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Pur essendo pacifici i gatti possono mordere: la disinfezione è d’obbligo

febbraio 21, 2014 9:30 am

Può accadere di venir morsi da un gatto mentre lo si accarezza dove lui non gradisce. Si tratta di ferite da non sottovalutare: la loro profondità può favorire l’ingresso dei batteri. È quindi necessaria una buona disinfezione.

Conoscerli e amarli è un tutt’uno: i gatti, questi meravigliosi felini sono creature affascinanti, misteriose e anche tanto coccolone. Si tratta però di animali che amano la loro indipendenza e che non apprezzano i giochi un po’ pesanti e le coccole non richieste, anche quando queste vengono dai loro padroni. I bambini sono ancora più a rischio degli adulti perché spesso, senza volere, esagerano nel volere accarezzare o manipolare il micio anche quando questi non vuole. È quindi importante insegnare ai bambini il rispetto dell’animale: mai tirargli le orecchie e la coda o stringerlo eccessivamente quando il gatto vuole svincolarsi.

Una ferita che può infettarsi
Se un gatto morde o graffia, può causare disturbi anche seri. I denti aguzzi dei felini possono favorire l’ingresso dei batteri fino nel profondo dei tessuti. Lo ribadisce una ricerca della Mayo Clinic, negli Usa, pubblicata sulla rivista Journal of Hand Surgery. Gli studiosi hanno analizzato 193 pazienti con ferite alla mano provocate dal morso del gatto per tre anni, scoprendo che circa uno su tre era stato ricoverato in ospedale per le ferite riportate e due terzi avevano dovuto fare ricorso alla chirurgia, in alcuni casi anche a quella ricostruttiva. Le più colpite sono risultate essere le donne di mezza età, quelle che avevano in media 49 anni. Non tutti coloro che sono stati colpiti da un morso di un gatto sono ricorsi subito alle cure ospedaliere secondo quanto evidenzia lo studio: solo 36 pazienti, infatti, si sono recati subito in Pronto Soccorso, mentre ben 154 si sono curati con antibiotici orali. Lo studio fa capire però che è importante non sottovalutare i morsi dei gatti: il discorso vale ovviamente per i felini domestici, ma ancora di più per i mici sconosciuti che si possono talvolta incontrare per strada.

Malattia da graffio del gatto
La malattia da graffio del gatto o Cat Scratch Disease è trasmessa da batteri come la Bartonella henselae, che si diffonde tra i gatti attraverso le pulci. Queste, abitando nella pelliccia del felino, quando ne succhiano il sangue lo infettano. Nel gatto, il batterio può vivere anche per anni senza che l’animali sia soggetto ad alcun tipo di problema. Soltanto in qualche raro caso l’animale può essere soggetto ad innalzamento della temperatura corporea o ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Nella maggior parte dei casi, però, la presenza del batterio è del tutto asintomatica. Dal sangue del gatto, il batterio invade le ghiandole salivari. Da qui, attraverso il meccanismo di leccarsi che il gatto compie con le operazioni di pulizia, il batterio raggiunge le unghie. Di conseguenza, quando la bestiola graffia o morde per gioco o per difesa, una persona, può trasmettere il batterio attraverso le lesioni che gli provoca sulla pelle. In pratica, il batterio giunge a contatto del sangue della persona e lo infetta. Dopo qualche giorno, attorno alla zona della ferita compare un alone di arrossamento e si forma una vescica. I linfonodi si gonfiano e la persona è soggetta a malessere generale, mal di testa, debolezza. A volte questi sintomi fanno sì che il disturbo venga confuso con la mononucleosi.

Come affrontare la ferita
Se si viene morsi o graffiati da un gatto, anche se si tratta di un gatto domestico e in apparenza sano, è bene non sottovalutare il danno. La ferita va lavata con abbondante acqua corrente e sapone per eliminare le tracce di saliva del gatto e lo sporco. Quindi si disinfetta con abbondante acqua ossigenata o un altro disinfettante non alcolico. Infine, è bene applicare una crema cicatrizzante o, se la ferita è profonda, una pomata a base di antibiotici, da applicare per almeno due giorni. Nei casi più seri, il medico può prescrivere una cura a base di antibiotici da seguire per alcuni giorni. Per limitare il rischio è bene tenere il proprio gatto di casa in perfette condizioni di salute, sottoponendolo a regolari vaccinazioni, visite dal veterinario e avendo cura della sua igiene.

Lina Rossi

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