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Il nostro bimbo ha qualche linea di febbre, come capire se è influenza o raffreddore

novembre 7, 2012 12:00 pm

Febbre e raffreddore: un insieme di sintomi che troppo spesso vengono scambiati per influenza. In queste settimane, però, è possibile che si tratti semplicemente di un raffreddore. Ecco come distinguere le due forme.

Tengo il bimbo a casa da scuola: ha l’influenza. Ecco una frase che si sente ripetere spesso in questa stagione. In realtà, nella maggior parte dei casi, si tratta di sindromi di tipo para-influenzali: disturbi stagionali contagiosi, di tipo infettivo e legati a virus, con manifestazioni, però, meno intense rispetto all’influenza vera e propria. Sembra una distinzione banale, ma non è così: capire se il proprio bambino ha l’influenza o è solo una forma para-influenzale con raffreddore è importante, per fornire al pediatra indicazioni sui sintomi, stabilire la strategia terapeutica e, soprattutto, per decidere se inoculare al bambino il vaccino antinfluenzale. Il vaccino è caldamente consigliato per i bambini più piccoli e scambiare una sindrome para-influenzale per la vera influenza potrebbe, a torto, indurre i genitori a credere che il piccolo non ne abbia più bisogno.

Sindrome para-influenzale, i sintomi per riconoscerla
Con il termine sindrome para-influenzale si intende una malattia respiratoria di tipo acuto, causata da virus che appartengono al ceppo degli orthomyxovirus. Gli esperti hanno individuato tre gruppi principali, denominati A, B e C. I virus di tipo A sono i più aggressivi, scatenano le epidemie più lunghe e con i sintomi più accentuati. I virus appartenenti al gruppo B, invece, causano forme influenzali più lievi e non danno luogo a epidemie. Il virus C provoca infezioni leggere, con qualche linea di febbre e raffreddore. L’influenza esplode dopo due giorni di incubazione in cui il bambino avverte stanchezza, è nervoso, piange per un nonnulla. Se è più grandicello, lamenta mal di testa e mal di gola. In questa fase, anche se l’influenza non è ancora conclamata, si è già contagiosi. Quindi inizia la febbre, è elevata e può raggiungere i 39-40 gradi. Questa fase dura dai tre ai cinque giorni. Il piccolo ha anche il raffreddore, forte e fastidioso ed è soggetto a tosse secca e fastidiosa. Nell’influenza vera, i bambini spesso hanno anche disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea. Dopo circa una settimana dalle prime avvisaglie, la febbre cala improvvisamente, nel giro di un giorno. Resta la sensazione di naso chiuso e la tosse tende a diminuire. Per alcuni giorni, il bambino accusa sonnolenza e ha poco appetito.

La differenza con le sindromi parainfluenzali
I sintomi poc’anzi descritti sono quelli della sindrome e devono comparire tutti, dalla febbre al raffreddore, dalla tosse alla stanchezza fino ai disturbi gastrointestinali. Anche il periodo ha la sua importanza: l’influenza vera e propria si presenta in autunno inoltrato e nei mesi invernali, fino a tutto gennaio. Negli altri periodi dell’anno si tratta probabilmente di forme para-influenzali. In comune, le due forme hanno il fatto di essere molto contagiose come lo è anche la sindrome para-influenzale e la via di trasmissione: i virus vengono espulsi dal corpo della persona affetta attraverso le “goccioline di Pflügge”, emesse dagli starnuti e dai colpi di tosse. Queste particelle viaggiano per circa un metro, quindi si depositano in terra o sugli oggetti, infettando le persone che si trovano all’interno di questo spazio. Quando i virus contenuti nella saliva raggiungono le mucose delle vie respiratorie di naso o della gola, danno il via all’infezione. I virus possono causare il contagio anche in un altro modo, cioè se un bambino si tocca il naso, la bocca o gli occhi con dita che sono entrate in contatto con la saliva di un amico già contagiato. Il virus dell’influenza, insomma, presuppone un contatto stretto. Per questo motivo ci si ammala tra famigliari, compagni di scuola, amici con cui si gioca in luoghi chiusi. Capire se il proprio bambino ha avuto solo una forma di raffreddore è importante: può infatti ancora essere sottoposto al vaccino antinfluenzale per metterlo al riparo dalle complicanze.

Attenzione agli antibiotici
Sia nel caso dell’influenza, sia per quanto riguarda le sindromi para-influenzali, a sostenerle sono i virus: è quindi del tutto inutile utilizzare gli antibiotici in quanto inefficaci per le forme virali. Questi farmaci possono anzi essere dannosi, perché l’assunzione senza la reale indicazione fa sì che i batteri si abituino alla presenza degli antibiotici, sviluppando forme di resistenza. Anche l’anticipata sospensione dell’assunzione di antibiotici rispetto a quanto raccomandato si configura in un uso scorretto degli stessi. Gli antibiotici, se necessari, vanno prescritti dal medico e devono essere assunti in dosi precise, stabilite in base al peso di un bambino, per il tempo necessario e definito per ogni tipo di antibiotico. Gli antibiotici possono essere assunti nel caso di complicanze, che possono comparire sia nel caso dell’influenza vera e propria, sia per le sindromi para-influenzali.

Giorgia Andretti

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