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Meduse e ricci possono rendere difficile la balneazione nei nostri mari

luglio 3, 2013 3:30 pm

Se abbiamo scelto il mare per le nostre vacanze, mettiamo in conto un incontro ravvicinato con meduse e ricci. Se dovesse accadere di restarne vittima, è necessario intervenire velocemente, soprattutto con i bambini.

Anche se non saranno molte le famiglie che potranno trascorrere un periodo di vacanza in una località di mare a causa della crisi economica, ai fortunati ricordiamo che le meduse hanno colonizzato ben bene i nostri mari. Queste leggiadre, ma decisamente poco simpatiche creature marine sono sempre più diffuse. Trovano infatti nutrimento in abbondanza, poiché si cibano di uova di pesci e di avannotti appena nati: colpa della pesca intensiva che elimina altri pesci predatori, “rivali” delle meduse.

Le meduse sono sempre più diffuse
Lo ha appena reso noto il professor Ferdinando Boero, docente di biologia marina all’Università del Salento e ricercatore del Cnr, sintetizzando un recente studio sulle meduse della Fao di cui lui stesso è autore. Se le meduse sono sempre più diffuse, quindi, non è solo colpa dei mari che mediamente sono sempre più caldi: è anche perché ci sono meno pesci che si cibano di uova e di piccoli pesci appena nati, proprio per colpa della sovra-pesca che riduce la competizione con gli altri esseri marini. Secondo l’esperto, con lo sfruttamento degli stock ittici c’è sempre meno competizione e le meduse aumentano: aspetto che va considerato nei modelli di studio della pesca. Inoltre, nutrendosi di larve, uova e piccoli pesci, le meduse eliminano anche per il futuro possibili competitors, creando squilibri fin dall’inizio nel ciclo biologico. Senza contare le temperature dei mari: il Mediterraneo è sempre di più un mare tropicale. Su 100 nuove specie marine introdotte negli ultimi 20 anni 98 sono tropicali e vivono benissimo. Tra esse ci sono anche alcuni tipi di meduse.

Che cosa fare se la medusa “punge”
Dire che una medusa “punge” non è corretto, ma è questa la spiacevole sensazione che viene riferita da adulti e bambini quando vi si entra in contatto. Se capita, è bene tenere presenti alcuni accorgimenti che limitano il dolore e riducono la diffusione del liquido urticante neitessuti cutanei. In primo luogo è bene evitare di strofinare occhi e bocca con le mani che possono essere entrate in contatto con la sostanza emessa dalla medusa. La zona non va grattata, massaggiata, non vi va applicato ghiaccio o acqua fredda anche se l’impressione è di un momentaneo sollievo. Assolutamente da evitare sono i lavaggi con acqua dolce: questa operazione stimola la produzione di tossine dannose per il sistema nervoso. Non vanno bene nemmeno i “classici” lavaggi della nonna con ammoniaca o aceto: oltre a non essere utili sono essi stessi causa di bruciori. No anche all’alcol: favorisce l’apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse. Pomate a base di cortisone o antistaminici possono essere applicate solo sotto il controllo di un medico o un esperto. Utile è l’applicazione di un gel al cloruro d’alluminio: allevia il dolore, il bruciore e blocca la diffusione del liquido urticante. E’ bene averne sempre con sé una confezione, quando si va in spiaggia.

Come rimuovere gli aculei del riccio di mare
Al mare è anche possibile poggiare inavvertitamente un piede sopra un riccio: è una delle evenienze dei fondali rocciosi. In questo caso è bene rivolgersi a un punto di primo soccorso, dove un responsabile può applicare un po’ di pomata all’ittiolo per favorisce la rimozione degli aculei. Questi vanno tolti accuratamente, con una pinzetta ben pulita. La zona va poi disinfettata con amuchina. Se non si è certi di avere rimosso bene tutti gli aculei è meglio rivolgersi a un medico o al pronto soccorso. Come al solito la prevenzione è la migliore alleata del benessere: indossare le speciali scarpine di gomma evita la possibilità di restare feriti con gli aculei dei ricci. I bambini si sentiranno più sicuri e, con l’aiuto di una maschera, potranno esplorare l’affascinante mondo sottomarino che si nasconde proprio lì, a pochi metri dalla riva.

Lina Rossi

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