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La prevenzione delle Infezioni Respiratorie Ricorrenti è fondamentale

novembre 19, 2013 11:53 am

Già dal primo anno di vita i bambini sono soggetti a infezioni delle vie respiratorie che si ripetono spesso. Succede a causa di un sistema immunitario ancora immaturo, ma è bene cercare di prevenirle.

Con i freddo arrivano anche la tosse, il raffreddore, la bronchite e l’otite. Chi è mamma lo sa bene: nel corso di un anno le infezioni alle vie respiratorie si susseguono l’una all’altra, spesso lasciando passare solo poche settimane tra i vari episodi. Questo significa disagio per il bambino, impossibilità di frequentare regolarmente il nido o la materna e la necessità di disporre a casa delle cure di un adulto per la supervisione e somministrazione frequente di farmaci. Le infezioni respiratorie, però, oltre che essere curate vanno prevenute: proprio su questo tema hanno focalizzato l’attenzione i pediatri durante il 32° Congresso di Antibioticoterapia in Età Pediatrica, che si è svolto a Milano il 13-15 novembre scorsi. Gli esperti intervenuti hanno invitato a non sottovalutare questi episodi che sono sempre stati considerati – normali – e quasi necessari per sviluppare il sistema immunitario.

Infezioni frequenti, perché si verificano
Dalla fine del primo anno di vita fino all’inizio dell’età scolare il bambino sano va incontro ad almeno 5-6 episodi di infezione respiratoria per anno, con punte che possono arrivare anche ad 8-9 in alcuni casi. Questo succede perché il sistema immunitario è ancora immaturo, ma anche perché i più piccoli sono privi di qualsiasi precedente esperienza immunologica. Inoltre, i precedenti episodi virali causano una riduzione dell’efficienza delle difese. Nei primi anni di vita il bambino ha un sistema immunitario non perfettamente in grado di far fronte all’azione lesiva dei diversi agenti infettivi. Alla sua completa maturazione si arriverà progressivamente nell’arco dei primi 3-4 anni di vita, così che durante tutto questo periodo il bambino è a maggior rischio di contrarre infezioni. D’altra parte, anche quando il sistema immunitario è divenuto perfettamente funzionante, questo non presenterà alcuna memoria immunologica fino a che non avrà avuto il contatto iniziale con specifici agenti patogeni. Da qui il fenomeno per cui ogni prima infezione non può venire affrontata con la stessa capacità di controllo che ha chi ha già prodotto una memoria immunologica e può contrastare con una immediata risposta protettiva un successivo incontro con l’agente infettivo. Le prime infezioni diventano, quindi, assai spesso malattia, contribuendo al problema delle infezioni ricorrenti.

Non sottovalutare nemmeno gli episodi banali
Si tratta spesso di infezioni delle vie aeree superiori, apparentemente banali che però, per la loro frequenza elevata, creano problemi medici, sociali ed economici non trascurabili. La prevenzione riveste, quindi, un ruolo fondamentale per la riduzione delle infezioni respiratorie ricorrenti. Tra gli strumenti più efficaci per prevenire la diffusione di queste infezioni vi è l’utilizzo degli immunostimolanti che devono essere assunti nel periodo di massimo rischio di insorgenza delle infezioni, quindi immediatamente prima e durante il periodo invernale. Secondo uno studio condotto recentemente è stata valutata l’efficacia di uno specifico stimolante dell’immunità. In un campione di piccoli trattati per un periodo di 6 mesi con questo prodotto oppure con il placebo, si è osservato che tra quelli trattati con il farmaco, il 32% ha avuto più di tre infezioni respiratorie nel periodo considerato, mentre il dato saliva al 58% tra i soggetti trattati con placebo. Un altro strumento molto importante è il vaccino antinfluenzale che, come è stato dimostrato da diversi studi condotti in Italia negli ultimi anni, se utilizzato prima dell’inizio della stagione invernale riduce l’incidenza delle IRR e dell’otite media acuta e il vaccino pneumococcico coniugato efficace in alcune forme respiratorie come otite e polmoniti. L’efficacia di questo ultimo vaccino, in particolare, è stata dimostrata in uno studio condotto in Liguria dove si è riscontrata una riduzione significativa dei ricoveri ospedalieri per polmoniti.

Altri modi per controllare le infezioni
Esistono comunque altri importanti strumenti di prevenzione che contribuiscono a ridurre le infezioni. Per esempio sarebbe opportuno tenere a casa dal nido o dalla materna i bambini fino a quando non sono perfettamente guariti, sia per evitare la diffusione di infezioni, sia perché un bambino convalescente è più debole e può quindi tornare ad ammalarsi presto. Inoltre, è assolutamente vietato fumare in presenza di bambini, per l’azione irritante delle sostanze tossiche presenti nel fumo. Negli ultimi anni, inoltre, tra gli strumenti di prevenzione delle IRR si sono diffuse molto le terapie alternative, sebbene siano pochissimi gli studi che realmente dimostrano una loro reale efficacia. Echinacea e propoli sono i preparati più usati ma solo per il secondo vi sono dati raccolti validi su un possibile effetto preventivo nei soggetti con otite media acuta ricorrente. Più valide, invece, risultano le osservazioni fatte sulla vitamina D che oggi è considerata, rispetto a prima, non più solo un fattore di regolazione del metabolismo calcio-fosforico, ma un ormone che esercita molteplici attività di regolazione del sistema immunitario e la cui carenza può essere associata ad una più facile insorgenza di infezioni. Molteplici studi hanno dimostrato, infatti, una stretta correlazione tra carenza di vitamina D e rischio infettivo. Recentemente è stato anche dimostrato che bambini con otite media acuta ricorrente sono frequentemente carenti di vitamina D e che il ripristino di valori sierici normali riduce l’incidenza di nuovi episodi di otite.

Giorgia Andretti
Consulenza della Prof.ssa Susanna Esposito
Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura
Fondazione IRCCS Cà Granda, Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano
Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP)

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