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I vermi intestinali dei bambini

agosto 20, 2010 5:06 am

Fastidiosi ma senza pericolo. Questi parassiti fanno la loro comparsa soprattutto in estate, il periodo in cui mostrano la loro presenza. Basta un farmaco per eliminarli. Secondo gli esperti, circa l’80 per cento dei bambini prende i vermi o elminti almeno una volta nella vita, in genere prima dell’età della materna. Le recidive possono accadere,…

I vermi intestinali dei bambini

Fastidiosi ma senza pericolo. Questi parassiti fanno la loro comparsa soprattutto in estate, il periodo in cui mostrano la loro presenza. Basta un farmaco per eliminarli.

Secondo gli esperti, circa l’80 per cento dei bambini prende i vermi o elminti almeno una volta nella vita, in genere prima dell’età della materna. Le recidive possono accadere, in genere quando sono più grandicelli, è sufficiente che nostro figlio, giocando all’aperto come è giustissimo che faccia, entri in contatto con l’ambiente circostante manipolando erba, sabbia o terriccio irrigati con acque non potabili e probabilmente provenienti da sorgenti contaminate dai parassiti; ebbene, portando le sue mani alla bocca, involontariamente, può ingerirne le uova. E adesso, alla fine dell’estate, a distanza di qualche settimana dal primo contatto, i sintomi si fanno sentire.

Gli ossiuri sono i più diffusi
Gli ossiuri sono piccoli vermi bianchi, lunghi meno di un centimetro, vivono nella terra, nell’erba e nelle verdure crude irrigate con acque contaminate. Gli ossiuri infestano l’intestino dopo che il bambino ne ha involontariamente ingerito le uova. Quando queste si dischiudono, le femmine migrano attraverso l’intestino fino all’apertura anale, dove depongono altre uova che, a loro volta, si schiudono nel giro di pochi giorni. I parassiti iniziano allora a muoversi nell’intestino causando un prurito intenso e fastidioso, rendendo il bambino irrequieto. Il sintomo che induce a sospettare un’infestazione da ossiuri è proprio il prurito, ma per una diagnosi certa si esegue lo “scotch test”, presso qualsiasi laboratorio di analisi. Al mattino, prima che il piccolo sia stato lavato, che abbia defecato e che vengano applicati crema o talco, si posiziona un pezzetto di nastro adesivo sull’apertura anale. Il nastro adesivo va poi analizzato su un vetrino al microscopio. Le eventuali uova di ossiuri rimangono attaccate al nastro adesivo e vengono visualizzate. Gli ossiuri si combattono facilmente con l’assunzione di un farmaco a base di mebendazolo o pirantel pomoato, sostanze che paralizzano gli ossiuri e ne facilitano l’eliminazione attraverso le feci. Dopo 2-4 settimane si può ripetere il trattamento.

Altri parassiti meno frequenti
Se gli ossiuri sono i parassiti intestinali che contaminano più facilmente l’intestino, esistono anche gli ascaridi e la giardia. Praticamente rarissima nei bimbi è la tenia, un verme piatto che si trova nelle carni suine crude e poco controllate, un alimento che non dovrebbe essere mai proposto ai piccoli. Gli ascaridi raggiungono l’intestino proprio come avviene per gli ossiuri, cioè quando vengono inghiottite involontariamente le loro uova, che si trovano nelle acque che ne contengono, oppure nella terra, nell’erba o nei vegetali contaminati. I sintomi dell’infestazione da ascaridi sono colpi di tosse e scosse muscolari, dovute a una neurotossina prodotta dagli elminti stessi nel momento in cui colonizzano l’intestino. Inoltre, possono comparire tracce di muco e sangue nelle feci. Spesso sono i genitori stessi a rendersi conto del problema del bambino, notando questi lunghi vermi bianchi che si muovo nelle feci del bambino. Il pediatra può eventualmente confermare la supposizione di mamma e papà, visionando un campione di feci. Per combattere gli ascaridi si utilizzano gli stessi medicinali che il pediatra prescrive per gli ossiuri, che vanno assunti però, nelle appropriate quantità, per almeno tre giorni consecutivi. Sempre la stessa via di trasmissione ha la giardia lamblia, un parassita intestinale piccolissimo che provoca infiammazione intestinale, quindi il bambino che ne è infestato avverte dolore e crampi al basso ventre. Questa parassitosi, se trascurata, può provocare irritazione alle pareti intestinali e causare malassorbimento. Il bambino può allora manifestare inappetenza, nausea, ritardo della crescita. I sintomi possono far pensare a una forma di gastroenterite o di intolleranza, quindi è necessario un esame delle feci per individuare il parassita. Per debellare la giardia si deve assumere un farmaco a base di metronidazolo, secondo le dosi e le modalità del pediatra.

Semplici regole di prevenzione
Se un bambino ha contratto un’infestazione da elminti è necessario eliminare subito e regolarmente le feci contenenti i parassiti. Dopo aver effettuato l’igiene intima del bimbo e dopo aver maneggiato i suoi giocattoli e la biancheria usata, ci si deve lavare le mani con acqua calda e sapone, insistendo sotto le unghie dove possono essere finite le uova. La biancheria di tutta la famiglia va lavata a sessanta gradi e si dovrebbero pulire con acqua calda anche i giocattoli. Infine, si dovrebbero sottoporre anche i famigliari agli esami per individuare gli elminti. In caso di risultato positivo, è opportuno ricorrere per tutti i componenti della famiglia alla cura con i farmaci. Evitare che un bimbo entri in contatto con gli elminti è difficile e non è giusto impedirgli di giocare liberamente nei prati, insegniamo piuttosto a lavarsi spesso le mani e sempre prima di portarle alla bocca.

 

dott.ssa Rosalba Trabalzini

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