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Come difendersi dalle reazioni allergiche da api e vespe

luglio 10, 2015 9:34 am

Api, vespe e calabroni sono un contatto ravvicinato frequente e doloroso. La puntura è causa di una reazione allergica anche seria.

Soprattutto con la bella stagione, in giardino, sulla spiaggia o anche semplicemente sul balcone di casa, è comune imbattersi negli imenotteri, insetti della cui famiglia fanno parte le api, le vespe, i calabroni e i bombi. Quando il loro ronzio anticipa la vicinanza è bene prestare attenzione: con il caldo diventano più nervosi e aggressivi, e quindi pungere con più facilità. La puntura, oltre che dolorosa, può causare shock anafilattico nei soggetti predisposti all’allergia al loro veleno. Ecco come fare per difendersi.

Impariamo a riconoscerli
Innanzitutto, è utile imparare a riconoscerli, soprattutto per evitare di disturbarli involontariamente. Maggiore attenzione deve essere posta verso le vespe, tra gli imenotteri sono le più aggressive e possono dare reazioni allergiche. Nidificano sottoterra, oppure dentro alberi cavi, o ancora in prossimità di cumuli di pietre e vecchi legni. Inoltre, in estate tendono a radunarsi vicino ai cestini dei rifiuti e alla pozze d’acqua per bere. Anche i calabroni sono pericolosi: somigliano alle vespe ma sono più grossi e hanno il caratteristico colore giallo tendente all’arancio. Solitamente nidificano in campagna: la loro puntura, molto dolorosa, causa un’infiammazione responsabile di gonfiore e di edemi. Se pungono vicino alla gola il rischio di soffocare potrebbe diventare una realtà. Decisamente più innocue sono le api ed i bombi, nonostante quest’ultimi siano più grandi ed abbiano un aspetto poco rassicurante. L’ape è poco aggressiva, a meno che non sia minacciata direttamente o non ci si trovi vicini all’alveare. In ogni caso, secondo gli esperti sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti e se questo accade ecco cosa fare: lavare bene la parte e assicurarsi che il pungiglione non sia rimasto sotto la pelle. In questo caso sarà opportuno rivolgersi a un medico in quale provvederà a rimuoverlo e a disinfettare la parte. Del ghiaccio applicato localmente e un antidolorifico del tipo paracetamolo, a leniscono il dolore. La pomata al cortisone va applicata solo se il medico lo ritiene opportuno.

E, se compare la reazione allergica
Facciamo il possibile per non essere punti perché da 1 a 8 persone su 100 sviluppano una reazione allergica senza essere a conoscenza delle conseguenze. L’allergia al veleno degli Imenotteri può provocare dal 2,4% al 26% una reazione localizzata o severe reazioni di tipo respiratorio e cardiocircolatorio velocemente ingravescenti con circa 10 decessi all’anno. L’immunoterapia specifica è l’unica terapia in grado di regolare la risposta immunitaria nei soggetti allergici, proteggendoli da successive reazioni nel lungo termine. Questa terapia è consigliata a bambini e adulti che hanno evidenziato reazioni generali e che presentino test cutanei e sierologici positivi. L’efficacia protettiva dell’Immunoterapia è stimata intorno al 90%. Nei soggetti la cui risposta allergica è presente è bene avere sempre a portata di mano l’auto iniettore di adrenalina, lo strumento medico che consente di iniettare l’adrenalina in circa 10 secondi, così da limitare i sintomi delle reazioni allergiche più gravi, come lo shock anafilattico. Viene prescritto dall’allergologo ed è bene averlo sempre con sé, soprattutto se ci si reca in luoghi dove ci sono insetti: campagne, giardini, boschi.

Giorgia Andretti

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