Famiglia: Leggi e Diritto

Alimentazione, le cattive abitudini si apprendono in famiglia

14 giugno 2012 in Pediatria

mangiare a tavola con i bambini

Gli italiani mangiano grasso, salato e si muovono poco: tutto questo predispone all’aumento di colesterolo, ipertensione e disturbi cardiaci. I bambini senza rendersi conto imitano i genitori e avranno gli stessi problemi.

Nell’immaginario collettivo, l’Italia è la patria della sanissima dieta mediterranea, a base di frutta, verdura, pesce e di un filo di olio d’oliva. Come mai, allora, gli italiani hanno sempre di più il colesterolo alto e soffrono di ipertensione? Perché stanno progressivamente abbandonando le buone abitudini alimentari e seguono uno stile di vita molto vicino a quello dei paesi anglosassoni, soprattutto degli Usa. Consumano alimenti ricchi di grassi, salati e si muovono sempre meno. Sono i poco confortanti risultati emersi da un’indagine condotta dall'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare Iss-Anmco -Istituto superiore di sanità-Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri - Health Examination Survey, presentati di recente a Roma, alla vigilia del congresso nazionale Anmco di Firenze.

Le brutte abitudini degli italiani
Secondo le raccomandazioni dell’OMS, la quantità di sale al giorno dovrebbe limitarsi a 5 grammi. Invece, gli italiani ne consumano più del doppio: 11 grammi e nemmeno le donne sono molto virtuose, con 8 grammi a testa ogni giorni. Si mangia troppo salato. La quantità più elevata sul consumo di sale è in Calabria e Basilicata, gli uomini ogni giorno assumono addirittura 12 grammi di sale. Si pratica troppo poco sport o, in generale, ci si muove poco a piedi: ben il 31% degli uomini e il 42% delle donne non pratica nessun tipo di sport nel tempo libero. È soprattutto al sud che ci si muove poco e non si praticano sport e dove l’obesità è in crescita. In crescita, invece, il diabete: ben il 14% degli uomini e il 9% delle donne ha la glicemia alta. Eppure una persona su quattro ignora di avere questo problema. Il problema di base èi bambini incamerano le diseducative abitudini dei genitori. Lo fanno notare i pediatri e gli esperti di medicina dello sport, secondo i quali a causa dell’alimentazione scorretta, del sovrappeso in aumento e della sedentarietà, l’incidenza dell’ipertensione in età pediatrica varia tra il 4 e il 6 per cento.

Rischiano di più i figli di genitori ipertesi
I figli di persone con problemi di ipertensione hanno maggiori probabilità di essere ipertesi già in età pediatrica rispetto ai figli di chi ha la pressione normale. Il problema è dovuto a cause fisiche, come, per esempio, una maggiore “robustezza” delle pareti delle arterie, ma anche ad abitudini di vita. Quando all’interno di un nucleo famigliare si mangia troppo e, soprattutto, si preferiscono alimenti ricchi di sale e di zuccheri, i bambini tendono ad alimentarsi come i genitori. Questo predispone alla pressione alta, che viene definita essenziale e rappresenta circa il 15-30 per cento dei casi di ipertensione infantile. Non va trascurato il problema dei chili di troppo in età infantile: potrebbero essere il segnale che il piccolo si sta avviando ad avere problemi di sovrappeso o in vera e propria obesità. Questa malattia è in aumento già tra i bambini in età prescolare: dati recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità -OMS dicono che in Italia un bambino su dieci è obeso. Le cause che portano all’obesità sono ancora in parte da studiare, ma è certo che solo in minima parte il problema dipende da squilibri ormonali. Sono responsabili la componente genetica, il bambino, cioè, eredita da genitori obesi la tendenza a diventarlo ma soprattutto lo stile di vita e l’alimentazione scorretta.

I pericoli del peso in eccesso nell’infanzia
Sovrappeso e obesità hanno diversi effetti negativi sulla salute. Predispongono a malattie cardiovascolari, al diabete e all’ipertensione. Il cuore di una persona sovrappeso o obesa diventa ipercinetico: questo significa che si verificano reazioni chimiche per cui l’attività del muscolo cardiaco è accelerata, anche per fare in modo che il sangue raggiunga sufficientemente anche la periferia di un corpo relativamente voluminoso. Se un bambino ha qualche chilo di troppo, è bene che i genitori intervengano in fretta, per evitare che i chili in eccesso si trasformino in obesità e altri disturbi in età adulta. Questo è possibile tenendo sotto controllo l’alimentazione. Un bambino dovrebbe fare quattro pasti al giorno: colazione, pranzo, merenda e cena con una corretta suddivisione delle calorie. Prima di tutto, si mangia troppo salato i fuori pasto sono da evitare. La dieta di un bambino dovrebbe comprendere una quota limitata di grassi , soprattutto di origine animale e di proteine. È meglio promuovere il consumo di frutta, verdura, cereali, legumi ricchi di proteine vegetali. Inoltre è importante abituare il bambino a praticare almeno uno sport alla settimana e insegnargli a muoversi il più possibile, semplicemente giocando all’aperto o spostandosi a piedi per andare a scuola.

Giorgia Andretti

TAGS: mangiare a tavola con i bambini

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Le monografie

Le monografie

Le monografie

This website is certified by Health On the Net Foundation. Click to verify. This site complies with the HONcode standard for trustworthy health information:
verify here.