagine richiede un tempo abbastanza lungo e va eseguita da un medico con competenze adeguate in cardiologia pediatrica o di un ginecologo che lavora in collaborazione con un cardiologo pediatra Entrambe le figure sono aggiornate sui progressi delle cure mediche e chirurgiche dei problemi cardiaci del bambino. L’ecocardiografia fetale permette di diagnosticare alterazioni del ritmo cardiaco o malformazioni del cuore, per le quali oggi esistono opzioni terapeutiche in grado di assicurare una buona qualità della vita.

 

Lina Rossi

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