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Paracetamolo e allergie

gennaio 26, 2011 12:29 pm

Dalla Nuova Zelanda arriva uno studio sulla correlazione tra l’utilizzo del paracetamolo e allergie. In attesa di conferme, limitiamo il suo uso nei bambini piccoli. Gennaio e febbraio sono i mesi in cui la febbre è la regina del suo regno. Infatti tra influenze e malattia da raffreddamento spesso può superare anche i 38° e…

Paracetamolo e allergie

Dalla Nuova Zelanda arriva uno studio sulla correlazione tra l’utilizzo del paracetamolo e allergie. In attesa di conferme, limitiamo il suo uso nei bambini piccoli.

Gennaio e febbraio sono i mesi in cui la febbre è la regina del suo regno. Infatti tra influenze e malattia da raffreddamento spesso può superare anche i 38° e mezzo. E sono molti i genitori che, vedendo l’indicatore del termometro salire, ricorrono al medicinale considerato assolutamente sicuro: il paracetamolo. Il suo uso era permesso prima, in gravidanza ed è permesso ora che il piccolo è nato e sta crescendo. Si tratta di un farmaco antinfiammatorio e antidolorifico disponibile in varie formulazioni: supposte, gocce e sciroppo, quindi versatile a seconda delle capacità di assunzione di ciascun bambino. Il paracetamolo è relativamente “innocuo”, ma è bene non dimenticare che si tratta pur sempre di una sostanza chimica. Una recente ricerca ha evidenziato una correlazione piuttosto importante tra l’uso del paracetamolo e lo sviluppo di allergie respiratorie.

Più medicina, più allergia
Il paracetamolo potrebbe essere una causa dell’insorgenza di allergie e asma. Lo ha rilevato una ricerca dell’Otago University di Wellington, in Nuova Zelanda, condotta su 1.500 bambini e pubblicata sulla rivista Clinical and Experimental Allergy. Il dottor Julian Crane, autore dello studio, ha notato che i bambini a cui è stato somministrato il farmaco nei primi 15 mesi di vita, e cioè il 90% del campione monitorato, hanno un maggior rischio di sviluppare asma. La probabilità di diventare sensibili agli allergeni respiratori a sei anni è di ben tre volte tanto, mentre la probabilità di sviluppare sintomi come l’asma è doppia, rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo. Le cause di questo collegamento con il farmaco non sono ancora chiare. Occorreranno altre ricerche anche se al momento ci sono evidenze certe che mostrano la correlazione. Il ricercatore ha ben evidenziato, nel corso dello studio, che in molti casi il farmaco era stato proposto a bimbi molto piccoli con una certa leggerezza, per esempio in presenza solo di poche linee di febbre.

Solo se la temperatura sale
Non va assolutamente dimenticato che il paracetamolo è pur sempre una sostanza chimica di sintesi e che, per quanto “innocua” e senza obbligo di ricetta medica, deve essere somministrato con attenzione e solo in caso di effettiva necessità. Il parere del pediatra dovrebbe essere sempre vincolante, purtroppo, il paracetamolo viene spesso considerato panacea per tutti i mali: febbre, male alle orecchie, denti in eruzione. In realtà il farmaco va utilizzato solo in caso di febbre superiore ai 38.5°, quando realmente può creare un disagio al bambino. Le febbriciattole più lievi non richiedono un intervento farmacologico: non dimentichiamo che il rialzo febbrile è un meccanismo di auto-difesa messo in atto dall’organismo per combattere l’infezione. I virus, infatti, non riescono a sopravvivere in un ambiente troppo caldo e la temperatura stessa del corpo li mette fuori combattimento. Abbassare troppo la febbre, al contrario, può paradossalmente rallentare la guarigione. Attenzione anche al dosaggio: il paracetamolo va somministrato nella quantità adeguata all’età e al peso del bambino, utilizzando l’apposito dosatore presente nelle confezioni, nel caso venga scelta la formulazione in sciroppo.

I vecchi rimedi che funzionano
Altri rimedi per far sentire meglio il piccolo? Benvenuta nanna, prima di tutto: il bambino dovrebbe riposare il più possibile. Durante la fase di sonno profondo l’organismo produce le citochine, sostanze del sistema di difesa dell’organismo. È quindi importante tenere il piccolo a riposo, possibilmente sdraiato su di un divano leggendogli favole o facendogli ascoltare della musica rilassante tipo new age. La monotonia delle note lo accompagnerà dolcemente in frequenti sonnellini. L’alimentazione poi, deve essere leggera e nutriente: diamo la preferenza ai cibi semi-liquidi, alla frutta ed agli zuccheri semplici. L’organismo non deve essere affaticato dal processo digestivo e l’energia va utilizzata per combattere adeguatamente l’infezione. Inoltre, meglio non coprire troppo il piccolo: il corpo deve eliminare il calore della febbre. Teniamolo al caldo se ha i brividi, ma se mostra di volersi scoprire un po’, permettiamoglielo senza alcun timore, controllando solo che non venga esposto a correnti fredde soprattutto se è sudato. E… somministriamo del paracetamolo solo se la febbre supera i 38°.

 

Giorgia Andretti

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