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L’allergia da cellulare è in aumento, la colpa è dei componenti al nichel

maggio 30, 2014 9:30 am

Sempre più italiani lamentano fastidi simili all’allergia dopo aver usato smartphone e cellulari. Nemmeno i bambini e i ragazzi ne sono immuni, visto che l’uso dei telefonini si sta diffondendo sempre di più anche tra i piccoli.

Smartphone e altri apparecchi portatili: oltre a essere sul banco degli imputati per sospetti danni neurologici come i deficit di memoria e attenzione, fino ai tumori, oggi sappiamo con certezza che sono responsabili di reazioni allergiche da contatto e dermatiti, soprattutto nei bambini. Secondo i risultati di un lavoro pubblicato sulla rivista ‘Pediatric Allergy, Immunology, and Pulmonology’, molti modelli in commercio rilasciano tracce di metalli e per l’esattezza: nickel e cromo, sufficienti a indurre una dermatite allergica da contatto. Gli esperti coordinati dal dottor Jacob Thyssen dell’università di Copenaghen e ospedale Gentofte hanno passato in rassegna i dati presenti in letteratura e associato i casi di dermatite allergica da contatto all’uso crescente di smartphone. È emerso che i casi di dermatite allergica e di allergia da contatto, localizzate nelle aree a contatto con il telefonino – guancia, orecchio, ma anche palmo della mano – sono aumentati nei soggetti a rischio negli ultimi anni, da quando si sono diffusi in massa i telefonini.

Arrossamento e vescicole dove poggia il cellulare
A parere degli esperti, nel nostro paese sono molte le persone soffrono di dermatite da telefono cellulare, scatenato di solito dal nichel, che è un metallo spesso allergenico. Qualche volta, ma con meno frequenza, può essere il cromo responsabile delle reazioni. Queste si presentano come una dermatite localizzata intorno all’orecchio e sull’orecchio stesso, oltre che nella zona della guancia e della mano. I segni sono quelli di una tipica dermatite da contatto: arrossamento, prurito, vescicole concentrati in una zona molto circoscritta, che fa pensare subito al cellulare. Nichel e cromo, secondo uno studio americano, sono presenti nelle parti metalliche di quasi tutti i telefonini, nonostante le leggi che cerchino di regolamentare l’utilizzo di questi elementi. Uno studio condotto dagli esperti della Brown University di Providence, in Rhode Island, ha analizzato 22 modelli di telefonino tra quelli più popolari e venduti, e verificato che ben dieci modelli del totale contenevano nichel.

Come proteggersi dall’allergia al telefonino
Esistono norme europee che definiscono le quantità ammesse in alcuni prodotti, come la bigiotteria: questo però non avviene per i cellulari la cui produzione non è regolamentata in tal senso, eppure questi dispositivi restano a contatto con la pelle molto tempo durante la giornata. Più colpiti, infatti, proprio i giovanissimi che li usano per più di un’ora e mezza al giorno. E’ molto difficile, quando si acquista un telefonino, sapere se contiene nichel o cromo. Se si soffre di allergia, quindi, è preferire acquistare un cellulare che abbia le parti esterne in plastica. Inoltre, in commercio sono disponibili semplici kit che consentono di rilevare la presenza del nichel. È anche opportuno rivestire con una copertura protettiva in plastica o tessuto. Ovviamente, ridurre l’uso del cellulare, usare il vivavoce o gli auricolari è un modo per difendersi dalle allergie. Una volta che la dermatite si è manifestata, bisogna intervenire con i classici farmaci impiegati in caso di allergie cutanee, come creme a base di antistaminici o cortisonici, è comunque buona norma interpellare sempre lo specialista della pelle prima di usare qualsiasi prodotto farmaceutico.

Lina Rossi

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