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La prevenzione delle patologie infettive deve iniziare dalla scuola

febbraio 11, 2014 9:30 am

I pediatri della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica –SITIP – ribadiscono l’importanza della prevenzione di pediculosi, scabbia e infezioni varie attraverso screening di controllo regolari per tutti i bambini.

Le malattie infettive costituiscono da sempre nel nostro Paese uno dei principali problemi di Sanità Pubblica e i più colpiti sono proprio i bambini, il loro sistema immunitario è immaturo e la socializzazione con altri bambini favorisce la diffusione di agenti patogeni. Un’efficace prevenzione di molte infezioni si ottiene attraverso misure di controllo nelle comunità scolastiche ma, soprattutto, attraverso visite mediche e screening effettuati sui bambini con regolarità, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente per evitare epidemie e anche per prevenire altre patologie come sovrappeso, obesità e ipertensione. L’ambito familiare rimane fondamentale per la prevenzione ed è per questo motivo che è importante che la famiglia possieda tutte le opportune informazioni per esercitare un controllo efficace della salute dei propri figli.

Controlli attenti nella società multietnica
Quando nella comunità scolastica sono presenti bambini stranieri, il controllo del loro stato di salute appare più complesso, infatti loro potrebbero non avere il pediatra di base se irregolari. Nel caso di bambini stranieri che frequentino le scuole italiane è necessario fare in modo che prima dell’ingresso in una comunità scolastica effettuino dei controlli sanitari. Questo consentirebbe da una parte, di favorire l’accesso alle cure dei malati che magari non sanno di avere bisogno di certe terapie e, dall’altra, di identificare e prontamente curare infestazioni e/o malattie come pediculosi, scabbia, parassitosi e quelle più gravi come la tubercolosi, evitando che siano trasmesse ad altri. La catena epidemiologica di importanti malattie infettive può essere interrotta con la regolare e continua adozione di una serie di precauzioni universali da utilizzare indipendentemente dall’insorgenza di malattie. Le pratiche di prevenzione dovrebbero essere adottate sia in ambiente familiare sia in ambienti di vita collettiva come, ad esempio, il lavaggio frequente delle mani; l’utilizzo strettamente individuale di oggetti quali salviette, spazzolini da denti, pettini, biancheria personale, scarpe e cappelli; la detersione e sanificazione di giochi che possono essere imbrattati di saliva.

Parassiti sulla pelle e all’interno
Tra le infestazioni e le malattie infettive a carattere contagioso più frequenti nelle collettività scolastiche, i pediatri di SITIP si soffermano in particolare sulla pediculosi del capo, la scabbia e le parassitosi intestinali. La pediculosi del capo è una infestazione del cuoio capelluto, soprattutto regione retro-auricolare e nucale, da parte di pidocchi adulti, larve o uova – lendini e si trasmette solo per contatto diretto e prolungato tra testa e testa infetta. La pediculosi è spesso asintomatica ma può provocare prurito intenso e lesioni da grattamento e sovrainfezioni batteriche. La scabbia è una malattia parassitaria della cute causata da un acaro e si trasmette per contatto diretto cute-cute. Inizia con piccole macchie rosse ed un intenso prurito, soprattutto notturno. Nei bambini al di sotto dei due anni, l’eruzione è spesso vescicolare con frequente localizzazione alla testa, collo, palmo delle mani e pianta dei piedi. Nei bambini più grandi e negli adulti vengono colpite in modo particolare le pieghe interdigitali – tra dito e dito, la zona dei polsi, gomiti e le pieghe ascellari. L’incubazione è di solito di 4-6 settimane. Le parassitosi intestinali, soprattutto l’infezione da ossiuri – vermi dei bambini, sono causate da un’ingestione inconsapevole di microscopiche uova di ossiuri che si possono trovare su superfici tra cui biancheria da letto, asciugamani, vestiti, cibo, bicchieri, utensili della cucina o giocattoli. L’infezione può essere asintomatica o essere caratterizzata da intenso prurito intorno alla zona anale. Le uova passano nell’apparato digerente per schiudersi nell’intestino tenue, da qui continuano il loro percorso fino all’intestino crasso, per poi migrare verso la zona intorno al retto. Le uova sono, purtroppo, piuttosto resistenti e possono rimanere vitali e quindi infettive, in un ambiente adatto fino a tre settimane. Si combattono con l’assunzione per bocca di medicinali specifici e con una attenta igiene.

Sahalima Giovannini

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