prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Glutine fa rima con la malattia celiaca ma spesso è solo malassorbimento

luglio 19, 2012 12:00 pm

La malattia celiaca, conosciuta anche con il termine enteropatia da glutine, è una malattia geneticamente determinata causata dall’intolleranza al glutine. La sua ingestione provoca infiammazione della mucosa intestinale.

Alla base del morbo celiaco è l’effetto nocivo esercitato dalla gliadina, un componente del glutine, la quale esercita una infiammazione sulla mucosa dell’intestino tenue. L’età più colpita dalla celiachia è quella della prima infanzia, quando con lo svezzamento si entra in contatto per la prima volta con la gliadina. La reazione al glutine può comparire anche nell’età adulta, in questo caso parliamo di aumentata sensibilità temporanea al glutine. La diagnosi di morbo celiaco deve essere ricercata attraverso la biopsia della mucosa intestinale, solo dopo aver accertato la distruzione dei villi ed una infiltrazione linfoplasmocitaria. La Celiachia, l’allergia al grano e la sensibilità al glutine: sono tre differenti quadri che pur essendo simili nei sintomi riconoscono reazioni diverse al glutine.

Glutine, se ne può fare a meno?
Il glutine è una sostanza costituita da un insieme di proteine che compongono il grano, l’orzo, la segale e diversi altri cereali, escluso l’avena, appartenenti alla famiglia delle graminacee. L’unione di proteine che compongono il glutine è definita prolamine. Le prolamine contengono un aminoacido, la prolina, poco digeribile che, in alcuni individui particolarmente sensibili, può arrivare a scatenare una vasta gamma di reazioni. L’ingestione di un alimento contenente glutine porta l’organismo a riconoscerlo come un elemento estraneo ed avvia un serie di reazioni. Queste, nei casi più seri, possono distruggere la mucosa intestinale, causando la celiachia malattia celiaca. Può però dare sintomi gastrointestinali più lievi: in questo caso si parla di sensibilità al glutine. In entrambi i casi, tali sintomi generalmente regrediscono con una dieta temporanea priva di glutine. Questa sostanza è fondamentale per la sua funzione nella panificazione o negli impasti farina e acqua, il glutine, proprio per la sua componente in aminoacidi non essenziali per l’organismo. Il glutine però può tranquillamente essere rimosso dalla dieta senza alcuna carenza nutrizionale, né per gli adulti né per i bambini.

Che cos’è la sensibilità al glutine

La sensibilità al glutine è una manifestazione osservata sempre più spesso negli ambulatori dello specialista. Si tratta di un disturbo di recentissimo inquadramento clinico. Viene diagnosticato in pazienti per lo più adulti che presentano disturbi intestinali o a carico di altri apparati. Queste persone in passato venivano spesso diagnosticate come affette da disturbo funzionale o colon irritabile. Si tratta di un fenomeno molto diffuso: secondo dati recenti la frequenza della sensibilità al glutine si attesta intorno al 6% della popolazione, mentre quella della celiachia, assolutamente rilevante, è attorno all’1%. Se ancora oggi per la celiachia si parla di iceberg ad indicare che la maggioranza dei casi sono sommersi perché sfuggono alla diagnosi, per la sensibilità al glutine questo iceberg assume delle dimensioni ancora più macroscopiche. A tutt’oggi, solo escludendo, attraverso le analisi cliniche, la celiachia o l’allergia al grano, si arriva alla diagnosi definitiva di sensibilità al glutine. I sintomi sono infatti abbastanza simili: a livello dell’apparato gastrointestinale possono presentarsi dolore addominale, bruciore alla bocca dello stomaco, nausea e vomito, borborigmi, gonfiore di pancia, stitichezza e diarrea. Il soggetto sensibile al glutine potrà accusare senso di affaticamento, intorpidimento di gambe e braccia oltre che crampi muscolari e dolori alle articolazioni. A livello neurologico sarà possibile l’insorgenza di mal di testa e ci si potrà sentire con la mente annebbiata, fino ad accusare svenimenti. La sensibilità al glutine si manifesta anche a livello della pelle con l’insorgenza di eczemi e comparsa di piccole macchie rosse. All’esame del sangue il soggetto appare anemico.

Come si scopre il disturbo
Per diagnosticare la sensibilità al glutine è importante che il paziente riferisca con precisione al proprio medico i segni ed i sintomi che accusa. Sarà quindi esclusivamente il medico a stabilire se il soggetto dimostra sintomi che possono essere associati alla sensibilità al glutine. Considerato però che la sintomatologia della sensibilità al glutine è facilmente sovrapponibile a quella della del morbo celiaco, una persona deve sottoporsi ai test specifici per escludere tale patologia. In primo luogo è necessario capire se si è allergici al glutine. Fra queste allergie si comprendono: le allergie respiratorie, più presenti negli adulti, tra cui l’asma dei fornai e la rinite; le allergie da cibo, principalmente riscontrabili nei bambini con sintomi gastrointestinali, orticaria e angio-edema, ostruzioni bronchiali, peggioramento della dermatite atopica; l’orticaria da contatto con un’analisi che va a verificare se vi è reattività al grano. Per escludere la celiachia, si viene sottoposti alla ricerca di specifici marcatori sierologici, attraverso un prelievo di sangue. La celiachia, infatti, è caratterizzata da dei marcatori che sono: l’anti-trans-glutaminasi tissutale (tTG), l’EMA (Anti endomisio) e il deficit di IgA. È inoltre necessario effettuare la biopsia intestinale. Il soggetto sensibile al glutine, diversamente da quanto accade nel celiaco, non presenta atrofia dei villi intestinali, la struttura della mucosa è nella norma e ha un numero normale di linfociti intraepiteliali all’interno della mucosa. Al contrario, nella malattia celiaca aumentano queste cellule. Si va inoltre alla ricerca di anticorpi specifici, gli anticorpi anti-gliadina(AGA) di prima generazione che sono scarsi nella malattia celiaca, ma possono essere presenti nei soggetti sensibili al glutine.

Una cura facile e risolutiva: la dieta
I sintomi e i segni regrediscono una volta adottata la dieta priva di glutine. Di norma la sospensione fa regredire segni e sintomi e la dieta senza glutine è temporanea. Si fa notare che il trattamento, sia che si tratti di allergia al grano, di celiachia, o di sensibilità al glutine, è il medesimo: l’esclusione del glutine dalla dieta. La differenza è che nell’allergia, la sospensione è temporanea e può essere necessaria la somministrazione di cortisonici; nella celiachia la sospensione è a tempo indeterminato, il soggetto celiaco non deve ingerire alimenti contenenti anche piccolissime tracce di glutine e lo dovrà rispettare per sempre; nella sensibilità al glutine la sospensione di diete con glutine potrebbe essere solo temporanea.

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI