Mai abbassare la guardia con i bambini, in coma per un cerotto antidolorifico
17 aprile 2012 in Pediatria

Un bimbo di tre anni è entrato in coma dopo l’applicazione di un cerotto medicato su di una ferita. La nonna, pensando di far bene ha utilizzato il cerotto purtroppo non adatto ai minori. Ora è fuori pericolo.
Finire in coma a tre anni per un farmaco somministrato per sbaglio. Un farmaco non assunto per via orale, ma assorbito per via trans dermica. Un cerotto di quelli che gli adulti usano quando hanno dolori osteoarticolari, muscolari, strappi e così via. Un cerotto che aiuta a stare meglio, se l’organismo è quello di un grande. Non è così per un bambino, il cui fisico metabolizza in modo diverso i farmaci. Ed ecco che il piccolo è entrato in coma. Fortunatamente è ora fuori pericolo e non avrà nessuna conseguenza neurologica.
Un cerotto applicato per errore
Il fatto è accaduto ieri, lunedì 16 aprile, a Ciriè, cittadina in provincia di Torino. Il piccolo di tre anni si era fatto male a un piedino, giocando e la nonna gli aveva applicato sulla zona un cerotto antidolorifico, scambiandolo per un normale bendaggio, di quelli che si usano per coprire le ferite. Poco dopo la medicazione, il piccolo ha mostrato forti segni di malessere, tali da indurre i famigliari a contattare il 118 per il trasporto in ospedale. Inizialmente, si era pensato che il bambino si fosse applicato da solo il cerotto, magari per gioco, dopo averlo trovato in casa. Da ulteriori accertamenti, però, è risultato che era stata la nonna, in totale buona fede, a medicare il piedino del piccolo con un cerotto antidolorifico, del tutto inadatto all’organismo del bambino. Deve essersi trattato di un errore dettato da uno scambio: la nonna deve avere cioè pensato che il patch medicato fosse un normale cerotto protettivo. Oppure, è possibile che la donna abbia agito a fin di bene, pensando di alleviare il dolore al piede del bambino con una medicazione locale e, forse, credendo che un farmaco somministrato localmente abbia un’azione meno intensa rispetto, per esempio, alle pastiglie. L’applicazione per via trans dermica può essere invece molto intensa, soprattutto se si tiene conto, come hanno commentato gli esperti interpellati in merito alla vicenda .
Attenzione all’uso dei farmaci nei bambini
Fortunatamente la vicenda del piccolo piemontese si conclusa nel migliore dei modi, noi di Guidagenitori però desideriamo ancora una volta ribadire l’importanza di usare la massima prudenza quando si somministra un farmaco, di qualsiasi farmaco si tratti ad un bambino. Gli unici farmaci antidolorifici- antinfiammatori consentiti ai più piccoli sono il paracetamolo e l’iburpofene, che si assumono per via orale solitamente in sciroppo: anche queste molecole, per quanto siano ben tollerate, vanno somministrate a un bambino solo se è veramente necessario, meglio ancora se dopo aver sentito il parere del pediatra o, per lo meno, del farmacista. Per il dolore locale, l’unico rimedio efficace è la classica borsa del ghiaccio e, in caso di escoriazione, è sufficiente lavare la parte offesa con acqua corrente e sapone, applicando poi (con garza sterile) un poco di disinfettante liquido. Non occorre altro. I cerotti antidolorifici, quelli che agli adulti regalano sollievo per il mal di schiena, il torcicollo o lo strappo muscolare, in nessun caso possono essere applicati ai bambini, nemmeno se si taglia un frammento limitando la quantità di principio attivo. L’organismo di un bimbo piccolo è infatti molto più sensibile rispetto a quello di un adulto e tende a intossicarsi con molta più facilità.
Le precauzioni da prendere in casa
Nel caso del piccolo di Ciriè, è anche possibile che si sia trattato di un errore involontario: forse la nonna ha scambiato i cerotti medicati per cerotti “normali”. Solo le indagini potranno chiarirlo, ma noi vogliamo soprattutto richiamare l’attenzione sull’importanza di esaminare con attenzione un prodotto farmaceutico prima di proporlo a un bambino. Anche in caso di cerotti, è essenziale leggere le indicazioni riportate sulla confezione: se c’è scritto che il prodotto non va usato nei bambini sotto i dodici anni, è indispensabile rispettare questa prescrizione. Sempre per questo motivo i cerotti vanno conservati con attenzione nella confezione originale e va conservato ben in evidenza anche il foglietto illustrativo. Lo stesso discorso vale anche per le pomate antidolorifiche, che talvolta con leggerezza si applicano ai bambini a seguito di qualche trauma: i principi attivi che contengono non sono adatti, nemmeno se si sceglie di applicare il prodotto in dose ridotta. È invece possibile chiedere al farmacista se esiste un prodotto in formulazione specifica per bambini. Infine, vogliamo ricordare l’importanza di custodire i prodotti farmaceutici in un luogo sicuro, sottochiave e ben lontano dalla portata dei bambini.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica































