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Il vomito è il segno di una situazione alterata proprio come la febbre

aprile 25, 2013 9:30 am

Frequente nei piccoli, il vomito può avere diverse cause. Ecco cosa è bene sapere per aiutare un bambino a superare questo disagio e per adottare i giusti provvedimenti. L’importante è stare calmi e rassicurare il bimbo.

Il vomito è un disturbo che spesso colpisce i bambini ed ha cause banali, esattamente come accade per febbre e tosse, per questo non ci si deve preoccupare eccessivamente. Comunque è importante sapere come comportarsi e quando il sintomo richiede una maggiore attenzione. Infatti, nei piccoli, il vomito non è una malattia a sé stante, ma il sintomo di uno stato di malessere di cui si devono capire le cause. Il pediatra andrebbe sempre contattato, soprattutto se si è alle prese con il primo bebè e quindi si ha poca esperienza di malattie infantili e se, comunque, non si può contare sul consiglio esperto di una persona vicina. Può trattarsi di una banalissima manifestazione come nella fase attiva di acetone, oppure, una banale indigestione. Solo esaminando le condizioni generali del bimbo, il modo e i tempi in cui si manifestano il vomito ed i disturbi associati, lo specialista può capirne la vera natura e consigliare. Lo specialista, inoltre, può capire se si tratta di vomito oppure di reflusso, l’altro disturbo frequente nel bambino piccolo.

Ecco le cause più frequenti
La causa più frequente di vomito in un bambino è una dieta poco equilibrata, troppo grassa o troppo abbondante: lo stomaco reagisce a questo superlavoro rigettando gli alimenti o le sostanze di troppo. Può dare vomito anche una gastroenterite, un’infezione dello stomaco e dell’intestino provocata da un virus. Con il vomito, l’organismo del piccolo cerca di liberarsi da un microrganismo estraneo che lo ha aggredito. Di solito, una malattia infettiva dell’intestino porta con sé anche diarrea e, spesso, febbre. Gli episodi di vomito sono piuttosto frequenti e causano intenso malessere. Il primo rimedio che la mamma può mettere in atto è far bere il bambino, per limitare la disidratazione del suo organismo. E’ una misura particolarmente importante per i piccoli nel primo anno di vita, le cui riserve idriche possono essere ridotte rapidamente attraverso un’improvvisa crisi di vomito. L’obiettivo del trattamento immediato è dare allo stomaco del bambino una pausa di riposo e ristabilire il giusto equilibrio di sali minerali e liquidi nel corpo. Se il bambino ha meno di 15–18 mesi, è opportuno somministrare una soluzione gluco–salina per bocca a piccoli sorsi, in modo da fargli bere 30–60 millilitri per ora. Facendogli bere liquidi zuccherati si evita il rischio di una crisi di acetone, potrebbe sopraggiungere se il piccolo rimane a corto di riserve energetiche. Se il bambino è più grande, può bere da solo una bevanda zuccherata e ricca di sali minerali. L’importante è che i liquidi siano somministrati a temperatura ambiente e bevuti lentamente. È sempre bene, comunque, avvisare il pediatra.

Quando è legato all’acetone
L’acetone o chetosi è una situazione molto frequente nei bambini ed è dovuta a un disturbo momentaneo del metabolismo del piccolo il quale, dopo aver bruciato tutti gli zuccheri a disposizione dell’organismo, inizia a bruciare anche i grassi. Spesso i bambini iniziano a soffrirne intorno ai 3-4 anni: il vomito è il sintomo più frequente. Si presenta prima abbastanza solido, poi via via più acquoso, associato magari a qualche linea di febbre.
Oltre agli attacchi ripetuti di vomito, il bimbo accusa dolori addominali, è pallido, occhi cerchiati e poco vivace. Il sintomo più classico è l’alito, odora di frutta troppo matura. Le crisi di acetone sono frequenti quando il bimbo ha la febbre per qualche giorno oppure rimane a lungo senza mangiare, ma anche dopo uno sforzo fisico molto prolungato, una gastroenterite o un’eccessiva assunzione di cibi grassi, quali patatine fritte, panna o cioccolata. La cura per l’acetone consiste semplicemente nel proporre al bambino bevande zuccherate: tè, spremute, succo di frutta, Cola o semplicemente acqua e zucchero, a piccoli sorsi. In questo modo, reintegra le scorte di energia e il suo organismo riprende a utilizzare gli zuccheri come combustibile. Anche i liquidi persi a causa del vomito saranno ripristinati. Nel giro di un giorno o due, il piccolo si sentirà completamente ristabilito.

Il vomito può comparire dopo un trauma
Il vomito del bimbo può anche essere il sintomo secondario di un trauma cranico. A seguito di una caduta o un movimento incauto, il bambino può battere la testa. Se, a distanza di diversi minuti, ha un attacco di vomito è bene portarlo subito al Pronto soccorso per un accertamento. Nella maggior parte dei casi, non c’è nulla di cui preoccuparsi: il vomito è solo una reazione allo spavento preso, ma c’è anche la possibilità, per quanto rara, che il vomito sia causato da una ipertensione endocranica: il colpo ricevuto in testa può cioè aver provocato un edema, ossia un rigonfiamento nei tessuti all’interno della scatola cranica per aumento di liquidi o per sanguinamento provocando un aumento della pressione all’interno della testa: il vomito è proprio uno dei primi sintomi con cui si manifesta. In questo caso il piccolo può avere bisogno di essere tenuto in osservazione.

Giorgia Andretti
Con la consulenza del Prof. Luigi Tarani
Clinica Pediatrica Università degli Studi “La Sapienza” di Roma

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