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Celiachia, la dieta per la vita

febbraio 10, 2011 12:42 pm

E’ ufficialmente riconosciuta come una delle malattie sociali. Stiamo parlano della celiachia o intolleranza al glutine, un disturbo che obbliga a fare a meno del pane e della pasta. Sono tanti, stando alle ultime rilevazioni del Ministero della Salute, i bambini a cui ogni anno viene diagnosticata la celiachia o sindrome celiaca, una malattia di…

Celiachia, la dieta per la vita

E’ ufficialmente riconosciuta come una delle malattie sociali. Stiamo parlano della celiachia o intolleranza al glutine, un disturbo che obbliga a fare a meno del pane e della pasta.

Sono tanti, stando alle ultime rilevazioni del Ministero della Salute, i bambini a cui ogni anno viene diagnosticata la celiachia o sindrome celiaca, una malattia di cui si parla spesso. Cerchiamo di comprenderne il significato. La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale. Più esattamente, l’intolleranza è rivolta alla gliadina, una importante componente del glutine stesso. Di conseguenza, tutti gli alimenti derivati da questi cereali o che sono entrati in contatto con cibi contenenti glutine, sono dannosi per chi è portatore della malattia celiaca. Non poter consumare cibi come pasta, pizza, lasagne, o un bel panino con salame, perché la farina bianca che ricopre la pelle esterna può contenere glutine, per un bambino può essere fonte di un serio disagio. Per questo Ministero della Salute, con la Legge 4 del luglio 2005, n. 123 Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 7 luglio dello stesso anno, ha riconosciuto la celiachia come malattia sociale.

La causa anche nella familiarità
La celiachia riconosce tra le sue causa una potenziale forma allergica codificata da alcuni geni specifici. Un bambino con i sintomi della malattia può avere un parente celiaco, quindi è utile sottoporre il piccolo alle analisi diagnostiche necessarie per raggiungere una diagnosi certa o escluderla. Esami precisi e affidabili e anche relativamente poco invasivi sono oggi disponibili per effettuare uno screening. Ne sono un esempio la ricerca degli anticorpi anti-endomisio, si effettuata in tutti i maggiori ospedali generali e pediatrici.

Ecco quali sono i sintomi
Secondo i maggiori esperti i sintomi della celiachia sono disturbi gastrointestinali come colite e diarrea, dovuti al malassorbimento degli alimenti contenenti glutine. Da questo derivano magrezza, difficoltà della crescita e spossatezza. Anche il mal di testa può essere un sintomo della malattia celiaca. La diagnosi precoce è l’unico strumento in grado di disciplinare l’alimentazione a base di cereali e farine. I primi anni di vita sono decisamente i più importanti per l’organismo ed il pediatra di base deve poter arrivare ad una diagnosi precocemente. Soltanto a diagnosi conclamata sarà possibile stabilire la dieta corretta ed un appropriato regime dietetico è sinonimo di buona salute. L’intolleranza al glutine prevede la sua eliminazione: infatti, senza l’eliminazione del glutine dalla dieta si possono verificare gravi lesioni alla mucosa dell’intestino tenue. Dalla celiachia non si guarisce ma è possibile ottenere una buona e soddisfacente qualità della vita solo con l’eliminazione attenta degli alimenti contenenti il glutine o soggetti al rischio di contaminazione. La dieta può essere iniziata solo al termine della valutazione medica.

Le precauzioni in cucina
L’efficacia della dieta è legata alla sua applicazione costante e rigorosa per tutta la vita, perché l’introduzione di quantitativi anche minimi di glutine nei pasti del bambino celiaco può provocare la ricomparsa della sintomatologia della malattia. In cucina è quindi indispensabile rispettare rigorosamente alcune accortezze:

  • conservare gli alimenti senza glutine in dispense o scaffali appositi;
  • se non si ha la possibilità di avere un piano di lavoro riservato, lavare accuratamente quelli a disposizione prima di utilizzarli per la preparazione dei pasti a base di alimenti privi di glutine. Si può anche ricoprire il piano con carta da forno, fogli di alluminio o ancora preparare direttamente il pasto nelle teglie e pentole;
  • preparare prima i pasti senza glutine rispetto a quelli normali e non poggiare mai gli alimenti su superfici potenzialmente contaminanti;
  • organizzare un corredo a parte di posate, stoviglie, scolapasta, grattugia, nonché di piccoli elettrodomestici (tipo frullatore) riservato solo alla preparazione degli alimenti senza glutine;
  • lavare accuratamente le mani prima di lavorare cibi senza glutine, l’addetto alla preparazione dei pasti può essere veicolo di contaminazione .

L’aiuto dalle mense scolastiche
Per facilitare la serenità e la vita quotidiana ai piccoli celiaci anche in ambienti scolastici dove il confronto con i coetanei è continuo, la legge 123 ha stabilito l’obbligo per tutte le mense scolastiche di fornire pasti specifici per celiaci completamente privi di glutine e preparati da personale dedicato, al solo scopo di evitare la possibile contaminazione. Per usufruire del menu speciale è necessario produrre il certificato medico che attesti la malattia celiaca del bambino. Il disturbo va anche segnalato al momento dell’iscrizione. Per stare ancora più tranquilli, i genitori di un piccolo con celiachia possono richiedere un incontro con i titolari del servizio mensa o del catering, alfine di verificare le reali condizioni di sicurezza. Molte scuole prevedono una “commissione mensa”, composta da genitori volontari ed insegnanti, il cui compito è controllare appunto la qualità dei pasti.

Cosa dire al bambino
Una volta che al bambino è stata diagnosticata la celiachia, i genitori devono informare del problema tutti i familiari e le persone che frequentano abitualmente la casa, amici dai quali ci si reca, ovviamente la scuola e i ristoratori al momento di scegliere il menù. Il momento più difficile, però, è spiegare al piccolo la propria condizione di celiaco. La strada migliore è senza dubbio dire la verità. Le informazioni dovranno essere comprese facilmente dal bambino, quindi i genitori dovranno utilizzare un linguaggio, espressioni ed esempi adatti alla sua età. Ecco alcuni consigli pratici per affrontare l’argomento:

  • evitare di esporre la celiachia come un “problema”. È meglio parlarne come quando si descrive una condizione genetica, una caratteristica unica per ogni singola persona, come quella del colore dei capelli o della pelle;
  • accompagnare l’argomento con esempi di altre intolleranze: al latte, alle uova, alle nocciole. L’importante è non prendere esempi di patologie gravi ed invalidanti;
  • valorizzare le grandi possibilità alimentari offerte ai celiaci. Si può mangiare quasi tutto tranne che i carboidrati, ma per questi cibi esistono nella versione per celiaci.

L’ABC dei bambini celiaci
Malgrado la diffusione e le conseguenze della celiachia se ne parla ancora poco. Per offrire un aiuto alle famiglie nel 2006 è nata l’ABC – Associazione Bambini Celiaci www.bambiniceliaci.org , il cui obiettivo è dare sostegno e contribuire al miglioramento della condizione di vita sia dei bambini che dei genitori. L’Associazione è vicina alle famiglie con tanti suggerimenti utili e pratici come ad esempio ottenere il contributo erogato dallo Stato per l’acquisto di alimenti per celiaci. Vengono forniti anche consigli su come organizzare la vita sociale del bambino evitando traumi, come crescere e cooperare con il proprio medico, o, ancora, come organizzare un viaggio o quali ristoranti scegliere tra coloro che offrono anche menù per celiaci.

 

Marina Zenobio

 

Ha collaborato:
dott.ssa Rosalba Trabalzini

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