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Bronchiolite: è un’infezione virale ai danni dei piccoli rami dei bronchi

marzo 26, 2014 2:47 pm

L’infezione viene attivata dal Virus Respiratorio Sinciziale, oltre nelle prime vie respiratorie, l’infezione si addentra fino nei rami più piccoli dei bronchi, i bronchioli, intrappolandone l’aria all’interno.

Secondo gli esperti, tutti i bambini prima dei due anni di età contraggono un’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale o VRS, un agente patogeno che spesso viene affrontato dal sistema di difesa dell’organismo, ma che nel 20 per cento dei casi causa la bronchiolite, l’infiammazione deve essere ben curata perché potrebbe evolvere in asma.

Le cause della bronchiolite
Il Virus Respiratorio Sinciziale si diffonde in epidemie periodiche, che precedono e seguono la diffusione dell’influenza. Le stagioni intermedie sono i periodi più a rischio, soprattutto marzo ed aprile. Il periodo di incubazione è di circa quattro giorni: compaiono quindi sintomi alle vie respiratorie, simili a quelli di un forte raffreddore. I bambini infetti possono diffondere il virus nell’ambiente attraverso le goccioline di saliva. Queste raggiungono altri soggetti che le inalano e contraggono a loro volta l’infezione e se, sono in una fase di debolezza immunitaria o hanno già una forma di bronchite, si può sviluppare la patologia conclamata: la bronchiolite, la forma più seria di bronchite che si manifesta con leggera febbre, tosse persistente, mancanza di fiato e un una sorta di fischio prodotto durante la respirazione. In genere colpisce prima dei 18 mesi di età. La bronchiolite non va trascurata perché può evolvere in asma.

I segni tipici della bronchiolite
Il pediatra non ha difficoltà a diagnosticare una bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale. Oltre alla presenza di tosse e mancanza di fiato, sono tre i segnali caratteristici:
– il bambino allarga le narici cercando di respirare;
– il colorito tendente al bluastro perché non c’è abbastanza ossigeno nell’organismo;
– il torace si alza e si abbassa in fretta perché il bambino fatica a respirare. Un tampone che analizza il secreto nasale conferma i sospetti del pediatra. A questo punto si somministrano antibiotici se il bambino ha avuto anche la bronchite. La bronchiolite, invece, si cura tenendo il piccolo in un ambiente umidificato, spesso sotto speciali tende, per favorire la respirazione. L’ossigenoterapia e di fondamentale importanza: il bambino deve indossare la maschera di ossigeno e portare una flebo di soluzione fisiologica per prevenire la perdita di liquidi indotta dalla febbre sia dall’evaporazione di liquido attraverso il respiro accelerato. La cura solitamente si esegue in ospedale e dura dai due agli otto giorni.

Un farmaco per prevenire la bronchiolite
Il 50 per cento dei bambini colpiti da bronchiolite, dopo la cura di quest’ultima e la dimissione dall’ospedale, va incontro problemi di asma. Perché questo non avvenga, è possibile utilizzare farmaci specifici già usati per l’asma di tipo allergico. Si trova sotto forma di bustine che vanno somministrate per bocca. Un primo studio ha testato l’efficacia di questa sostanza a breve termine – 28 giorni, un secondo a lungo termine – un anno: in entrambi i casi i risultati sono positivi. Sono anche allo studio anticorpi monoclonali da somministrare al bambino fin dall’epoca neonatale. Questo approccio, utile nella prevenzione della bronchiolite, in futuro potrebbe rivelarsi efficace per prevenire l’asma. Sono però necessari nuovi studi e nuove conferme.

Sahalima Giovannini

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