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Linfonodi gonfi nei bambini: niente paura può essere una banale infezione

novembre 4, 2014 9:56 am

E’ normale preoccuparsi se nel collo dei bambini si palpano i linfonodi ingrossati, quasi sempre il rigonfiamento è soltanto il sintomo di una banale infezione alla gola, alle orecchie, ai denti o al naso, insomma nulla di importante

I linfonodi sono formazioni di tessuto linfatico localizzati nei punti di diramazione dei vasi linfatici, spesso uniti a grappoli e sono concentrati soprattutto a livello delle cavità ascellari, ai lati del collo e nella zona inguinale. La loro funzione è produrre cellule del sangue deputate alla difesa dell’organismo dei confronti di batteri e virus. In condizioni normali, ossia quando una persona è sana, i linfonodi non si apprezzano al tatto, soprattutto da una persona non esperta. Perché siano palpabili devono essere ingrossati: quando questo avviene, è bene segnalare al pediatra il problema, perché può essere necessario effettuare esami del sangue e una visita approfondita. Solo così è possibile stabilire la causa del gonfiore.

Quasi sempre è colpa di un’infezione
I linfonodi ingrossati sono spesso un disturbo benigno, questo succede soprattutto nella stagione fredda, quando un bambino entra più facilmente in contatto con virus e batteri che si diffondono nelle aule scolastiche e negli ambienti chiusi. Gli agenti nocivi attivano la risposta di difesa dell’organismo attivando i linfociti e questo causa gonfiore dei linfonodi. Può anzi essere un segno positivo, legato al fatto che il sistema immunitario di un bambino è ben funzionante. Spossatezza e febbre possono essere legate all’infezione stessa e vanno affrontate con riposo e un antipiretico adatto ai più piccoli. Anche la mononucleosi spesso è legata all’ingrossamento dei linfonodi. È detta romanticamente – malattia del bacio – perché si trasmette anche solo con un bacio sulla bocca: infatti è molto diffusa tra i più giovani. Si diffonde tuttavia anche nelle mense scolastiche o nelle scuole, luoghi in cui ci si scambiano posate, bicchieri, oggetti non ben puliti. È causata da un Herpesvirus detto di Epstein-Barr e, quando colpisce una persona, si diffonde facilmente tra quelli che le stanno attorno. Ha un’incubazione lunga, anche di 30-45 giorni. Compaiono quindi febbre, dolori articolari, mal di testa, ingrossamento delle ghiandole linfatiche e della milza, colorazione giallastra delle mucose degli occhi e agli esami del sangue, le transaminasi – sostanze prodotte dal fegato – risultano elevate.

Potrebbe essere un dente cariato
I linfonodi ingrossati, soprattutto a livello del collo e del sotto gola, possono essere collegati a un problema dentario, come una carie profonda non curata. Infatti spesso nei bambini le carie non sono dolorose ma arrivano velocemente in profondità proprio a causa della morbidezza dei tessuti dentari. L’infiammazione dovuta alla carie o al dente incluso si trasmette al sangue e i canali linfatici hanno il compito di produrre linfociti per combattere l’infiammazione stessa e per drenare gli agenti infettivi che si trovano nel tessuto gengivale e alla radice del dente. In questi casi è opportuno parlarne con il dentista, che può effettuare indagini come una radiografia panoramica della zona. Il disturbo si risolve curando la carie stessa oppure procedendo all’estrazione del dente del giudizio. Il dentista potrà poi suggerire una cura a base di antibiotici e di antinfiammatori, ma può essere necessario qualche giorno prima che il linfonodo si sgonfi.

Giorgia Andretti

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